i dati del cnt

Trapianti record: donazioni raddoppiate in 20 anni, interventi cresciuti del 58%

Dal 1998 si è registrato anche il calo dei pazienti in lista d’attesa da 13mila ai 9mila attuali, con una diminuzione dei tempi di attesa per il rene, l’organo più trapiantato, dai 36 mesi del 2002 ai 24 mesi di oggi

di Barbara Gobbi


Trapianti, piu' vicino il silenzio-assenso alle donazioni

3' di lettura

I trapianti d’eccellenza transitano anche da voli di linea. Come quello che a fine ottobre ha ospitato nella cabina di pilotaggio di un aereo spagnolo il contenitore isotermico che portava il dono più prezioso: il rene da donatore spagnolo parte della ventesima catena crossover che ha consentito di realizzare, fino a oggi, 55 trapianti incrociati in Italia. Il nostro Paese dopo 20 anni può vantare numeri record tra donazioni raddoppiate e interventi cresciuti del 58%.

Ad annunciare l'ultimo “miracolo”, frutto di una collaborazione italo-spagnola (la seconda sul crossover), è stato il direttore del Centro nazionale trapianti Massimo Cardillo in apertura a Roma degli Stati generali organizzati per fare il punto sui 20 anni della legge che nel 1999 ha dato vita alla Rete nazionale nostrana avviando il Paese su livelli da primato in Europa e nel mondo.

Trapianti, più vicino il silenzio-assenso alle donazioni (video)

Donazioni raddoppiate in venti anni
Pochi numeri danno il segno di un exploit complessivo intervallato anche da fasi stop-and-go: dal 1998 a oggi c’è stato il raddoppio delle donazioni di organo con +94%, la crescita dei trapianti a +58 per cento e il calo dei pazienti in lista d'attesa da 13mila ai 9mila attuali, con una diminuzione dei tempi di attesa per il rene, l'organo più trapiantato, dai 36 mesi del 2002 ai 24 mesi di oggi. Un trend che trova conferma nei dati 2019: «I numeri dei primi dieci mesi di quest'anno – dichiara Cardillo al Sole 24Ore - confermano il trend positivo: a fine 2019 ci aspettiamo un ulteriore aumento sia delle donazioni che dei trapianti intorno all'1,5-2%, con un tasso di opposizione che rimane intorno al 29-30%. Questo significa che la crescita che ci ha riguardato negli ultimi 5 anni si è ormai consolidata. Un dato particolarmente significativo riguarda gli accertamenti di morte, che sono il punto di partenza del processo donativo: al 31 ottobre osserviamo un aumento delle segnalazioni intorno al 6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. È la riprova che il nostro impegno su un sempre maggiore coinvolgimento delle rianimazioni sta pagando, a partire dalle iniziative messe in piedi con la Siaarti, la società scientifica dei rianimatori, in particolare sulla donazione a cuore fermo».

L’ultimo crossover Italia-Spagna
Spiegare come funziona la catena crossover è più facile se si raccontano i protagonisti della catena: nell'ultimo “crossover” una donna spagnola ha donato un rene a un paziente italiano mentre la moglie di quest'ultimo, immunologicamente incompatibile con suo marito, ha “restituito” l'organo donandolo al figlio del primo donatore, in attesa di trapianto. Un incrocio di generosità che ha avuto i suoi fulcri nel Centro trapianti di rene e pancreas dell'Azienda ospedaliero universitaria di Padova e nell'Unità di trapianto renale della Fondazione Puigvert dell'Università di Barcellona. Mentre a consentire la donazione incrociata è stata la South Alliance for Transplant, un accordo internazionale che coinvolge Italia, Spagna e e Portogallo in progetti di cooperazione. E sempre a fine ottobre l'Italia aveva chiuso le prime due catene nazionali in modalità “deck”, cioè uno scambio di crossover innescati non da donatore vivente ma da un paziente deceduto. Un'idea tutta italiana, spiegano dal Cnt, nata lo scorso anno grazie a una sperimentazione del Centro trapianti di rene di Padova.

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