Sale in zucca

Trasformare il «boomerang» del Covid in una opportunità di ripartenza a 360 gradi

È il momento di un «check-up» completo sui provvedimenti che possano far voltare definitivamente pagina alle imprese, sulla politica fiscale e sugli investimenti pubblici

di Giancarlo Mazzuca

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2' di lettura

Ricordiamo tutti con una certa nostalgia gli anni del boom e del miracolo economico: fu una stagione irripetibile che servì a far crescere il «made in Italy» nel mondo. La nostra economia riuscì ad innestare una marcia in più lanciando tanti «sciùr Brambilla» che, sulle ali del «piccolo è bello» e della Via Emilia dell'economia, hanno contribuito a dare nuove energie ad un Paese che si era appena risollevato dalle macerie della guerra.

E anche oggi, sulle rovine di una pandemia che, per certi versi, ha fatto pure più danni di un conflitto mondiale, stiamo cercando di ripartire a tutto gas e di metterci definitivamente alle spalle tanti mesi di «blackout» quasi completo. Attenti, però, a non sprecare l'occasione puntando su traguardi che, alla lunga, potrebbero diventare solo specchietti per le allodole e finendo così per non centrare i veri obiettivi da raggiungere. A rifletterci, è quello che sta rischiando di accadere oggi perché siamo troppo concentrati su certe battaglie che sono certamente importanti ma che potrebbero avere però efficacia limitata se non saranno accompagnate da altre misure di lungo respiro.

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È il caso del Pil, che nel 2021 dovrebbe crescere attorno al 6 per cento, come hanno confermato il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, ed il «rating» di Standard and Poor's. Certo, si tratta di un grandissimo balzo in avanti rispetto alle previsioni di poco tempo fa ma dobbiamo anche essere ben consapevoli del fatto che tale crescita esponenziale non sarà sufficiente se non verrà accompagnata da provvedimenti strutturali in grado di stabilizzare il «trend» della ripresa e di evitare le solite montagne russe. In altre parole, ripartendo da zero (o quasi), il governo Draghi dovrà varare misure di ampio respiro, a cominciare dal nodo-lavoro che è prioritario (in particolare l'occupazione giovanile) per far ripartire l'Azienda-Italia su basi solide.

È davvero giunto il momento – e Supermario ne è ben consapevole - di effettuare un «check-up» completo su quei provvedimenti che possano far voltare definitivamente pagina alle nostre imprese. Per non parlare delle verifiche sulla politica fiscale. È anche l'occasione giusta per fare la prova del nove sugli investimenti pubblici: quali di questi debbono avere la precedenza? Dobbiamo insomma prendere la palla al balzo per trasformare il «boomerang» del Covid in una opportunità di ripartenza a 360 gradi. Uno statista del calibro di Luigi Einaudi, scomparso proprio 60 anni fa (il 30 ottobre 1961), diceva sempre che «la libertà economica è la condizione necessaria della libertà politica». Una grande verità che oggi è valida più che mai.

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