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Trasporti, martedì sciopero Atm a Milano per i dipendenti aggrediti

Dopo le ultime sei aggressioni i sindacati hanno proclamato un’agitazione dalle 8.45 alle 15 per l’11 ottobre

di Sara Monaci

Milano in testa per furti, Napoli prima per gli scippi

2' di lettura

Uno sciopero anomalo, quello di martedì 11 ottobre proclamato dalle sigle del sindacato dei lavoratori di Atm, l’azienda del trasporto pubblico milanese. Non è contro i vertici aziendali, ma praticamente contro la città stessa e le sue istituzioni, accusate di non saper difendere gli addetti di Atm contro le aggressioni violente. Questo il motivo per cui i servizi di trasporto pubblico subiranno cancellazioni (o rallentamenti) dalle 8,45 alle 15.

Dopo le ultime sei aggressioni avvenute in pochi giorni contro dipendenti Atm nelle stazioni della metropolitana di Milano, i sindacati hanno preso questa decisione. L’ultimo episodio risale a poche notti fa, quando due lavoratori sono stati feriti a calci e pugni alla fermata di Cascina Gobba, lungo la linea 2, da un giovane poi fermato e denunciato dalla Polizia.

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Lo sciopero è stato indetto dalla maggior parte delle componenti sindacali di categoria: Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Ugl Autoferrotranvieri e Orsa. «Ora basta, non è più tempo solo di parole e buoni propositi - spiega la Cgil in una nota -. Chiediamo un intervento concreto e sinergico che coinvolga il legislatore, le istituzioni e il Gruppo Atm a tutela della sicurezza e dell’incolumità delle lavoratrici e dei lavoratori. Anche gli utenti cominciano a considerare il mezzo pubblico un trasporto non più sicuro soprattutto per gli episodi di violenza e aggressione che si verificano ad opera della microcriminalità a bordo dei mezzi».

La violenza a Milano

Va ricordato che a Milano i crimini organizzati non sono aumentati, ma stanno pericolosamente crescendo fenomeni di microcriminalità e violenza personale.

In base ai dati riportati dal Sole 24 Ore, il capoluogo lombardo (e la sua città metropolitana) conta 193.749 reati, ovvero quasi 6mila ogni 100mila abitanti. La seconda città è Rimini, la terza è Torino, tutte con più di 5mila reati ogni 100mila abitanti.
Milano è il territorio con più furti ogni 100mila abitanti, soprattutto nei negozi e nelle auto in sosta. È seconda per rapine in strada, terza per associazioni per delinquere, settima per denunce di violenza sessuale.

Ecco i tristi primati di Milano. ll territorio meneghino è primo in Italia per densità di furti (2.943 ogni 100mila abitanti), secondo per furti con strappo (56,6), primo per furti con destrezza (666), primo per furti in negozi (223), mentre è più sotto in classifica per altri furti, come quelli di autovetture (11esima posizione) e in abitazione (29esima posizione).

Milano è poi settima in Italia per violenze sessuali, con 477 casi denunciati, pari a 14,7 ogni 100mila abitanti (in questo caso potrebbe anche trattarsi di una maggiore propensione alla denuncia da parte delle vittime).

Confrontando i dati del 2019 (pre pandemia covid) con quelli del 2021, si nota un generale calo dei reati, un andamento comune alle grandi città. A Milano, in particolare, i reati sono diminuiti dell’11,8 per cento, mentre la flessione più marcata viene da Firenze (-24,6 per cento).

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