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Trasporto locale, per i bus una vita media di 10 anni

n Molise il record negativo con autobus in attività per 16,8 anni in media. Il ministro delle Infrastrutture Giovannini: «Fondamentale una visione di lungo periodo»

di Enrico Netti

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

«La mobilità, soprattutto quella locale, sta vivendo profonde trasformazioni. È fondamentale dare una visione di medio e lungo termine come quella che abbiamo cercato di dare noi in questi 20 mesi di governo». Ha esordito così Enrico Giovannini, ministro delle Infrastrutture, in chiusura del primo Forum nazionale della nuova mobilità sostenibile collettiva che si è tenuto ieri a Rimini durante IBE Intermobility and Bus Expo, appuntamento moderato dal direttore del Sole 24 Ore, Fabio Tamburini. Durante l’evento è emerso che sarebbero almeno 3mila gli autobus da sostituire entro il 2023, percorso che procede però a singhiozzo complice un contesto economico deteriorato dal conflitto ucraino.

Si dovrebbe parlare di emergenza sostenibilità perché in Italia l’età media degli autobus è di 10,3 anni con il record negativo del Molise dove si arriva a 16,8 anni. Questi i dati presentati da Giuseppe Catalano, coordinatore della Struttura tecnica di missione per l’indirizzo strategico, lo sviluppo delle infrastrutture e l’alta sorveglianza del Mims e presidente del Comitato tecnico scientifico IBE. In termini di classi di inquinamento Toscana, Umbria, Veneto, Abruzzo, Calabria, Basilicata, Sicilia e Molise sono le regioni con la maggiore percentuale di bus Euro 2 e Euro 3: oltre il 40% secondo i dati del Mims aggiornati a fine settembre. «Nell’ultimo triennio il rinnovo delle flotte del Tpl è stato sicuramente centrale nell’azione del ministero – continua Catalano – avendo completato la ripartizione delle risorse previste dal Piano strategico nazionale con oltre 3 miliardi dal 2019 al 2033, i finanziamenti ulteriori di 2,5 miliardi di euro previsti dal Pnrr e dal Piano nazionale complementare, e da ultimo, 175 milioni nell’ambito del Fondo React-Eu».

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«Risorse importanti, ma decise prima della guerra» ricorda Andrea Gibelli, presidente di Asstra, l’associazione nazionale delle aziende di trasporto pubblico locale in Italia che chiede il riconoscimento dei ristori per i mancati ricavi per il 2021 e il 2022 e di sbloccare i pagamenti alle aziende. Una partita da almeno 1,2 miliardi di euro necessari per garantire l’equilibrio economico-finanziario delle aziende del Tpl. Senza ristori «Asstra non pagherà ai lavoratori la 2 tranche dell’una tantum prevista con l’accordo del contratto del 10 maggio 2022» aggiunge il presidente.

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