L’audizione del ministro

Trasporto pubblico locale, Giovannini: «La riforma è ormai ineludibile». Senza green pass su bus, tram e metro

Poche violazioni sui treni a lunga percorrenza: il 99,8% esibisce il green pass

di Nicoletta Cottone

Enrico Giovannini, ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili

6' di lettura

«La riforma del trasporto pubblico locale è oramai ineludibile», ha detto il ministro Giovannini. «Il governo - ha ricordato - in questi mesi ha lavorato su 4 direttrici fondamentali: il potenziamento dell’offerta, la distribuzione della domanda, le regole di funzionamento del sistema dei trasporti e la riforma del trasporto pubblico locale». Per Giovannini la riforma si rende necessaria anche perché in Italia «abbiamo un uso molto più limitato del trasporto pubblico rispetto ad altri Paesi». Il ministro ha ricordato che i risultati della commissione nominata ad hoc a gennaio 2021 e presieduta da Bernardo Mattarella «sono ora alla valutazione del ministero e verranno discussi con i rappresentanti delle parti sociali prima di avviare il confronto con le commissioni parlamentari».

Il 15 il tavolo sulla sicurezza del personale Tpl

Previsto oggi un incontro con aziende e sindacati per aggiornare il protocollo di sicurezza dei lavoratori dei trasporti, mentre il 15 settembre è previsto un tavolo specifico dedicato alla sicurezza dei controllori e degli autisti del Trasporto pubblico locale, spesso oggetto di atti di violenza durante il periodo Covid. Il 20 settembre un incontro con le organizzazioni sindacali per una prima valutazione dell’attuazione delle nuove linee-guida.

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In sei regioni con costi aggiuntivi per rafforzamento controlli

«Solo sei regioni hanno previsto costi aggiuntivi per il rafforzamento delle operazioni di controllo per il trasporto pubblico locale», ha detto il ministro. «Alcune Regioni e province autonome hanno comunicato invece che l’analisi del potenziamento dei controlli è ancora in corso», ha aggiunto.Le regioni che hanno comununicato il potenziamento dei controlli sono Abruzzo, Lombardia, Veneto, Marche, Umbria e Sicilia. «Ma sappiamo che altre stanno riflettendo», ha detto poi Giovannini rispondendo alle domande dei parlamentari.

Green pass, poche violazioni sui treni a lunga percorrenza

Il green pass è obbligatorio dal 1° settembre sui treni a lunga percorrenza. Le violazioni sulla rete nazionale dei treni dove è richiesto il green pass sono «nell’ordine delle poche decine, meno di cento al giorno», ha reso noto il ministro Giovannini. «Il ministero effettua un monitoraggio giornaliero dei controlli e delle violazioni per i treni a lunga percorrenza. Il 99,8% dei passeggeri esibisce il green pass al momento del controllo sul treno».

Niente green pass sul trasporto pubblico locale

Sui mezzi del trasporto pubblico locale, quindi su bus, tram e metro, non è previsto l’uso del green pass. «In ragione dell'attuale livello di popolazione vaccinata - spiega il ministero - e in considerazione delle evidenze scientifiche sull’assunto dei tempi di permanenza medi dei passeggeri indicati dai dati disponibili, è previsto un coefficiente di riempimento non superiore all’80% dei posti per territori in zona bianca o gialla. In caso di trasporto che interessa più Regioni/Province autonome» valgono le prescrizioni applicate nelle zone a rischio più elevato. Necessario il ricambio dell’aria costante, con apertura stabile dei finestrini o di altre prese di aria naturale. E l’ igienizzazione, sanificazione e disinfezione dei treni e dei mezzi pubblici, anche ripetendo l'operazione per i mezzi a più elevata frequenza. Obbligo per tutti di indossare una mascherina chirurgica o con protezione individuale di livello superiore. Poi salita e discesa dei passeggeri secondo flussi separati. E idonei tempi di attesa al fine di evitare contatto tra chi scende e chi sale.

La mobilità dolce non decolla

Il Covid, ha detto il ministro, sta incrementando l’uso del mezzo privato, ma «la mobilità dolce non decolla». Per gli spostamenti scuola lavoro - ha detto il ministro citando un’indagine Istat-Mims - «aumenta il ricorso al mezzo privato ma solo quello a motore. La mobilità dolce non decolla e si riduce in modo significativo l’uso del trasporto pubblico». Anche fra coloro che non si muovono per lavoro o scuola diminuirà l’uso del mezzo pubblico.

Nel secondo semestre il 9,3% di servizi in più

«I servizi aggiuntivi previsti per l’autunno 2021 sono pari a 3,4 volte quelli messi in campo a settembre 2020. Mentre i servizi aggiuntivi previsti per la seconda parte dell’anno in corso sono superiori del 9,3% a quelli rendicontati nel primo semestre. Il numero di mezzi dedicati ai servizi aggiuntivi per il secondo semestre 2021 è pari a 5.703», ha ricordato Giovannini a proposito del piano di trasporto locale in vista della ripresa scolastica

Le quattro direttrici dell’intervento

Potenziamento dell'offerta, specialmente nelle ore di punta, con fondi per la compensazione dei mancati ricavi delle aziende e denaro per la fornitura di servizi aggiuntivi. Una migliore distribuzione della domanda per ridurre i picchi nelle ore di punta grazie allo sfasamento degli orari scolastici e commerciali e all’allargamento dell'obbligo di nomina dei mobility manager in aziende e pubbliche amministrazioni nei grandi comuni. Poi obiettivo puntato sulle regole di funzionamento, con Linee guida per il funzionamento dei trasporti e per la sicurezza dei lavoratori. E riforma del Trasporto pubblico locale. Sono queste le quattro direttrici dell’intervento sul Trasporto pubblico locale illustrate da Enrico Giovannini, ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili nel corso di un’audizione alla commissione Trasporti della Camera.

Monitoraggio settimanale con prefetti

«Siamo in contatto con i prefetti delle Città metropolitane non solo per monitorare ciò che succede, ma anche per capire se alcune delle criticità che ci stanno segnalando saranno superate. Per questo avremo un monitoraggio settimanale», ha detto il ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili nel corso dell’audizione.

I finanziamenti

Nel biennio 2020-2021 sono stati stanziati 2,7 miliardi di euro per la copertura dei mancati ricavi dovuti all'emergenza sanitaria e all’ erogazione di servizi aggiuntivi da parte degli enti territoriali, responsabili del Tpl. Nella seconda parte del 2021 saranno ripartiti fra regioni e province autonome: 618 milioni di euro per finanziare servizi aggiuntivi (a fronte dei 222 rendicontati nel primo semestre); -800 milioni per compensare minori ricavi. Si tratta di stanziamenti a sostegno di un aumento consistente dell'offerta di Tpl per l'autunno 2021.

SERVIZI AGGIUNTIVI E PROGRAMMATI
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Come aumenta l’offerta del trasporto pubblico locale

Alla data del 30 giugno si registrano servizi aggiuntivi per complessive 40.631.790,36 vetture/km. In termini percentuali c’è stato un aumento medio giornaliero del 4,2% dell'offerta di trasporto. Sulla base dei dati forniti dalle Regioni/Province Autonome e da Trenitalia, si stima un aumento dei servizi negli orari “di punta” pari al 10% sui treni e al 15%-20% sui mezzi del Tpl. Sulla base dei piani inviati dalle regioni/province autonome, costruiti a partire dalle conclusioni dei tavoli prefettizi, sono attualmente previsti servizi aggiuntivi per complessive 44.445.637 vetture/km, a fronte di un valore pari a 13.240,237 vetture/km aggiuntive messe in campo a settembre 2020. I servizi aggiuntivi previsti per l'autunno 2021 sono pari a 3,4 volte quelli messi in campo a settembre 2020. I servizi aggiuntivi previsti per la seconda parte dell'anno in corso sono superiori del 9,3% a quelli rendicontati nel primo semestre. Il numero di mezzi dedicati ai servizi aggiuntivi per il secondo semestre 2021 è pari a 5.703.

Potenziato il ruolo del mobility manager

Si punta sul potenziamento del ruolo dei mobility manager, che il decreto Mite-Mims impone alle amministrazioni pubbliche e alle imprese con più di 100 addetti (non più 300) operanti nei Comuni con più di 50.000 abitanti (oltre 6.000). Sono state pubblicate le linee guida che i mobility manager aziendali e d'area dovranno seguire. «Questa iniziativa - sottolinea il ministero - potrà avere un effetto di natura strutturale anche una volta terminata l'emergenza dovuta alla pandemia, favorendo una migliore organizzazione dei servizi del Tpl». Il DL 73/2021 ha assegnato 50 milioni di euro per favorire la rimodulazione della domanda di Tpl. I fondi sono destinati alle imprese e alle pubbliche amministrazioni che hanno adottato entro il 31 agosto 2021 Piani di spostamento casa-lavoro.

La tabella di marcia

Il governo, ha ricordato il ministro, «ha iniziato a marzo la preparazione del sistema dei trasporti per la ripresa autunnale. A marzo con la preparazione delle riaperture scolastiche di maggio e il finanziamento aggiuntivo di 800 milioni per il 2021. Ad aprile con le interlocuzioni con regioni, province e comuni per la ripresa autunnale. A maggio con approfondimenti tecnici e con la rilevazione Istat sulla domanda futura. A giugno con la consultazione del Cts. A luglio con la preparazione dei provvedimenti. Ad agosto le decisioni: il 5 agosto l’introduzione del green pass sui trasporti a lunga percorrenza dal 1° settembre; il 20 agosto con il confronto con regioni, province e comuni sulle linee guida per i trasporti; il 23 agosto con la consultazione del Cts: il 30 agosto con l’approvazione delle linee guida per i trasporti e l’avvio delle interlocuzioni con le parti sociali per le linee guida sulla sicurezza dei lavoratori. Poi il 1° settembre l’entrata in vigore delle linee guida e introduzione del green pass sui trasporti a lunga percorrenza, il 2 settembre la scadenza per l'invio da parte delle regioni e delle province autonome dei piani per i servizi aggiuntivi per il Trasporto pubblico locale e l’approvazione del decreto-legge che chiarisce la possibilità per regioni e province autonome di utilizzare i fondi per i servizi aggiuntivi anche per il potenziamento dei controlli. Dal 3 all’8 settembre l’analisi dei piani inviati dalle regioni e dalle province autonome, dal 6 all’8 settembre la raccolta e l’analisi dei risultati dei tavoli prefettizi, con un'attenzione speciale sulle città metropolitane. Il 9 settembre: incontro con le parti sociali per l'aggiornamento delle linee-guida sulla sicurezza dei lavoratori.


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