La cerimonia dallo smartphone

Trattati di Roma: in diretta dal Campidoglio

di Gerardo Pelosi

Il premier Paolo Gentiloni, il primo ministro maltese Joseph Muscat e il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk accolgono i leader Ue fuori dal Campidoglio (Reuters)

3' di lettura

Prende il via alle 9 con le foto dell'arrivo dei Capi di Stato e di Governo e dei vertici delle istituzioni europee la cerimonia per il sessantesimo anniversario della firma dei Trattati di Roma. In una Capitale blindata si firma la dichiarazione di Roma. In diretta dal Campidoglio la cerimonia raccontata via smartphone dagli sms del nostro inviato Gerardo Pelosi.

Ore 11.36 La sindaca Raggi protesta perche suo intervento non è stato trasmesso nel circuito interno in sala stampa e neanche dalla Rai.

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Ore 11.30 Juncker firma con la stilografica dell'ex premier lussemburghese del '57 Beck e poi la consegna a Gentiloni.

I 27 leader Ue riuniti nella Sala degli Orazi e Curiazi in Campidoglio (Space24)

Ore 11.22 La prima a firmare la dichiarazione di Roma la presidente della Repubblica lituana, secondo il francese Hollande.

Ore 11.18 Juncker: siamo orgogliosi di quello che siamo riusciti a fare. Nel resto del mondo veniamo apprezzati per i risultati ottenuti, la pace, i diritti, il benessere, il più grande mercato al mondo. Siamo riusciti con i Paesi dell'Est a unire la storia e la geografia. Ma dobbiamo capire il passato per guardare al futuro. Firmerò la dichiarazione di Roma con la stessa stilografica usata dal primo ministro lussemburghese Beck nel '57.

Ore 11.06 Tusk: sono nato a Danzica nel 57, città distrutta da Hitler. Nell'80 lì nacque Solidarnosc con Lech Walensa. I nostri erano sogni semplici: libertà democrazia. Tutti guardavamo a un'Europa che si potesse liberare. Nell'87 con l'inizio del mercato unico Solidarnosc vinse. Venti anni dopo a Danzica come premier inauguravo lo stadio piu' moderno d'Europa. Per chi protesta oggi a Roma o a Varsavia l'Europa è una garanzia di libertà. Dietro la cortina di ferro ci veniva impedito perfino di sognare questi valori. Distruggere tutto ciò è molto facile come a Danzica durante la guerra.

Ore 10.52 Muscat (premier Malta) : rimanere immobili non è un'opzione. Rischiamo di vanificare 60 anni di conquiste.

Da sinistra: il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, il presidente del parlamento Ue, Antonio Tajani, il premier Paolo Gentiloni e il premier maltese Joseph Muscat (Ap). 

Ore 10. 45 Tajani cita il padre di Traiano: Roma non è una citta nè un impero ma un’identità. Cosi' anche l'Europa è un insieme di valori, un grande sogno

Ore 10.44 Gentiloni: il coraggio di ripartire da Roma. Tutti abbiamo rinunciato a qualcosa per l'interesse comune. Basta con le assurde divisioni tra Nord e Sud tra piccoli e grandi. Dopo 70 anni di pace e prosperità ci siamo fermati. Il vero messaggio e' che abbiamo imparato la lezione e vogliamo scegliere di ripartire restituire fiducia ai cittadini, lottare contro l'esclusione e la povertà abbandonando piccole logiche di contabilita' spesso arbitrarie e intraprendere quelle cooperazioni rafforzate dove necessario e possibile.

Ore 10.18 Hanno inizio le celebrazioni per i 60 anni Trattati Roma con l'Inno alla Gioia di Beethoven

Ore 10.05 La Raggi saluta i leader: i cittadini vengano i messi al centro dei poteri decisionali Le poilitiche non devono essere imposte dall'alto. L'Europa o è' cittadini o non e' Europa

Ore 9.45 Sulla piazza Gentiloni Tusk e Muscat accolgono i capi di Stato e di Governo. Sulla porta del Campidoglio c'è il sindaco di Roma Virginia Raggi ad accogliere i leader

Arriva anche la cancelliera tedesca Angela Merkel (Afp)

Ore 9.35 La Merkel indossa una giacca bianca

Ore 9.30 Arrivata anche la cancelliera Merkel per parlare con la stampa prima di stringere la mano a Gentiloni e Tusk il premier austriaco Kern quello lussemburghese Betel e il presidente della Commissione Ue Juncker

Ore 9.05 Sulla piazza del Campidoglio Gentiloni Muscat e Tusk accolgono i capi di Stato e di Governo degli altri 25 Paesi.

Da sinistra: il primo ministro maltese Muscat, il presidente del consiglio Ue Tusk, il premier estone Ratas e il presidente del consiglio Gentiloni davanti al Campidoglio prima della storica firma (Reuters)

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