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Fase 2, regioni in pressing: riaprire i negozi dall’11 maggio. Da lunedì comitato di esperti

Ordine del giorno approvato dalla Conferenza delle Regioni e consegnato al Governo: riaprire dall’11 maggio il commercio al dettaglio e dal 18 maggio elaborare a livello regionale il calendario completo delle riaperture (bar, ristoranti, parrucchieri). In Lombardia concessi sport individuali all'aperto

di Andrea Carli e Andrea Gagliardi

Fase 2, caffè e cibo da asporto: pochi lo fanno ma piace

Ordine del giorno approvato dalla Conferenza delle Regioni e consegnato al Governo: riaprire dall’11 maggio il commercio al dettaglio e dal 18 maggio elaborare a livello regionale il calendario completo delle riaperture (bar, ristoranti, parrucchieri). In Lombardia concessi sport individuali all'aperto


6' di lettura

Digeriti i malumori per le regole univoche su tutto il territorio nazionale stabilite dall’ultimo Dpcm sul varo della Fase 2 a partire dal 4 maggio, le regioni sono in pressing sul governo per ipotizzare un calendario anticipato di riaperture dei negozi. Con un documento congiunto chiedono già lunedì 11 maggio sia consentito ai negozi di riprendere le attività, ma l’esecutivo frena e ribadisce la linea: prima del 18 maggio non si riapre nulla, perché servono almeno due settimane per valutare gli effetti sulla curva del contagio dell’allentamento delle misure deciso con il Dpcm del 4 maggio.

Un ordine del giorno approvato dalla Conferenza delle Regioni e consegnato al Governo nel corso della Stato-Regioni che si è tenuta in videoconferenza - ha partecipato per l’esecutivo il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia - mette in evidenza che «si sta assistendo positivamente in questi giorni alla ripresa graduale delle attività produttive che in forza di precedenti decreti avevano sospeso le attività». Ma, continua il documento, «il Dpcm 26 aprile 2020 nonostante le prime indicazioni per la riapertura non ha previsto un cronoprogramma relativamente alle numerose attività ancora sospese o chiuse».

Governatori in pressing: «entro 17 maggio nuovo Dpcm su riaperture»
Di qui le richieste avanzate dai governatori in occasione della videoconferenza con Boccia. Le regioni, si legge ancora nell’ordine del giorno, chiedono che «entro il 17 maggio venga adottato un nuovo Dpcm con il coinvolgimento delle Regioni per consentire alle Regioni stesse di procedere autonomamente, sulla base delle valutazioni delle strutture tecniche e scientifiche dei rispettivi territori, a regolare le riaperture delle attività previa adozione da parte delle imprese di tutte le misure per la tutela dei lavoratori ed il contenimento del contagio come definiti dagli specifici protocolli di sicurezza, fermo restando che la competenza sulla mobilità interregionale è di competenza nazionale».

«Riaprire i negozi dall’11 maggio»
Le regioni hanno inoltre chiesto che dall’11 maggio «possano procedere ad anticipare la riapertura dei settori del commercio al dettaglio fermo restando la necessaria sottoscrizione dei relativi protocolli di sicurezza con le parti sociali a tutela dei lavoratori».

Boccia a governatori: differenziazioni possibili dal 18
In occasione della videoconferenza, Boccia ha chiarito che il governo è aperto al dialogo. Sulle date tuttavia la trattativa è in corso e il ministro al momento non cede. Tanto più che dal comitato tecnico scientifico arrivano inviti alla cautela. Per ora l’esecutivo sembra disposto a venire incontro alle regioni solo sulla data del 18, senza forzature ulteriori.

Diffusione virus in Regioni: da lunedì comitato esperti
La linea delineata da Boccia prevederebbe dall’11 maggio l’esame dei dati del monitoraggio del ministero della Salute sul contagio da Covid 19. «Lunedì (11 maggio, ndr) - ha spiegato la Regione Lazio - si insedierà al ministero della Salute un comitato scientifico per valutare come procede regione per regione, sulla base di un algoritmo, la diffusione del virus. In quella sede si valuterà regione per regione cosa fare». In base al quadro che emergerà in quell’occasione, dal 18 maggio saranno possibili differenziazioni regionali nelle riaperture, anche in base alle linee guida dell’Inail. Del resto anche la Regione Piemonte, pur condividendo il documento con cui le Regioni hanno chiesto di poter riaprire il commercio al dettaglio fin da lunedì 11 maggio, si è riservata la possibilità di valutare le scelte in base a quello che sarà l’andamento del contagio in questa prima fase della ripartenza.

Fedriga: il governo valuterà richiesta aperture anticipate
Il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha commentato l’esito della Conferenza Stato Regioni presieduta da Boccia. «È positiva - ha affermato - l’apertura che il ministro Boccia ha dimostrato alla possibilità di anticipare le aperture del commercio al dettaglio. Questo è sicuramente il risultato di una proposta frutto di una mediazione responsabile svoltasi tra le Regioni. Chiediamo - ha aggiunto - che le linee guida per la riapertura del commercio al dettaglio siano pronte entro domenica per poter riaprire da lunedì. Viceversa - ha detto Fedriga intervenendo alla riunione - temo che ci sia un forte rischio per la tenuta sociale».

Si delinea un compromesso
Quello che sulla carta è l’ennesimo scontro tra esecutivo e amministrazioni locali è in realtà un gioco delle parti in cui sia le Regioni sia il governo hanno trovato il compromesso. Le prime, nonostante le parole di Fedriga, Giovanni Toti (Liguria) e Luca Zaia (Veneto), pronti ad aprire tutto l’11, non forzeranno la mano; l’esecutivo, che aveva previsto l’apertura di bar, ristoranti e parrucchieri il 1 giugno, anticiperà la data al 18 maggio.

Chi potrebbe ripartire il 18 maggio
Il 18 maggio potrebbero riaprire dunque una serie di attività la cui ripartenza era stata prevista per l'inizio di giugno (in base al piano illustrato dal premier ), come bar, ristoranti e parrucchieri. Con un punto fermo: si procederà con la massima cautela, con un approccio differenziato a seconda della situazione in cui ogni Regione si troverà nel momento in cui andranno rivalutate le misure contenute nel Dpcm. Più basso sarà l'indice di rischio più sarà possibile aprire. Restano comunque da superare le perplessità degli scienziati del comitato tecnico scientifico, che hanno previsto il rispetto di regole ferree per la riapertura e non è affatto scontato diano il via libera a un anticipo di due settimane.

L’intesa tra governo e Cei sulle messe
Intanto è stato raggiunto l’accordo tra governo e Cei: dal 18 maggio si potrà tornare a messa grazie a un protocollo che prevede l’uso di gel, guanti e mascherine, il distanzaimento di almeno un metro tra fedeli.

Apertura per negozi biciclette, barche, toelettature
Tutto questo mentre a livello nazionale riaprono i negozi di biciclette, di barche e di toelettatura di animali. Lo prevede un decreto del Ministro dello Sviluppo economico, Patuanelli che modifica il Dpcm del 26 aprile e che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 6 maggio. L'atto inserisce le 3 attività fra quelle che riaprono subito. L’elenco dei codici Ateco, si legge inoltre, dell'allegato 3 del Dpcm del 26 aprile viene modificato con l'inserimento dei codici per noleggio di autocarri; di altre macchine, attrezzature e beni materiali; attività di conservazione e restauro di opere d'arte.

Le accelerazioni di Calabria e Sardegna
Tra le regioni c’è già chi si è mosso. Dal 30 aprile in Calabria è «consentita la ripresa delle attività di bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie, agriturismo con somministrazione esclusiva attraverso il servizio con tavoli all'aperto». È quanto previsto da un'ordinanza per la fase 2 firmata dalla governatrice della Calabria, Jole Santelli. Ordinanza impugnata dal ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia. In Sardegna, invece, dall'11 maggio, potranno riaprire anche parrucchieri e negozi di abbigliamento.

In Lombardia concessi sport individuali all’aperto
Da registrare intanto che un’ordinanza della Regione Lombardia prevede che a partire dall’8 maggio saranno consentite le attività sportive individuali all’aria aperta nell’ambito dei rispettivi impianti sportivi, centri e siti sportivi. Saranno quindi consentiti, tra gli altri, golf, tiro con l’arco, tiro a segno, atletica, equitazione, vela, canoa, attività sportive acquatiche individuali, canottaggio, tennis, corsa, escursionismo, arrampicata sportiva, ciclismo, mountain-bike, automobilismo, motociclismo e go-kart. Nell’ordinanza del governatore lombardo Attilio Fontana, si specifica che negli impianti e centri sportivi sarà comunque vietata «la fruizione di spazi e servizi accessori (ad esempio, palestre, luoghi di socializzazione, bar e ristoranti)» e saranno aperti solo i locali adibiti a servizi igienici, con esclusione di docce e spogliatoi. Inoltre i gestori, oltre a garantire la corretta e costante sanificazione e igienizzazione degli ambienti al chiuso e dei servizi igienici, devono assicurare il contingentamento degli ingressi, l’organizzazione di percorsi idonei e l’adozione di tutte le misure utili per assicurare il distanziamento sociale e il divieto di assembramento.

Puglia: il 18 maggio riaprono parrucchieri e centri estetici
Il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ha emanato un’ordinanza che anticipa al 18 maggio l’apertura di parrucchieri, centri estetici e di bellezza. L’ordinanza è stata emessa al termine dell’incontro con i rappresentanti pugliesi di parrucchieri, estetisti e saloni di bellezza.

De Luca incontra ristoratori, massima collaborazione
Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha incontrato i rappresentanti dei ristoratori campani. «Abbiamo illustrato l’attuale quadro generale sul piano sanitario - ha detto -, sottolineando l’importanza di giungere in maniera condivisa all'avvio della Fase 2. Massima collaborazione e saranno importanti e decisive tutte le proposte che arrivano dal comparto. La Regione terrà conto, nel caso specifico del settore, delle diverse articolazioni delle criticità, delle diversità dell’offerta di servizi e delle peculiarità del turismo e dell’accoglienza che rappresentano un settore determinante per il rilancio della nostra economia. Il protocollo per gli esercenti e i ristoratori sarà quindi il più possibile semplificato e terrà conto delle richieste emerse nella riunione. Anche nel settore degli eventi come i matrimoni - ha concluso De Luca -, l’Unità di Crisi lavorerà a uno specifico disciplinare».

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