Alimentare

Travaglia (Nestlé): meno del 30% dei nostri prodotti è poco salutare

L’ad Italia risponde all’articolo del Financial Times: «Distorti i risultati di uno studio australiano. Nel nostro paese la multinazionale genera oltre 4 miliardi di valore».

di Micaela Cappellini

2' di lettura

«Continueremo a cercare di migliorare dove è possibile il contenuto di grassi e zuccheri dei nostri prodotti, ma su alcuni di questi esistono delle difficoltà oggettive che abbiamo tanto noi quanto le altre imprese che li producono». L’amministratore delegato e presidente di Nestlé Italia, Marco Travaglia, torna sull’articolo del Financial Times di fine maggio che dava conto di un documento interno alla multinazionale secondo il quale oltre il 60% dei suoi prodotti non sono salutari: «Questa vicenda ci ha lasciati sconcertati, perché sono state estrapolate e delle informazioni e sono state riportate in modo: lo studio in quetsione riguardava soltanto l’Australia e i dati lasciavano fuori il 50% del nostro protafoglio».

Nestlé, però, ammette anche che un terzo dei suoi prodotti effettivamente non riscuote un punteggio alto in termini di salubrità: «Alimenti come le barrette, o come il cioccolato sono tra questi - ricorda Travaglia - ma la quota di questi prodotti è meno del 30%. Negli ultimi dieci anni abbiamo ridotto il contenuto di zuccheri e sali rispettivamente del 14 e del 17%”, ma è evidente che ci sono prodotti per i quali è necessario che il consumatore faccia un consumo consapevole».

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Nel 2020 in Italia il gruppo Nestlé ha generato oltre 4 miliardi di euro di valore condiviso: «Riteniamo che sia un contributo importante per lo sviluppo economico del Paese», ha detto Travaglia. In particolare, i 4 miliardi di euro di valore condiviso sono composti da 757 milioni di euro di ricadute dirette, 2.054 milioni di euro di ricadute indirette e 1.198 di ricadute indotte. Per quanto rigurada l’impatto del gruppo sull’occupazione, la multinazionale calcola che per ogni dipendente che lavora in una delle 10 sedi Nestlé vengono generati in maniera indiretta o indotta 12 posti di lavoro, per un totale complessivo di 64.663 occupati.

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