pmi alla riscossa

Tre Ipo in tre giorni, matricole con il turbo: la nuova (e insperata) primavera dell’Aim

di Maximilian Cellino

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4' di lettura

Portobello questa mattina, Monnalisa ieri e Askoll due giorni fa. Saranno anche «piccole» imprese, ma tre collocamenti in Borsa in tre sedute consecutive (addirittura cinque in poco più di una settimana, se si aggiungono anche Longino & Cardenal ed Esautomotion) non si erano forse mai visti. Di sicuro non su Aim Italia, il segmento di Borsa italiana dedicato proprio alle Pmi che sembra attraversare una fase di ottima salute proprio nel momento in cui nel nostro Paese la tensione è piuttosto elevata, quantomeno sui mercati finanziari.

Facile collegare la rincorsa alla quotazione al fenomeno dei Pir, i piani di risparmio introdotti ormai 18 mesi fa che prevedono significativi investimenti proprio sulle small e mid cap italiane e che evidentemente hanno stimolato gli imprenditori a cercare l’accesso al mercato dei capitali, vincendo timori e diffidenze derivanti a volte anche da un retaggio culturale. Per mesi si è osservato l’afflusso di capitali nei fondi lamentando dall’altra parte la mancanza di porti dove questi possano essere accolti, cioè l’insufficienza di società quotate. Adesso a 18 mesi di distanza, trascorso anche il tempo necessario per portare a termine un percorso nè semplice nè immediato, si può osservare finalmente una crescita significativa e se si conta anche Portobello sono ormai 15 le Ipo su Aim Italia da inizio anno e 107 le società che scambiano i propri titoli sul listino.

Un lungo cammino iniziato con Elite
I Pir però non sono tutto, e lo ha detto a chiare parole ieri Christian Simoni, l’a.d. di Monnalisa, che ha piuttosto attribuito l’approdo in Borsa a un percorso che parte da più lontano: esattamente dal 2013, anno in cui l’azienda aretina leader nel settore dell’abbigliamento di fascia alta per bambini aveva fatto il proprio ingresso nel programma Elite dedicato alle imprese con alto potenziale di crescita che, appunto, pensano a un possibile sbarco sul listino. «Già allora - spiega Simoni - eravamo coscienti che la Borsa potesse essere un approdo naturale, ma sono serviti ulteriori passi prima di arrivare all’obiettivo: nel 2015 abbiamo avviato un processo di riorganizzazione della presenza sui mercati internazionali con la costituzione di società controllate all’estero e nel 2017 abbiamo individuato l’iter di quotazione come possibile soluzione al perseguimento del piano industriale 2018-2020».

AIM ITALIA A PASSO DI CARICA

Performance del titolo rispetto al prezzo di collocamento al debutto<br/>e nei primi 5 e 20 giorni di trading. In percentuale. (Fonte: Borsa italiana)

AIM ITALIA A PASSO DI CARICA

Ciò che invece è da rimarcare è come l’accoglienza degli investitori alle debuttanti sia risultata piuttosto calorosa negli ultimi tempi. Se ieri Monnalisa si è «limitata» a un progresso dell’1,9% rispetto al prezzo di collocamento, chi l’aveva preceduta sul listino negli ultimi 40 giorni, da Grifal in poi, aveva addirittura registrato guadagni a doppia cifra che poi si sono addirittura allargati nelle settimane successive. Più in generale, confrontando la media delle performance registrate dalle 14 debuttanti di quest’anno e quelle delle 24 dell’intero 2017 si può osservare una generale sovraperformance: +9,4% anziché +6,4% nello stesso giorno d’esordio; +13% contro +5,6% nelle prime 5 sedute e +16,6% contro +4,6% nelle prime 20 sedute.

Aziende più mature e prezzi più equi
Il dato - ancora più rilevante se si pensa alle incertezze del quadro politico italiano, europeo e internazionale, alla maggiore volatilità dei mercati finanziari e al rallentamento stesso della raccolta dei fondi Pir in questi primi 7 mesi - può essere indice di una maggior maturità delle aziende che sbarcano su Aim Italia, che in diversi casi nel recente passato erano state additate come realtà poco indicate a essere quotate in Borsa. E anche di una migliore capacità di fissare un prezzo equo in sede di Ipo, evitando quindi di incorrere in distorsioni che poi alla lunga possono condizionare l’andamento della singola società o anche dell’intero listino.

Le modifiche al regolamento Aim Italia
Secondo Barbara Lunghi, responsabile dei mercati primari di Borsa Italiana, gran parte di questo merito va alle recenti modifiche effettuate al regolamento stesso di Aim Italia. «L’introduzione della ricerca obbligatoria, la maggior trasparenza nel meccanismo di formazione del prezzo e soprattutto il numero minimo di 5 investitori istituzionali che coprono il 10% del capitale della quotanda hanno irrobustito il mercato e aumentato la qualità percepita da parte degli operatori professionali», sottolineava ieri Lunghi a margine della cerimonia per il debutto di Monnalisa Quest’ultima di istituzionali nel proprio book può addirittura contarne ben 32, alcuni dei quali anche internazionali, grazie forse anche alla taglia più rilevante(72 milioni di euro di capitalizzazione, con un flottante del 25,7%), ma rischia di essere una mosca bianca.

«I multipli di quotazione risultano più contenuti rispetto al recente passato, segno che gli investitori sono più sensibili alla qualità delle aziende ma meno disponibili che in passato a pagare prezzi elevati» conferma Luca Pierazzi, a.d. di Advance Sim, rilevando come tutto questo possa contribuire ad «avvicinare ad Aim Italia anche soggetti che finora lo hanno frequentato poco o per nulla». Tranne qualche rara eccezione, la mancanza di una platea di investitori qualificati (soprattutto internazionali) resta in effetti il principale ostacolo allo sviluppo del listino delle «piccole».

@maxcellino

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