business e arte

Tre mega gallerie conquistano la collezione Marron

Il lascito non andrà all’asta ma venduto da Pace, Gagosian e Acquavella. Art Basel lancia Online Viewing Room per sostituire Art Basel Hong Kong

di Silvia Anna Barrilà e Marilena Pirrelli

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Pablo Picasso, Femme au beret et la collerette (Woman with Beret and Collar), March 6, 1937, © Estate of Pablo Picasso / Artists Rights Society (ARS), New York, Courtesy the Donald B. Marron Family Collection, Acquavella Galleries, Gagosian, and Pace Gallery

Il lascito non andrà all’asta ma venduto da Pace, Gagosian e Acquavella. Art Basel lancia Online Viewing Room per sostituire Art Basel Hong Kong


4' di lettura

Gallerie al contrattacco. Dopo la cancellazione dell’edizione della fiera ArtBasel Hong Kong (che lo scorso anno ha attirato 88mila visitatori) e di Art Central a causa del Coronavirus, Art Basel ha accelerato il lancio della nuova iniziativa digitale: la piattaforma per la vendita di opere d’arte Online Viewing Room. È una pratica che si è già diffusa negli ultimi anni tra importanti gallerie come David Zwirner e Gagosian , che durante le fiere più importanti attivano i canali digitali per ampliare la loro base di collezionisti. Ora anche la fiera svizzera offre a tutte le gallerie partecipanti la possibilità di promuovere online opere diverse da quelle esposte fisicamente in fiera in mostre curate durante i giorni della manifestazione. In questa prima edizione il concept va incontro alle esigenze delle gallerie per compensare i danni subiti dalla cancellazione dell’evento in Cina, per cui sarà possibile mostrare opere inizialmente pensate per Hong Kong. Anche online ci saranno dei giorni riservati ai Vip, il 18-20 marzo, poi le opere rimarranno sul sito fino al 25 marzo.

Pablo Picasso, Femme assise (Jacqueline), May 13––June 16, 1962, © Estate of Pablo Picasso / Artists Rights Society (ARS), New York, Courtesy the Donald B. Marron Family Collection, Acquavella Galleries, Gagosian, and Pace Gallery

Per venire incontro alle gallerie, la prima edizione non sarà a pagamento, ma in futuro Art Basel, che non è intermediario e non trattiene commissioni sulle vendite, si riserva di sviluppare le funzionalità della piattaforma e le dinamiche commerciali. “Mentre il mercato dell'arte continua a evolversi” ha dichiarato Marc Spiegler, direttore globale della fiera, “Art Basel ha continuato ad indagare su come le nuove tecnologie possano darci nuove opportunità per sostenere le nostre gallerie. La Online Viewing Room offrirà alle gallerie un'ulteriore possibilità di coinvolgere il nostro pubblico globale, completando le interazioni personali che continuano a essere essenziali e alla base del mercato dell'arte”.

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Mark Rothko, Number 22 (reds), 1957, © 2020 Kate Rothko Prizel and Christopher Rothko / ARS, New York, Courtesy the Donald B. Marron Family Collection, Acquavella Galleries,, Gagosian, and Pace Gallery

“Siamo lieti di poter presentare in anteprima questa nuova iniziativa” ha commentato Adeline Ooi, direttrice di Art Basel Hong Kong. “Sebbene la Online Viewing Rooms non possano sostituire la nostra fiera del 2020 a Hong Kong, speriamo fermamente che fornirà un forte supporto a tutte le gallerie che sono state colpite dalla cancellazione della nostra manifestazione di marzo.”

Cy Twombly, Untitled (Camino Real), 2011, © Cy Twombly Foundation, Courtesy the Donald B. Marron Family Collection, Acquavella Galleries, Gagosian, and Pace Gallery

Lascito Marron alle gallerie
E le gallerie, come dicevamo, contrattaccano e bruciano le mosse dei loro competitor giurati: le case d’asta. Così quella che doveva essere una mega dispersione sotto il martello, sarà invece una vendita orchestrata da tre potenti gallerie americane, Pace , Gagosian e Acquavella . Così la cessione della collezione del finanziere americano Donald B. Marron, ceo della banca d’investimento Paine Webber dal 1980 al 2000 e presidente del board del MoMA dal 1985 al 1991, scomparso lo scorso dicembre a 85 anni, è stata guidata da Marc Glimcher di Pace che per la prima volta ha unito le forze per gestire il lascito. Marron, uno dei collezionisti più appassionati ed eruditi del XX e XXI secolo con la sua collezione di oltre 300 capolavori moderni e contemporanei acquisiti nel corso di sei decenni, è stato un pioniere delle collezioni aziendali con la fondazione della Ubs Art Collection e ha intrattenuto lunghe relazioni personali con i tre galleristi Bill Acquavella, Larry Gagosian e Arne Glimcher, i quali hanno contribuito a plasmare la sua raccolta, il cui valore si sussurra potrebbe essere di 450 milioni di dollari.

Brice Marden, Complements, 2004––2007, © 2020 Brice Marden/Artists Rights Society (ARS), New York, Courtesy the Donald B. Marron Family Collection, Acquavella Galleries, Gagosian, and Pace Gallery

Tutte e tre le case d’aste, Sotheby’s, Christie’s e Phillips, avevano offerto garanzie di poco più di 300 milioni di dollari per accaparrarsi la raccolta di 300 opere. La collaborazione tra le tre gallerie è la prima nel suo genere e segna un nuovo modo per le ricche famiglie di collezionisti di gestire le vendite delle raccolte, certamente con maggior riserbo sui prezzi. Il 24 aprile le tre gallerie inaugureranno una mostra congiunta a New York per mostrare l’ampiezza della collezione della famiglia Marron, suddivisa in tre fasi significative delle attività di collezionismo del banchiere, a partire dalla sua attività come giovane collezionista negli anni ’60 e ’70, poi come amministratore di museo e, infine, come pioniere nel reinventare il modo in cui le aziende costruiscono collezioni d’arte attorno ad una visione.

La mostra includerà opere della collezione familiare, tra cui «Femme au béret et la collerette» del 1937 di Picasso (Donna con berretto e colletto) e una «Femme assise (Jacqueline)» del 1962, un «Number 22» rosso di Mark Rothko del 1957, un «Untitled (Camino Real)» di Cy Twombly del 2011, e diversi lavori di Brice Marden, e dipinti di Willem de Kooning, Gerhard Richter, Mark Bradford, Mark Grotjahn e Laura Owens, e anche prestiti da istituzioni e una pubblicazione.

Ed Ruscha, Honk, 1964, © Ed Ruscha, Courtesy the Donald B. Marron Family Collection, Acquavella Galleries, Gagosian, and Pace Gallery

Effetti del coronavirus
Mentre negli Stati Uniti il mercato sembra effervescente, sulla piazza cinese, invece, si cominciano a palpare gli effetti economici del coronavirus. A Hong Kong molte gallerie hanno chiuso i battenti o ridotto le visite su appuntamento (White Cube, Axel Vervoordt, Karin Weber) o rinviato le mostre come Hauser & Wirth per Annie Leibovitz e restare chiusi come ha deciso David Zwirner. Anche l’Hong Kong Art Gallery Association (HKAGA) ha spostato l’Art Gallery Day, che di solito coincide con Art Basel Hong Kong, al 3 aprile. Anche sponsor, società di logistica e fornitori di servizi hanno annullato le attività, e alcune aste hanno spostato gli incanti a maggio. Molti i musei riapriranno a marzo, periodo di maggior attività commerciale nel campo dell’arte per la città.

Il rinnovato Hong Kong Museum of Art ha dovuto annunciare la chiusura temporanea e dovrebbe riaprire il 3 marzo. Invece il Tang Contemporary Art Hong Kong in Central ha comunque inaugurato la mostra sull’artista cinese Feng Yan. Anche in molte altre gallerie, tra cui 10 Chancery Lane Gallery, A2Z Art Gallery, de Sarthe Gallery, Pace Gallery e Pearl Lam Galleries nel Central e Cheer Bell Gallery in Wong Chuk Hang, proseguono le loro mostre in corso magari con qualche precauzione. È il business dell’arte che non si piega.

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