Interventi

Tre sfide che stanno trasformando le Academy aziendali

di Franco Amicucci

4' di lettura

Le Academy aziendali, almeno per le grandi organizzazioni, sono coinvolte in processi di riorganizzazione e riposizionamento del proprio ruolo e della propria identità.
La prima sfida, la più immediata, è data dal re-skilling necessario per milioni di lavoratori, sia quelli che stanno perdendo lavoro, sia per quelli che rimangono in azienda, che vede le più importanti imprese italiane coinvolte in programmi formativi di riqualificazione, accelerati dalla spinta dei finanziamenti attivati in questi mesi dal Fondo Nuove Competenze, che copre il costo del lavoro delle persone coinvolte, integrato normalmente, per il costo della formazione, dal finanziamento dei Fondi Interprofessionali, il più grande dei quali è Fondimpresa. Aziende come Vodafone, Geox, Tim, LFoundry e tantissime altre stanno utilizzando questa opportunità per attività principalmente focalizzate sullo sviluppo delle competenze digitali. Nel PNRR del governo Draghi le parole re-skill e up-skill sono ricorrenti, con programmi che dovranno coinvolgere milioni di lavoratori della Pubblica Amministrazione e delle aziende private.
La seconda sfida che le grandi aziende stanno cogliendo è quella di riorganizzare e innovare le tradizionali strutture formative per trasformarle in vere e proprie Digital Academy. Oltre il 75% delle aziende sopra i 500 dipendenti e la quasi totalità delle aziende sopra i 1.000 dipendenti sono ormai dotate di piattaforma e-learning (LMS), forniscono di smartphone le proprie persone che non hanno computer, utilizzano quotidianamente la modalità webinar, in molti casi si dotano di APP per l'allenamento quotidiano delle competenze digitali, come in questi mesi hanno fatto aziende come Santander, Sisal, BNP Paribas, Bmw. Assistiamo inoltre ad un crescente utilizzo, anche se ancora non di massa, di esperienze formative con simulatori, realtà virtuale e realtà aumentata. La necessità di recuperare i ritardi del nostro paese sull'alfabetizzazione digitale e di far fronte ai continui cambiamenti, pone l'apprendimento al centro delle agende del management aziendale e degli amministratori delegati.
Nell'introduzione allo Scenario TEA 2021 “Il piccolo futuro”, ritroviamo una interessante definizione del nuovo ruolo della formazione:
“La formazione, e più in generale l'apprendimento, l'acquisizione di nuove conoscenze e comportamenti, ha oggi il ruolo di generatore di tendenze, come la moda negli anni '80, la Tv negli anni '90 e i social nei primi decenni di questo millennio. L'apprendimento non segue le tendenze culturali ma le fa, le crea, le avvia per primo e le estende agli altri settori sociali, culturali ed economici. Oggi, tanto più nella inafferrabile normalità post pandemica, è il primo motore del cambiamento culturale ed economico globale!”
La terza grande sfida che stanno affrontando in questo caso solo alcune delle grandi Academy, è quella di estendere l'offerta dei propri servizi al mondo esterno, giovani, fornitori, clienti, società in generale.
Sull'onda dell'esperienza internazionale dell'Open Education, dei Moocs delle università statunitensi e di alcuni player del mondo digital come Google o Microsoft, che da anni offrono esperienze di formazione gratuita, stiamo assistendo a brand italiani famosi, ma anche aziende meno note, che offrono, tramite l'Academy o altre funzioni, formazione gratuita, con attestati e certificati finali, sui più svariati temi, anche se il tema delle competenze digitali è al momento quello centrale. Tim, Fastweb, agenzie formative delle Camere di Commercio e tante altre organizzazioni in questi mesi hanno messo a disposizione centinaia di corsi di formazione in modalità gratuita.
In alcuni casi l'Academy aziendale crea percorsi formativi per qualificare i propri fornitori, partner, clienti finali, per garantire elevati standard di qualità di tutto il processo del servizio o del prodotto, ed in alcuni casi si muove come vera a propria agenzia formativa. Almaviva, grande azienda italiana del digitale, ha da poco lanciato Moova Academy, con il supporto di Skilla, per accompagnare il business di una sua nuova soluzione per il mondo della mobilità e del trasporto, e si rivolge a tutti i suoi stakeholders e all'università, nel campo assicurativo il Gruppo Unipol ha lanciato UnicaLAb per offrire servizi formativi all'ecosistema del mondo assicurativo, cosi come Comau Academy, da anni eroga migliaia di ore di formazione certificata sui temi della robotica per professionisti e giovani, rilanciando il “patentino della robotica”.
E per le piccole e medie imprese? Tra le principali protagoniste troviamo le agenzie formative delle associazioni imprenditoriali, che in alcuni casi stanno rapidamente evolvendo verso vere e proprie Academy territoriali, a forte impronta digitale. Niuko - Innovation & Knowledge, l'agenzia controllata dalla Confindustria di Vicenza, è un esempio di questa evoluzione, perché si propone come una vera e propria Academy aggregante sul territorio, che offre prodotti, servizi e assistenza alle realtà meno strutturate che cercano un partner che le aiuti a gestire i loro piani di upskilling e reskilling e al tempo stesso offre servizi alle aziende più strutturate per costituire Academy aziendali. In Emilia Romagna, FORMart, società del sistema Confartigianato, con ben 230 professionisti della formazione ed una presenza capillare sul territorio, supporta le imprese artigiane e le micro, piccole e medie imprese nell'aggiornamento e nell'acquisizione di competenze per lo sviluppo e la competizione sui mercati con particolare focus sulla transizione all'innovazione digitale e alla green economy a migliaia di artigiani, con volumi tipici di un'Academy di una multinazionale, perché riesce a gestire oltre 2.000 percorsi di formazione all'anno.

Franco Amicucci è Presidente Skilla

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