Formazione

Treccani, nasce l’accademia per formare i manager con il pensiero critico

Perfezionata l’acquisizione del 100% della Giunti academy business school. Il progetto si rivolge a neolaureati ma anche a dirigenti e professionisti e parte con i master in management dell’arte e dei beni culturali e in risorse umane

di Cristina Casadei

3' di lettura

«Treccani oggi cos’è? È un hub che veicola la cultura in tutte le sue forme. Per noi però la cultura non è più solo il racconto di quello che è stato intelligenza nel passato, ma anche di quello che sarà intelligenza in futuro». Il consigliere delegato di Treccani Reti, Simone Silvi, sintetizza così il pensiero che sta dietro il progetto della Treccani accademia, di cui è presidente. Si tratta di una business school che nasce dopo l’acquisizione del 100% della Giunti academy business school e che si distinguerà per l’ambizione di «formare formae mentis e costruire le competenze che vengono sempre più richieste nel mondo ingegneristico e industriale, ricorrendo però anche all’aiuto del pensiero critico e della creatività che sono due asset centrali del progetto Accademia», spiega Silvi.

In questi giorni stanno partendo i primi corsi post laurea che dureranno un anno. Si tratta del master in management dell’arte e dei beni culturali che ha come obiettivo la formazione di professionisti con una visione manageriale nella gestione del settore e il master in hr management che fornisce gli strumenti per lavorare nelle risorse umane. «Le lezioni si terranno nello storico palazzo cinquecentesco in Piazza dell’Enciclopedia Italiana a Roma e saranno sia in presenza che in modalità blending, in parte in presenza, in parte da remoto», dice Silvi. In particolare, per i corsi dedicati alla formazione executive Treccani accademia ha ideato la formula ibrida e il focus sarà sul Management dei Beni Culturali e del Turismo: Restaurant innovation & management, Hospitality & wine experience inoltre Criminologia, psicologia e psicopatologia forense e Neuroriabilitazione di alta specialità.

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L’obiettivo è ambizioso ed è quello di fornire al mondo del lavoro le competenze allargate che mancano. Facendo un passo indietro, la cifra che meglio rappresentava la Giunti academy è il 98% di allievi che, dopo aver terminato i percorsi formativi, riuscivano a passare dalla condizione di studente a quella di professionista. A facilitare il traghettamento lo stage di sei mesi, previsto dai piani di studi del master full time. È da qui che bisogna partire per capire l’inizio della storia della Treccani accademia che rappresenterà il futuro di quella Giunti academy school of management, fondata nel 2019 dalla storica casa editrice fiorentina Giunti editore. Dopo il primo passo verso l’acquisizione (con cui Treccani aveva rilevato il 50% della Giunti academy), il nome era stato cambiato in Giunti e Treccani academy. Gli scorsi giorni è avvenuto il perfezionamento dell’operazione con cui è nata la Treccani accademia. Si tratta di una scuola di alta formazione che la società implementerà attraverso il know how che deriva dal proprio patrimonio culturale ed editoriale nella formazione. «I docenti saranno scelti tra le alte personalità che hanno contribuito e contribuiscono al progetto dell’enciclopedia universale e tra manager che trasferiranno agli allievi la loro esperienza. Con la nascita della nuova istituzione Treccani vuole sottolineare ancora una volta il proprio ruolo nella divulgazione della cultura», afferma Silvi. È, questo un obiettivo già rinnovato con il lancio della piattaforma digitale Treccani scuola e con l’acquisizione del 33% di Giunti Tvp.

La Treccani accademia si rivolge a neolaureati, manager, professionisti che sono impegnati nella gestione di imprese, nell’arte e nei beni culturali, nella sanità, nell’enogastronomia, nel turismo, nell’economia, nel diritto e nelle risorse umane. I corsi sono sia master full time per giovani laureati, sia master part time per i professionisti. Ma ci sarà spazio anche per la formazione corporate con progetti su misura dedicati alle aziende che intraprendono un percorso di evoluzione o aggiornamento che rende necessarie nuove competenze per manager e dipendenti.

Tra gli strumenti didattici utilizzati ci sono i test psicometrici per evidenziare le reali potenzialità degli studenti e un approccio orientato all’operatività e all’interazione per aiutare gli studenti a tradurre il sapere in saper fare. Molte le aziende che hanno aperto le loro porte per gli stage, da Fondazione Cariplo a Gallerie degli Uffizi, Museo autonomo complesso della Reggia di Caserta, Fondazione Pastificio Cerere, Luigi Lavazza, Fercam, Tempi moderni, Giunti editore e Treccani Reti. Proprio quest’ultima promuoverà un master per 30 persone, coperto da borse di studio e con l’obiettivo di formare figure altamente specializzate, fornendo tutte le competenze e gli strumenti per affrontare il lavoro sul campo.

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