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Tregua in Volkswagen, Ducati e Lamborghini restano nel gruppo

Il ceo Herbert Diess è stato accontentato dal consiglio di sorveglianza per quasi tutte le richieste, dalle nomine alle strategie, piano di risparmi incluso. Ma non ha ottenuto un’estensione anticipata del contratto

di Alberto Annicchiarico

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(Reuters)

Il ceo Herbert Diess è stato accontentato dal consiglio di sorveglianza per quasi tutte le richieste, dalle nomine alle strategie, piano di risparmi incluso. Ma non ha ottenuto un’estensione anticipata del contratto


3' di lettura

Il ceo Herbert Diess si è tenuta stretta la poltrona almeno fino al 2023 ma ha dovuto fare anche qualche concessione. La tregua in Volkswagen, sancita da un meeting del consiglio di sorveglianza, ha allentato la tensione ai vertici del gruppo con il supporto a Diess per i programmi di ristrutturazione e trasformazione. Il manager è stato accontentato anche per quasi tutte le richieste in materia di strategie e governance, piano di risparmi incluso. Ma non ha ottenuto un'estensione anticipata del contratto. E ha dovuto cedere su Lamborghini e Ducati. Gli storici marchi italiani resteranno a far parte del gruppo Volkswagen, al contrario di quanto era stato affermato dal ceo in una conferenza con gli analisti poche settimane fa. Nel resoconto dell'incontro si legge che «c'è accordo nel consiglio sul fatto che Lamborghini e Ducati rimarranno parte del Gruppo Volkswagen». La riorganizzazione prevede invece che «il marchio Bentley rientrerà nella responsabilità di gestione del marchio Audi a partire dal primo marzo 2021 al fine di consentire il raggiungimento di sinergie nell'ambito della strategia di elettrificazione dei due marchi premium».

Altra vittoria di Diess, sostenuto dai grandi azionisti Wolfgang Porsche e Hans Michel Piech, il consiglio ha nominato il capo delle finanze di Audi Arno Antlitz nuovo cfo del gruppo. Murat Aksel, che lavorava con Diess alla Bmw, diventerà capo acquisti. Nomine espressamente richieste dal ceo.

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«Herbert Diess ha avuto un impatto importante sulla Volkswagen dal 2015», recita la nota del consiglio di sorveglianza. «Senza il suo impegno, la trasformazione dell'azienda non sarebbe stata così coerente e di successo». Mentre Diess guadagnerà due alleati in ruoli di vertice, Vw ha anche annunciato l'intenzione di produrre veicoli elettrici a Wolfsburg, dove ha sede la società, e, come detto, mantenere la proprietà dei marchi Lamborghini e Ducati.

Questa decisione va incontro alle richieste dei sindacati volte a salvaguardare i posti di lavoro. Il manager bavarese ha lasciato la Bmw nel 2015 e ha contribuito alla tenuta di Vw in seguito al dieselgate del 2015. Da ultimo ha sostenuto un piano di investimenti per una rivoluzione elettrica da 73 miliardi di euro (in realtà gli investimenti complessivi per i prossimi 5 anni ammontano a 150 miliardi di cui 27 solo per il software), ma si scontrava ormai da tempo con i potenti sindacati che bloccano i tagli ai costi.

Ma non tutto è per sempre. Il secondo produttore mondiale di automobili dopo Toyota (Tesla è nettamente prima per capitalizzazione) prevede infatti di elaborare un piano proprio con i sindacati entro la fine del primo trimestre per ridurre i costi fissi del 5% entro il 2023. I costi dei materiali saranno ridotti del 7% nei prossimi due anni. «Possiamo affrontare al meglio le grandi sfide che ci attendono lavorando insieme», ha dichiarato in una nota Bernd Osterloh, leader del sindacato interno.

Gli ultimi sviluppi «mettono fine, almeno per il momento, agli attriti eccessivi tra la direzione e altri stakeholder chiave», ha scritto in un rapporto Arndt Ellinghorst, analista di Sanford C. Bernstein. «Le decisioni di lunedì chiariscono il mandato dei vertici e offrono l'opportunità di concentrarsi sulle questioni fondamentali di Vw».Bernstein ha intervistato gli investitori e ha trovato più del 90% di supporto per la strategia dei veicoli elettrici di Vw e un 80% a favore di una permanenza di Diess al timone. Ellinghorst ha portato il suo obiettivo di prezzo sul titolo a 180 euro, da 160 euro.

Il titolo Volkswagen è salito fino al 5,7% a Francoforte, il rialzo intraday più alto dal 10 novembre e la migliore performance della giornata nello Stoxx 600 Automobiles & Parts Index (+3%). Ma le azioni sono ancora in calo di oltre il 16% nel 2020.

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