Impatti pandemia

Treni, Italo taglia le corse: «Sostegni o licenziamenti»

I maggiori operatori del settore sollecitano misure urgenti a sostegno dell’alta velocità e del trasporto di linea sulla media-lunga percorrenza

di Marco Morino

Alta velocità: partito il primo Frecciarossa Milano-Lione-Parigi

3' di lettura

Variante Omicron e relative misure adottate dal governo per controllarla, che disincentivano gli spostamenti, stanno procurando seri danni alle imprese private del trasporto passeggeri: Alta velocità ferroviaria e servizi autobus sulle lunghe distanze. I maggiori operatori del settore (Italo, FlixBus, Itabus, Simet e altri) hanno inviato 2 lettere ai ministri Enrico Giovannini (Infrastrutture) e Daniele Franco (Economia) per sollecitare misure urgenti a sostegno dell’Alta velocità e del trasporto di linea su strada di media-lunga percorrenza. Nell’alta velocità ferroviaria, in particolare, la situazione odierna è tale da lasciar prefigurare un inevitabile e ulteriore peggioramento, che avrà effetti comparabili a quelli già patiti in occasione del primo lockdown nazionale.

La Rocca: calo importante della domanda

Gianbattista La Rocca, amministratore delegato di Italo (ex Ntv), spiega al Sole 24 Ore le ragioni dell’iniziativa: «In questo momento assistiamo a una riduzione importante della domanda, intorno al 40 per cento. Le persone sono molto poco inclini agli spostamenti per turismo e per lavoro e l’incentivazione dello smart working va proprio in questa direzione. In aggiunta dobbiamo considerare un generalizzato aumento dei costi: energia elettrica, gasolio, pedaggi autostradali, investimenti in misure finalizzate a contrastare il Covid come i filtri Hepa a bordo dei nostri treni, igienizzanti, mascherine, distanziamento. Una situazione insostenibile per tutte le aziende private del settore che, come interlocutore unico, hanno la clientela privata. Gli effetti di tutto ciò sono molto simili a quelli di un lockdown, senza però il riconoscimento di alcun ristoro, come invece era avvenuto in passato».

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Italo al governo: servono sussidi e ristori

Per quanto riguarda Italo, le vendite per viaggi da effettuarsi nel mese di gennaio sono inferiori di circa il 40% rispetto a quelle registrate nel medesimo periodo ante pandemia , quelle per il mese di febbraio sono addirittura inferiori dell’80% rispetto al medesimo periodo ante Covid.
Prosegue La Rocca: «Dal combinato disposto della riduzione della domanda e dell’aumento dei costi, le aziende private vedono il loro conto economico in grande sofferenza». La prima risposta degli operatori, necessaria anche se non sufficiente, sarà una forte riduzione delle frequenze giornaliere delle loro rotte, sia per i treni sia per i bus, di tutti gli operatori privati, a partire dalla prossima settimana. Frequenze che continueranno a ridursi con l’ulteriore, prevedibile calo della domanda nelle settimane successive, con gravi conseguenze sull’occupazione e su tutto l’indotto del settore.
Prosegue La Rocca: «È indispensabile che vengano adottate immediatamente misure di sussidio e stanziati ristori per tutte quelle aziende private che stanno fronteggiando da due anni una situazione assai grave e che proprio per questo hanno già fatto richiesta ai ministeri competenti».
Italo chiede al governo lo sconto sul canone di accesso all’infrastruttura (il pedaggio) e l’erogazione di fondi di compensazione del danno subìto.

I treni soppressi

Intanto si parte con le soppressioni dei treni. Da ieri, 7 gennaio, Italo ha cancellato 6 servizi giornalieri, che dal prossimo 14 gennaio diventeranno 27, di cui 21 soppressi tutti i giorni e ulteriori 6 il martedì, mercoledì e giovedì. Anche le imprese dei servizi bus sono sulla stessa linea di Italo. Dice Mariella de Florio, amministratore delegato di Simet: «Il settore sta vivendo, dal marzo 2020, restrizioni che, seppur condivisibili, stanno seriamente pregiudicando le attività di impresa. Restrizioni che, in assenza di immediati ristori, ormai indifferibili, non potranno che determinare una drastica riduzione dei servizi commerciali sulla lunga percorrenza».

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