Emilia-Romagna

Trenitalia, Bologna apripista della manutenzione green e hi tech

Operativo l'impianto di controllo dei treni regionali più avanzato del Paese. Operazione da 24,5 milioni realizzata insieme a Tper. L'ad Alessandro Tullio: «Qui tecnici altamente specializzati»

di Natascia Ronchetti

Gioiello green. L'impianto si estende su un'area di oltre 12 mila metri quadrati ed è dotato di 6 binari lunghi fino a 260 metri e di dieci postazioni per la manutenzione

4' di lettura

L’impianto è storico. Costruito nel 1927 ha visto transitare la storia delle ferrovie italiane, dalle locomotive a vapore agli elettrotreni tradizionali fino ai moderni convogli a potenza distribuita. Contemporaneamente, alla periferia della città, è diventato uno dei simboli della realtà industriale dell’Emilia-Romagna. Adesso è arrivato un altro primato: l’officina è diventata apripista in Italia della manutenzione green e hi-tech dei treni regionali, con un investimento di 24,5 milioni di euro. Svolta voluta da Trenitalia Tper, la società nata all’inizio del 2020 che si è aggiudicata la gara europea bandita dalla Regione per la gestione del trasporto ferroviario regionale fino al 2034. Trenitalia possiede il 70% delle quote, Tper - Trasporto pubblico Emilia Romagna, società a cui in regione fa capo il trasporto pubblico su gomma - il 30%. Insieme gestiscono 880 corse giornaliere, con collegamenti anche verso la Lombardia, la Liguria e le Marche, grazie a una flotta di 120 treni di cui 86 – 39 Rock e 47 Pop - sono i più giovani d’Italia ai quali si aggiungeranno quest’anno altri 4 nuovi convogli Rock.

«Parliamo di treni tecnologicamente avanzati, con una manutenzione diversa da quella tradizionale», dice Alessandro Tullio, amministratore delegato di Trenitalia Tper. Per comprendere basta fare un esempio molto semplice. «Se prima la sostituzione di un componente richiedeva un fermo di tre giorni oggi bastano otto ore», spiega Gianmarco Springer, responsabile della manutenzione di Trenitalia Tper. Tutto grazie a un progetto di ampliamento e di upgrading tecnologico con una forte attenzione alla sostenibilità.

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L’impianto oggi si estende su un’area di oltre 12 mila metri quadrati ed è dotato di 6 binari lunghi fino a 260 metri e di dieci postazioni per la manutenzione (in precedenza le postazioni erano quattro). Ha un binario per il lavaggio dei convogli con il recupero delle acque, 432 pannelli solari e 2.400 lampade a led. L’impianto fotovoltaico, che si sviluppa su 700 metri quadrati, è in grado di soddisfare parte del fabbisogno energetico, mentre l’illuminazione a led consente di abbattere i consumi. L’impianto di riscaldamento è stato realizzato con nastri radianti e finestre a taglio termico per assicurare maggiore isolamento, azzerando quasi completamente la dispersione del calore. Per garantire efficienza e sicurezza della manutenzione sono state realizzate 44 passerelle mobili. E le piattaforme di lavoro, elevabili, permettono di portare in quota gli operatori all’interno di cestelli che si adattano alle dimensioni del treno. Generalmente la manutenzione programmata dei treni prevede un controllo ogni circa 30-35 mila chilometri percorsi. Con le nuove tecnologie è già operativo un data base unico centralizzato per il monitoraggio di tutti i mezzi in servizio sulla rete. Un sistema di controllo che consente quindi, da remoto, di anticipare le informazioni utili a pianificare gli interventi.

Ampliamento e riqualificazione tecnologica sono andati di pari passo con la formazione di 130 sui 200 operatori impiegati nell’impianto. «In pratica in ogni momento siamo in grado di poter fare leva su personale competente, disponibilità delle postazioni di lavoro, materiale di ricambio», prosegue Tullio. Una operazione di efficientamento che parte da Bologna per essere estesa a livello nazionale, dove sono presenti in totale 28 officine di manutenzione per accogliere i 1.200 treni che compongono tutte le flotte regionali.

Prima della pandemia i convogli dell’Emilia-Romagna movimentavano fino a 155mila persone al giorno, oggi con le disposizioni del governo che ammettono una capienza fino all’80% dei posti disponibili, sono scesi a circa 130mila. Anche i nuovi quattro treni Rock che arriveranno necessitano del 30% in meno di energia rispetto a quelli delle generazioni precedenti, con servizi aggiuntivi come le aree per bici al seguito, postazioni di ricarica per quelle elettriche, sistemi di videosorveglianza live. Tutto nell’ambito di un investimento nazionale di 6 miliardi di euro per l’acquisto di 600 treni che da maggio 2019 sono in consegna graduale. «In questo modo – spiega Sabrina De Filippis, direttrice della Business Unit regionale di Trenitalia – arriveremo al rinnovamento dell’80 % della flotta».

Il nuovo impianto di Bologna, operativo ventiquattro ore su ventiquattro, dispone oggi di tutta la dotazione necessaria a garantire una manutenzione ordinaria e straordinaria rapida, sicura e di qualità. «I progetti per le officine in realtà sono nati cinque anni fa – prosegue De Filippis -. L’Emilia-Romagna è stata però la prima regione che ha deciso di investire sull’operazione di efficientamento». Operazione che ha rivoluzionato il modo di fare manutenzione. «Prima – aggiunge Tullio – lavoravamo su appuntamenti programmati e riparazioni a fronte di guasti. Adesso, con la sensoristica che ci consente di avere una control room, possiamo pianificare meglio l’attività, con figure professionali altamente specializzate».

Una novità in chiave green riguarda il recupero delle acque. Per il lavaggio dei treni sono stati realizzati un binario dotato di lavaggio automatico per l’esterno dei convogli e sei postazioni per quello dei sotto-cassa. Le acque utilizzate, prima di essere immesse nell’impianto di depurazione vengono recuperate e usate e successivamente vengono trattate come acque industriali e inviate all’impianto per la trattazione e l’immissione nelle fognature.

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