l’incidente di lodi

Treno deragliato, al via le operazioni di rimozione del Frecciarossa 1000

Sono iniziati i lavori per liberare la tratta in cui è avvenuto l’incidente che il 6 febbraio ha provocato la morte di due macchinisti e diversi feriti

di Ce.Do.


Treno deraglia a 290 km/h, sotto accusa lo scambio

2' di lettura

Sono cominciate domenica 16 febbraio, a valle del via libera dell’autorità giudiziaria, le operazioni di rimozione del Frecciarossa 1000 deragliato la scorsa settimana a Ospedaletto Lodigiano e che ha provocato la morte di due macchinisti e diversi feriti. Prima dell’inizio dei lavori che andranno avanti per qualche giorno, le linee dell’alta tensione sono state allontanate dal convoglio e dal binario interessato dall’incidente in modo da agevolare il maxi cantiere.

I tempi di ripristino della linea
Difficile al momento fare previsioni sui tempi di ripristino della linea, ma la situazione complessiva del traffico ferroviario potrebbe cominciare a normalizzarsi nei prossimi giorni. Indicazioni più certe dovrebbero arrivare una volta che il convoglio sarà stato rimosso: solo a quel punto infatti i tecnici potranno valutare effettivamente le condizioni dei binari dopo lo “sviamento” (è il termine tecnico per definire il deragliamento) della scorsa settimana. Le carrozze rimosse saranno poi trasferite in un deposito grazie a un trasporto speciale.

Sequestrato il lotto dei dieci attuatori
Sul fronte dell’inchiesta, sono stati sequestrati in tutta Italia, come noto, i dieci attuatori prodotti da Alstom Ferroviaria e appartenenti allo stesso lotto dell’attuatore coinvolto nel disastro ferroviario di Lodi: si tratta di un componente del cambio sospettato, in base alla ricostruzione fatta dagli inquirenti, di essere all’origine dell’incidente e che sarebbe stato, secondo i primi esiti dell’inchiesta, montato con i comandi interni invertiti. Dei dieci attuatori alcuni erano già montati e in altri casi ancora in magazzino.

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L’inchiesta giudiziaria
Da qui la decisione della procura di indagare i cinque tecnici che durante la notte precedente all’incidente intervennero sullo scambio. Lo stesso provvedimento è stato assunto anche nei confronti di Michele Viale, presidente e amministratore delegato di Alstom Ferroviaria, e della società Rete Ferroviaria Italiana (gruppo Ferrovie dello Stato), che è indagata in base alla responsabilità amministrativa prevista dalla legge 231 del 2001.

Per approfondire:
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