ECONOMIA DIGITALE

«Trenta miliardi in più per il Pil romano in cinque anni grazie al 5G»

I risultati della ricerca Luiss Business School-Unindustria

di Simona Rossitto e Andrea Marini

Unindustria-Luiss, dal 5G per Roma 30 miliardi di benefici

I risultati della ricerca Luiss Business School-Unindustria


4' di lettura

Trenta miliardi di euro nei prossimi cinque anni: a tanto può ammontare l'aumento del pil romano grazie all'impiego di tecnologie 5G nel territorio della Capitale. A dirlo è la ricerca, intitolata "Roma 5G: veloce, sicura, pulita" realizzata da Luiss Business School e Unindustria sugli effetti dell'avvento della nuova tecnologia. D'altro canto lo studio evidenzia anche diverse criticità, come quella dei vincoli normativi e dei tempi autorizzativi, che potrebbero frenare lo sviluppo e tagliare drasticamente le ricadute positive. A causa dei ritardi la crescita potrebbe ridursi di ben 22,3 miliardi.

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Criticità per sovrapposizioni di norme
Anche a livello nazionale sono state riscontrate delle criticità come il mancato allineamento della disciplina italiana a quella europea sulle emissioni elettromagnetiche: il limite massimo in Italia è infatti di 6 volt per metro, a fronte di una media europea che è fra i 41 e i 58 v/m e un limite negli Usa fissato a 61 v/m. Nel territorio romano si rilevano problematiche in più come la sovrapposizione tra diverse normative e la mancata pre-individuazione dei siti visto che, nel caso della Capitale, i limiti nazionali all'elettromagnetismo si incrociano con vincoli monumentali gravosi, determinando «seri rischi di paralisi per l'implementazione di tecnologie 5G».

Il peso dei vincoli
Pesano anche la mancata individuazione dei siti sensibili vista l'assenza di una dettagliata lista ad hoc, le carenze nella ricognizione del patrimonio immobiliare del Comune, i deficit nel processo di comunicazione e coordinamenti tra gli enti coinvolti, il mancato ricorso al Suap, cioè lo Sportello unico attività produttive. Tra le criticità maggiori di Roma spiccano in particolare il divieto di installare impianti a meno di 100 metri da siti sensibili, il fatto che circa il 50-60% delle infrastrutture non potrebbe essere aggiornata alle nuove tecnologie, la difficoltà nell'individuazione di nuovi siti o quella legata alla riconfigurazione degli impianti esistenti che mette a rischio la possibilità da parte degli operatori di telefonia mobile di realizzare una rete omogenea e pienamente efficace.

A causa dei ritardi la crescita potrebbe ridursi di 22,3 miliardi
Ma guardiamo meglio agli effetti benefici che il 5G potrebbe avere sul pil romano. Il rapporto Gsma 2019 conferma che, a livello europeo, il contributo atteso dall'impiego nell'economia delle tecnologie 5G è stimato pari al 4,6%, in crescita nei prossimi 5 anni al 4,8 per cento. Secondo Asstel, il contributo al Pil italiano è stimabile in circa 90 miliardi di euro (oltre il 5% del pil). Riportando questi dati sulla scala del territorio romano e mantenendo come fattore di proporzione l'incidenza del pil romano su quello nazionale (circa il 9%) otteniamo che la possibilità di crescita derivante dall'impiego di tecnologie 5G su Roma per i prossimi 5 anni è di circa 30 miliardi. A causa dei ritardi, tuttavia, la crescita potrebbe ridursi di ben 22,3 miliardi.

Concertazione e semplicazione tra le chiavi per superare i punti critici
Dallo studio emerge come sia indispensabile considerare l'aspetto strategico di conservare il vantaggio temporale nella diffusione del 5G accumulato dall'Italia rispetto agli altri Paesi europei, riconosciuto dalla Commissione Europea. L'indice Desi di giugno 2019 posiziona il nostro Paese al 24° posto in Europa per digitalizzazione dell'economia e della società, ma al secondo posto in relazione allo stato di avanzamento della diffusione del 5G, "5G readiness", con il 60% dello spettro assegnato grazie principalmente alla maxi asta da 6,5 miliardi.

I tempi lunghi di autorizzazione
È evidente che ritardi o addirittura un insuccesso nella completa copertura della rete dovuta ai vincoli normativi porterebbe alla perdita di una grande opportunità di crescita. Aprendo il capitolo ritardi, basti pensare ai tempi di rilascio delle autorizzazioni riscontrati per Roma. A causa dei vincoli esistenti (paesaggistici, monumentali, etc..) i tempi medi di attraversamento delle pratiche sono sempre più lunghi risentendo dell'inerzia degli Enti preposti alla tutela del vincolo (Regione Lazio per la parte paesaggistica e Soprintendenza Nazionale, Soprintendenza Capitolina). Attualmente nel Comune di Roma i tempi medi per ottenere l'autorizzazione risultano essere lunghi più del doppio che in altre realtà territoriali.

Serve un tavolo di lavoro congiunto
Occorre dunque agire in fretta. Dalle criticità riscontrate nascono dunque le proposte, al fine di superare le zone d'ombra e agganciare il volano dello sviluppo: la creazione di un tavolo di lavoro congiunto per comunicazione e scambio di informazioni con gli operatori e pa, la redazione di un documento di "Buone pratiche nel settore della telefonia mobile", l'individuazione condivisa di aree per il deployment dell'infrastruttura di rete; l'integrazione regolamentare volta a specificare natura e caratteristiche dei siti sensibili, la semplificazione dei procedimenti autorizzatori

Tortoriello (Unindustria): sviluppo fondamentale
Il presidente di Unindustria, Filippo Tortoriello, ha sottolineato che «il 5G è importante per tutte le città e in particolare per Roma, per renderla intelligente, smart, accessibile, resiliente e inclusiva. È necessario che Comune, Regione e capacità tecniche si mettano intorno a un tavolo per individuare i percorsi certi ed efficaci e fare sì che la città sia interamente coperta».

Boccardelli (Luiss): collaborazione pubblico-privato
«La ricerca conferma che il 5G rappresenta una formidabile occasione di sviluppo per Roma e, quindi, per il Paese tutto», ha commentato Paolo Boccardelli, direttore della Luiss Business School. «Lo studio evidenzia anche le criticità che potrebbero portare a un rallentamento dello sviluppo della nuova rete e, conseguentemente, dei nuovi servizi, prima fra tutte la complessità delle autorizzazioni e la sovrapposizione delle regolamentazioni: è quindi necessaria una forte collaborazione fra pubblico e privato, per accelerare il più possibile e non perdere le opportunità di questa vera rivoluzione tecnologica».

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