assemblea 2020

Trento, l’appello delle imprese all’unità


2' di lettura

“Un movimento unitario di trentini pensanti - governo, opposizioni, associazioni e parti sociali - che si devono mettere assieme per chiedersi dove vogliono andare e come”.
Questo l'appello lanciato dalla presidenza di Confindustria Trento nel corso dell'Assemblea Privata 2020 dell'Associazione, tenuta in videoconferenza. Un'assise convocata per parlare tra le altre cose degli scenari correnti, di sviluppo, finanze, economia e fisco, di management e organizzazioni, di politiche attive e passive del lavoro, di imprese innovative e sostenibili. E non da ultimo di come Confindustria gestisce il presente e che guarda al futuro in un contesto difficile, con un'emergenza, quella sanitaria, da una parte, e il suo alter ego, quella economica, dall'altra.
E il presidente di Confindustria Trento Fausto Manzana ha richiamato alla collaborazione: “Pensiamo insieme a dove vogliamo andare – ha detto – perché la partita da soli non si vince. Pensavamo di passare questo momento in apnea: abbiamo aspettato la botta e la botta è arrivata. Ora però dobbiamo reagire. Stiamo insieme perché attraverseremo questo deserto e troveremo un'oasi di tranquillità, nella speranza che questa lunga camminata ci insegni qualcosa”.
Manzana ha raccontato la “pandemia delle imprese”: “Nelle aziende – ha spiegato – sono entrati i dispositivi, e con loro le nuove regole, le nuove pratiche. Non c'è una sola delle nostre associate che non abbia imparato a lavorare in una situazione estrema. La difficoltà è oggi quella di riorganizzarci, in vista di un futuro che per il momento stiamo subendo, e che però dobbiamo iniziare a progettare. Prima di progettarlo dobbiamo sognarlo, tenendo bene a mente il valore dell'inclusione sociale: non possiamo permetterci in una società civile di non pensare a chi fa più fatica. Il 13% delle famiglie è in grande difficoltà a risparmiare. Diecimila posti di lavoro verranno meno quando le imprese potranno ristrutturarsi: ecco allora che le politiche attive e passive del lavoro dovranno essere alla nostra attenzione”.
Il Presidente degli industriali ha richiamato alla visione anche il Governo provinciale, commentando la manovra finanziaria in discussione: “Alziamo la testa verso il futuro. Debito e fondi sono lo strumento: diamo centralità alla regia e ai progetti”. E alla politica ha rivolto un messaggio generale: che si ascoltino le esigenze delle imprese. “Non chiediamo attenzione, chiediamo di essere lasciati in pace, chiediamo maggiore equità anche fiscale. Questa evasione è inaccettabile, ma chi paga le tasse ne paga troppe”.
E sul Trentino del futuro: “Il nostro Trentino – ha aggiunto – è una terra straordinaria per molti aspetti ma anche molto ordinaria. Non possiamo dire che abbiamo molto altro oltre al nostro ambiente e alle nostre intelligenze. Quando parliamo di autenticità, di silenzio, dobbiamo essere coerenti, non possiamo annunciarlo e poi avere pretese in termini di quantità e di traffico. Ecco allora che dobbiamo alzare il livello dell'offerta: eleggere un modello distintivo che giri per il mondo anche con i prodotti delle aziende. Aziende che rispettano i contratti, le persone e il genere”.


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