Ca’ delle Alzaie

Treviso, il bosco di Boeri polmone verde per la città

Tre edifici. Il nuovo complesso è abitato da oltre 400 piante e 170 alberi

2' di lettura

Quattrocento piante a basso fusto e 170 alberi (120 in facciata e 50 a terra), selezionati dall’agronoma Laura Gatti, tra le specie autoctone individuate dal piano ambientale del Parco del Sile: sono il cuore pulsante dei tre edifici alti 27 metri che compongono Ca’ delle Alzaie, il progetto architettonico disegnato da Stefano Boeri Architetti e realizzato a Treviso da Cazzaro Costruzioni.

L’obiettivo era costruire in armonia con il paesaggio, trasformando il verde da elemento ornamentale a elemento architettonico; e poi vernici anti inquinamento, approvvigionamento da fonti rinnovabili, una filosofia votata a risparmio energetico e tutela delle risorse naturali. Iniziati nel marzo del 2019, i cantieri del complesso edilizio residenziale “Ca' delle Alzaie” lungo il fiume Sile sono da poco terminati. I tre edifici si sviluppano su circa 8mila metri quadrati; grazie agli oltre due ettari di vegetazione tra alberi in facciata e parco la città avrà un nuovo simbolo di riqualificazione del territorio e impegno per l’ambiente, espressione di una filosofia precisa esportata in tutto il mondo dall’architetto Stefano Boeri ed interpretata in chiave trevigiana dall’impresa di costruzioni Cazzaro.

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«A Treviso abbiamo proposto un’inedita declinazione del nostro concetto di bosco verticale: non una torre, ma tre corpi di fabbrica circondati dalla vegetazione. Nei prossimi anni Treviso, con Milano, Utrecht, Bruxelles, Eindhoven, Monaco, Cairo, Nanchino e molte altre città, diventerà la sede di un esperimento innovativo per dimostrare che le architetture del futuro potranno ospitare la coabitazione di più specie viventi, diventando così un fulcro di biodiversità» dichiara Boeri.

«La prima volta che ho visitato l’area in cui oggi sorge Ca’ delle Alzaie – racconta Mauro Cazzaro, titolare della Cazzaro Costruzioni Srl di Trebaseleghe – sono rimasto colpito dalla vegetazione. Ho pensato che l’ideale sarebbe stato costruirci degli edifici che ne riflettessero la bellezza, rispettandone gli equilibri. Il collegamento con l’architetto Stefano Boeri è stato immediato. Ed è così che è nato il progetto».

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