il ministro alla camera

Tria: valutiamo costi di quota 100 e reddito di cittadinanza, la scelta è politica

di Nicola Barone e Alessia Tripodi


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(AFP)

4' di lettura

«C'è un’interlocuzione con la Commissione Ue, un dialogo che diventa sempre più costruttivo con la finalità di riuscire ad evitare che l' Italia entri in procedura di infrazione». Ma «ad oggi la manovra non è cambiata», stiamo «valutando i costi di quota 100 e reddito di cittadinanza» e «la scelta sarà politica». Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, durante una comunicazione sulla manovra in commissione Bilancio alla Camera. Non una vera e propria audizione «ma un’informativa», «se non siete d’accordo me ne vado», ha precisato il ministro di fronte alle opposizioni che chiedevano di poter fare domande al ministro. Dopo le proteste dei deputati, con la mediazione del presidente Claudio Borghi, si è arrivati a un’inedita soluzione: sì alle domande, ma senza le risposte del ministro. Cosicchè, dopo l’intervento di Tria, i gruppi di opposizione hanno abbandonato i lavori per protesta.

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Accordo sì, ma senza toccare priorità
Tria ha ribadito che «l'accordo con l’Europa è subordinato al fatto che non si tocchino le priorità comunicate al Parlamento» e che «eventuali modifiche non intaccano quello che state facendo», ha detto rivolto ai membri della commissione impegnati nell’esame degli emendamenti. Ha confermato che le opzioni sul tavolo guardano «sia al deficit nominale che al deficit strutturale» e che le eventuali ulteriori clausole di flessibilità «già previste e sospese nel nuovo Dpb» riguardano «la spesa per investimenti, dopo i fatti di Genova, legati al dissesto idrogeologico e alle alluvioni che ci sono state». Se si raggiungerà un accordo «credo che dovremmo essere contenti», l’obiettivo è «ridurre le divergenze, magari non si riuscirà ad eliminarle ma a ridurle».

Valutiamo costi di pensioni e reddito cittadinanza
Il titolare dell’Economia ha spiegato che «la prima delle opzioni è capire, visto che reddito e pensioni non hanno ancora disegni definitivi, è vedere se ci sono spazi, attraverso simulazioni di Inps e Mef, e se da una definizione maggiore di queste misure richiederanno meno risorse di quelle stanziate nel Fondo, la successiva decisione sarà come usare queste maggiori risorse a riduzione del deficit». «Sno in atto studi e simulazioni per cercare di capire quali siano i margini e trovare possibili soluzioni condivise», ha continuato Tria, ma «fino a quando non ci sarà una decisione politica rimangano solo possibili».

Possibili misure aggiuntive per calo debito
Tria ha quindi spiegato che nel dialogo con la Commissione sulla manovra «è stata aumentata la previsione delle possibili dismissioni di asset al fine di garanzia della discesa del debito. Forse in quell’ambito è possibile fare qualcosa».

Quadro macro può cambiare, pesa frenata Germania e spread
«È ovvio che il quadro macro può cambiare, in termini di obiettivi di finanza pubblica e di crescita - ha osservato quindi il ministro - ma a oggi la manovra non è cambiata e non ci sono decisioni ufficiali. Sta cambiando fortemente il contesto, la Germania sta rallentando e lo spread elevato ha effetti sull'economia. Questo convitato di pietra (lo spread, ndr) è salito in una situazione di forte incertezza e credo che se si trova una soluzione con l’Europa sia di rassicurazione per la riduzione dello spread».

Conte: siamo per accordo con Ue
Intanto, il premier Giuseppe Conte assicura che «il governo è impegnato affinché la discussione con Bruxelles sulla legge di Bilancio si chiuda favorevolmente» e che si sta «lavorando» per il calo dello spread. E afferma che «la battuta d’arresto del Pil nel terzo trimestre è solo temporanea» e che «la crescita tornerà robusta». Rivolgendosi poi agli imprenditori presenti all’assemblea dell’Anfia, l’associazione della filiera automobilistica, Conte sottolinea che «l’Italia è salda, economicamente e politicamente» e «questo governo vi sosterrà sempre».

Tria a Ecofin: speriamo di non andare in recessione
Parlando oggi dopo l’Ecofin, Tria aveva confermato il passaggio di fase per l’Italia. «Preferirei che l'economia non andasse in recessione - ha detto - accordo o non accordo con la Ue, non è questo che influenza. Certo che trovarsi in recessione mette punti a favore di un sostegno all'economia ma certamente pone dei problemi per i conti pubblici. Speriamo di non andare in recessione e di fare una manovra che ostacoli il rallentamento dell'economia». Ora come ora è «normale» che il Tesoro lavori sulle soluzioni tecniche anche se poi il lavoro del governo è «collettivo».

Tria: salvaguardare priorità di politica economica
Sulle «varie soluzioni» allo studio non arrivano dettagli e alla richiesta di chiarire come sia possibile conciliare il peggioramento del deficit strutturale previsto con la necessità di “migliorare” i saldi preservando la risposta risulta interlocutoria («non è che bisogna arrivare a quei numeri, ci sono varie possibilità, ne stiamo discutendo»). Le priorità di politica economica «vanno salvaguardate altrimenti non c'è il governo». In ogni caso «i tempi non sono lunghi ovviamente, esistono tempi ben precisi e sono stretti» per evitare la procedura. Quanto al menù della manovra quota 100 resta una priorità così come lo è il reddito di cittadinanza, «attualmente stiamo studiando i disegni di legge e ancora non è definito il costo delle misure: abbiamo accantonato i fondi poi è chiaro che una valutazione attenta del costo è possibile solo quando ci saranno i disegni di legge». Il punto allo stato è «di andare incontro alle esigenze e alle richieste della Commissione europea per poter evitare la procedura conciliando le priorità e le riforme del governo che vanno preservate con l'avvicinamento alle necessità secondo le regole Ue».

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