Il caso

Tribunale Bruxelles: AstraZeneca consegni 80,2 milioni di dosi alla Ue

L’azienda esulta: ci ha dato ragione. Ma la Commissione replica: ci devono 50 milioni di dosi entro fine settembre

di Alberto Magnani

AstraZeneca, la campagna vaccinale rischia un rallentamento

2' di lettura

AstraZeneca, il gruppo anglo-svedese della farmaceutica, ha dichiarato che la Ue ha perso la sua battaglia legale per ottenere un’accelerazione di consegna delle dosi di vaccino anti-Covid: la società dovrà recapitare a Bruxelles “solo” 80,2 milioni di dosi complessive entro settembre, contro i 300 milioni chiesti dalla Ue. Si tratta di un totale 50 milioni di dosi in più rispetto ai circa 30 milioni consegnati nel primo trimestre.

Al tempo stesso, però, la Commissione sostiene che il verdetto «conferma la sua posizione» e fa emergere le violazioni contrattuali imputate all’azienda.

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La sentenza del Tribunale di prima istanza

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È l’esito, paradossale, che emerge dal verdetto del Tribunale di prima istanza di Bruxelles sul ricorso avanzato dall’esecutivo comunitario contro i ritardi della società nelle consegne dei farmaci anti-Covid. AstraZeneca reclama vittoria perché la sentenza non le impone un’accelerazione particolare rispetto alle attuali previsioni di fornitura, la Commissione replica che il giudizio conferma le violazioni contestate (anche se le sue richieste di risarcimento escono ridimensionate dalla Corte).

Il Tribunale: AstraZeneca deve consegnare 80,2 milioni di dosi entro giugno

La Commissione aveva chiesto al Tribunale di prima istanza di Bruxelles di imporre ad AstraZeneca di consegnare 120 milioni di dosi entro giugno 2021 e 300 milioni di dosi entro il settembre dello stesso anno, colmando il gap attuale fra dosi pattuite e consegnate. La società avrebbe dovuto fornire alla Ue circa 300 milioni di dosi nel primo semestre del 2021, salvo rivedere bruscamente al ribasso le sue stime. La società ha attualmente consegnato 30,2 milioni di dosi contro le 120 milioni di dosi previste nel primo trimestre e punta a recapitare altri 40 milioni contro le 180 previste nel secondo trimestre, per un totale di 70 milioni di dosi a giugno. Da qui la convinzione di poter arrivare tranquillamente alle 80,2 milioni di dosi stimate entro settembre. Il tribunale bruxellese, prosegue l’azienda, «ha respinto tutte le altre misure cercate dalla Commissione europea» e, in particolare «ha rilevato che la Commissione non ha alcun diritto o priorità rispetto ad altre parti contrattuali».

La replica della Commissione: l’azienda ci deve 50 milioni, nostra posizione confermata

La Commissione, a sua volta, legge la sentenza in favore del suo ricorso. In una nota, l’esecutivo comunitario sottolinea che la ha ordinato ad AstraZeneca di consegnare «urgentemente» alla Ue 50 milioni di dosi entro il 27 settembre 2021, rispettando tre tappe: 15 milioni di dosi entro il 26 luglio alle 9 di mattina, 20 milioni di dosi entro il 23 agosto e 15 milioni di dosi entro il 27 settembre. In caso contrario, è prevista una sanzione di 10 euro per ogni dose non consegnata (la Ue aveva chiesto 10 euro al giorno per ogni dose in ritardo).

Il verdetto, sottolinea la Commissione, è «basato sul fatto che AstraZeneca ha commesso una serie violazione dei suoi obblighi contrattuali con la Ue». Nella sentenza del tribunale, resa disponibile anche dall’esecutivo, i giudici dichiarano in effetti di ritenere «ricevile e parzialmente fondate» le richieste della Commissione, condannando AstraZeneca alla consegna dei 50 milioni di dosi entro tre mesi. «La decisione - ha dichiarato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen - conferma la posizione della Commissione: AstraZeneca non ha onorato i suoi impegni. È positivo vedere che un giudice indipendente lo conferma».

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