Cassazione

Tribunali: il vigilante non può usare il body scanner senza l’ok del prefetto

La società di sicurezza privata non può usare radiogeni in un luogo pubblico senza una specifica autorizzazione

di Patrizia Maciocchi

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(mammuth74 - stock.adobe.com)

La società di sicurezza privata non può usare radiogeni in un luogo pubblico senza una specifica autorizzazione


1' di lettura

Commette reato, violando il testo unico sulla pubblica sicurezza, il legale rappresentante della società che fa usare ai suoi dipendenti il body scanner senza il via libera del prefetto. La Cassazione (sentenza 15225), respinge il ricorso contro la condanna per aver fatto effettuare controlli con radiogeni e body scanner sulle persone che entravano al Palazzo di giustizia di Milano, considerato un obiettivo sensibile.

Non passa la tesi della difesa, secondo la quale il confine tra la figura del portiere, per il quale non è prevista nessuna autorizzazione, e quella del vigilante-guardia giurata, non è chiaramente individuabile, in assenza di un’indicazione di legge sui relativi presupposti.

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La Suprema corte precisa che, in base al Decreto del ministero dell’Interno 269/2010, rientrano nella categoria della vigilanza le attività di controllo all’accesso di obiettivi sensibili, come gli uffici giudiziari, svolte con macchinari radiogeni o rilevatori di metalli. E lo stesso vale per l’identificazione personale. Attività di estrema delicatezza che vanno ben oltre le funzioni di semplice custodia o portierato.

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