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Tridico: le baby pensioni sono 256mila e in tutto sono costate 130 miliardi

Il presidente dell’Inps nel libro “Il Lavoro di oggi la pensione di domani” evidenzia che, con la complicità della classe politica, la spesa annuale per questi assegni è di 2,9 miliardi di euro

di Marco Rogari

Quante sono le baby pensioni? 256.000 costate 130 miliardi

2' di lettura

Circa 256mila beneficiari per un costo che attualmente raggiunge i 102 miliardi. E che sale a 130 miliardi aggiungendo gli assegni nel frattempo considerati “eliminati”. A tratteggiare contorni e “popolazione” del pianeta dei baby pensionati è il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, nel libro scritto con il giornalista del “Corriere della sera”, Enrico Marro (“Solferino” editore) dal titolo “Il lavoro di oggi la pensione di domani (perché il futuro del Paese passa per l'Inps)”.

Tridico, giunto all'ultimo tratto del suo mandato alla guida dell'ente previdenziale, si sofferma sul fenomeno dei privilegi che soprattutto negli anni '70 e '80 ha accompagnato l'evoluzione del sistema previdenziale, con la complicità della classe politica, creando guasti con cui ancora oggi facciamo i conti. Tanto è vero che l'Istituto a tutt'oggi eroga 185mila baby-pensioni (per una spesa annuale di 2,9 miliardi), di cui 149mila sono pagate a donne, che mediamente usufruiscono di questo trattamento da 36 anni, mentre per gli uomini la durata media del beneficio è di 35 anni.

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Assegni baby dal 1973

Nel libro si evidenzia come quello delle baby pensioni sia forse il caso più eclatante di privilegio pensionistico e si ricorda come nel 1973, nel periodo in cui governava il centrosinistra «quando ancora ci si cullava nell'illusione di una crescita senza fine, una classe politica miope a non immune da tentazioni clientelari arrivò al punto (governo Rumor, con Dc, Psi, Psdi e Pri)» di concedere alle dipendenti pubbliche con figli di andare in pensione dopo 14 anni, sei mesi e un giorno e ai dipendenti pubblici uomini di uscire dopo 19 anni sei mesi e un giorno. Con il risultato di consentire a persone con poco più di 30 anni di accedere alla pensione.

Spesa annuale di 2,9 miliardi

Tridico afferma che complessivamente i lavoratori che hanno beneficiato delle cosiddette baby pensioni sono stati circa 256mila. E 185mila di questi trattamenti sono ancora “vigenti”, con una fetta cospicua (149mila) destinata a donne. Nel libro si sottolinea che la spesa annuale è di circa 2,9 miliardi di euro.

Età media alla decorrenza della pensione: 42 anni per le donne e 45 anni per gli uomini

Il presidente dell'Inps indica in circa 42 anni per le donne e 45 anni per gli uomini l'età media alla decorrenza della baby pensione degli attuali beneficiari. E aggiunge che, in media, un baby pensionato sta usufruendo dell'assegno da 36 anni se donna e da 35 anni se uomo. Nel libro si fa anche notare che i baby pensionati deceduti in vita hanno goduto del trattamento, sempre in media, per 28 anni ( 29 anni le donne, 26 gli uomini) mentre gli anni di contribuzione medi sono stati circa 22 anni per le ex lavoratrici e 25 anni per gli ex lavoratori.

Il costo attuale è di 102 miliardi

Il valore attuale delle baby pensioni erogate dall'Inps, moltiplicato per il numero di anni di godimento, è, afferma Tridico, «di circa 102 miliardi di euro». Agli assegni ancora in fase di liquidazione «vanno ovviamente aggiunte, per il loro periodo di godimento, le pensioni eliminate, arrivando così - aggiunge il presidente dell'Inps - a una cifra totale di 130 miliardi». La media dei ratei mensili delle cosiddette baby pensioni non si presenta comunque particolarmente elevata: 1.152 euro per le donne e 1.335 euro per gli uomini, per una media di 1.187 euro.

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