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Tridico, Inps: «Obiettivo è aumentare stipendi, con salario minimo o contrattazione»

«Nell’Unione europea dove il salario minimo è stato introdotto non ha causato un aumento della disoccupazione né uno spiazzamento della contrattazione collettiva»

Salario minimo, ecco cosa prevede l’accordo Ue

2' di lettura

Il salario minimo andrebbe introdotto per legge. Se si interviene con la contrattazione serve una legge sulla rappresentanza. Lo sostiene il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico in una intervista a Radio24 spiegando che l’introduzione della soglia con la contrattazione va fatta facendo anche una legge sulla rappresentanza altrimenti rischia di essere inapplicabile.

«L’obiettivo è alzare i salari – ha detto Tridico –, ci si arrivi con la contrattazione o ci si arrivi con una soglia minima legale è indifferente, l’importante che l’obiettivo sia rispettato. Guardando all’Unione europea vedo che laddove il salario minimo legalmente è stato introdotto non ha causato un aumento della disoccupazione né uno spiazzamento della contrattazione collettiva»

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Se si lavora sulla contrattazione, ha proseguito il presidente dell’Inps «bisogna essere chiari. Bisogna fare una legge sulla rappresentanza, perché altrimenti diventa quasi inapplicabile l’intervento. Devi fare la legge sulla rappresentanza e poi l’imposizione erga omnes. Se si riesce a fare questo va benissimo ma se non si riesce a fare i salari vengono trainati verso il basso dalla contrattazione pirata».

Un altro tema toccato da Pasquale Tridico intervistato da Radio24 è stato quello del Reddito di cittadinanza. «Non ci sono effetti distorsivi da parte del Reddito di cittadinanza e della Naspi verso il rifiuto del lavoro. In un Paese avanzato la contrattazione deve operare sopra certe soglie. Il 23% dei lavoratori (compresi coloro che lavorano in part time, ndr) prende meno del reddito di cittadinanza (780 euro compresa la parte di sostegno sull’affitto, ndr) eppure lavora. Abbiamo il 20% dei percettori del reddito di cittadinanza che ha continuato a lavorare in questi tre anni. Non c’è un effetto scoraggiamento. Bisogna agire sui salari. È una grande sfida che tutti dobbiamo affrontare. La si affronti con mezzi condivisi da tutti ma la si affronti».

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