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Trieste, nuovo collegamento ferroviario tra porto e interporto di Cervignano

Lo scalo marittimo rafforza l’integrazione con il sistema logistico del Friuli Venezia Giulia

di M.Mor.

I punti chiave

  • Le caratteristiche del servizio
  • Un porto che punta sulla ferrovia

2' di lettura

Il porto non finisce con i moli. E lo sviluppo va cercato anche fuori dall’area portuale tradizionale. È la visione strategica che guida lo sviluppo del porto di Trieste, che punta a cementare l’integrazione con il sistema logistico del Friuli Venezia Giulia. La funzione di banchina estesa dello scalo di Trieste va in questo senso e trova concreta attuazione nelle sinergie con l’interporto di Cervignano. È partito il 5 aprile un nuovo servizio intermodale (collegamento ferroviario) che collega il Molo V dello scalo giuliano con l’interporto in provincia di Udine.

Le caratteristiche del servizio

Obiettivo del collegamento è quello di generare un aumento di capacità, puntando a creare un sistema logistico regionale integrato dal punto di vista ferroviario. L’integrazione di sistema - spiega una nota dell’Autorità portuale - aiuta il porto e gli interporti del Friuli Venezia Giulia a crescere quantitativamente e qualitativamente, offrendo servizi e spazi aggiuntivi a quelli disponibili nei terminal.

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Si tratta di un servizio a corto raggio, con meno di 50 chilometri di distanza, che vede operare in partnership Dfds, quale operatore Ro-Ro che da Trieste collega il Mediterraneo con il Mar del Nord, Interporto di Trieste, come soggetto di connessione con le realtà industriali, e Alpe Adria, nel ruolo di integratore logistico e multimodale di sistema.

Inizialmente le circolazioni andata/ritorno saranno 2 a settimana, con previsione di raddoppio.

Il collegamento ha un duplice ambito di azione. Da un lato permette l’allargamento del network intermodale, in quanto punta a integrarsi con il crescente sviluppo dei collegamenti nazionali e internazionali che sta interessando il gateway di Cervignano, come dimostra il nuovo collegamento intermodale con Duisport (Germania). Dall’altro facilita l’accesso al porto di Trieste per quei flussi che vanno all'imbarco per la Turchia attraverso la più sostenibile modalità ferroviaria, alternativa a quella attuale che vede l’instradamento camionistico attraverso l‘interporto di Trieste a Fernetti.

Un porto che punta sulla ferrovia

Il porto di Trieste è da sempre legato a filo doppio al trasporto ferroviario. Nel 2021 Trieste si conferma primo scalo ferroviario d’Italia con 9.304 treni manovrati (+15,13%). A questo dato bisogna aggiungere anche il porto di Monfalcone, che fa parte del sistema Trieste. Come per lo scalo giuliano, anche per le banchine monfalconesi l’impulso dato al traffico ferroviario manifesta risultati davvero importanti: nel 2021 lo scalo isontino ha movimentato in totale 1.317 treni, mettendo a segno un incremento del +19,84% rispetto all'anno precedente.

Sommando i dati ferroviari dei due porti del sistema si arriva al dato considerevole di 10.621 treni, con Monfalcone che pesa per il 12,4% complessivo del Sistema Portuale dell'Adriatico Orientale.

Osserva Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità portuale: «Si tratta di un dato unico in Italia e in Europa, che giustifica e sostiene l'importante politica di investimento ferroviario che l’Autorità di Sistema Portuale, Rfi, la Regione FVG e il ministero delle Infrastrutture stanno concretamente sviluppando in quest’area anche grazie ai finanziamenti del Pnrr e del fondo complementare».

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