Area Science Park

Trieste punto di incontro fra l’impresa e la ricerca

di Barbara Ganz

 Negli ultimi cinque anni sono stati sviluppati 30 progetti Ue ai quali si aggiungono i 114 messi in cantiere dalle aziende del parco scientifico tra il 2020 e il 2021

4' di lettura

Area Science Park nasce nel 1978 attorno al modello del parco scientifico tecnologico, un luogo fisico dove facilitare la “contaminazione” tra mondo della ricerca e dell’impresa. Un’idea all’avanguardia per l’epoca, che ha trovato riconoscimento con la formale istituzione nel 2005 dell’ente nazionale di ricerca. Oggi Area è un ecosistema complesso, presieduto da Caterina Petrillo: «Qui operano centri di eccellenza, tra cui il sincrotrone Elettra e l’ICGEB, i laboratori della sezione INFN di Trieste e alcuni istituti del Cnr, nonché numerose imprese innovative e startup con attività di R&D in diversi settori. Area si occupa anche di trasferimento tecnologico e supporto all’innovazione».

Il dialogo con il territorio è continuo, spiega Petrillo: «La consolidata esperienza nel trasferimento tecnologico e nella valorizzazione della ricerca ha alla base un rapporto diretto con le imprese, come pure con le istituzioni scientifiche regionali. Esempi concreti sono le iniziative attivate durante la pandemia e, più di recente, il tavolo di lavoro sull'Hydrogen Valley. Per quanto riguarda gli studenti e, più in generale i giovani, dedichiamo molta attenzione alla divulgazione scientifica, organizzando momenti informativi per avvicinare i ragazzi e numerose iniziative nella formazione».

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Trieste, con il primato per il numero di ricercatori sul totale della popolazione, è terra di frontiera: «Da anni Area è un soggetto attivo nella macroregione, in particolare nell’area balcanica; lavoriamo assieme a istituzioni, centri di ricerca e imprese su progettualità legate a innovazione e trasferimento tecnologico. Queste collaborazioni, spesso condotte all’interno dei progetti Interreg, rappresentano opportunità di scambio per lo sviluppo di nuove conoscenze e competenze. Un importante accordo di collaborazione è quello che Area ha con il Joint Research Center, centro di servizi scientifico-tecnologici della Commissione Europea. Un ruolo rilevante ha la partecipazione al consorzio CERIC-ERIC, un’infrastruttura di ricerca distribuita che opera in un contesto di ricerca multidisciplinare e multinazionale il cui Hub Europeo è in Italia presso Elettra Sincrotrone. Infine, recente è il progetto Hydrogen Valley, “North Adriatic cross-border Hydrogen Valley che unisce Italia, Slovenia e Croazia per realizzare la prima catena del valore transnazionale dell’idrogeno europea e che ci vede coinvolti in un progetto coordinato dalla Regione Friuli Venezia Giulia». Nell’epidemia Area si è impegnata molto su diversi fronti: «Si è rafforzato, negli ultimi anni, l’investimento nelle piattaforme scientifico-tecnologiche, laboratori aperti dove fornire servizi alla ricerca e alle imprese, e si è puntato allo sviluppo di competenze interne nei settori della genomica e dell’epigenomica e della gestione e analisi dei dati. Questo investimento si è rivelato fondamentale nella lotta al Covid19 che ha accelerato la produttività scientifica. L’esperienza maturata con il sequenziamento del virus costituisce un’ottima base per realizzare una piattaforma per lo studio dei patogeni e la risposta rapida al rischio, che integri le numerose e diversificate competenze presenti nei nostri campus».

Anche la direzione generale è al femminile, con Anna Sirica: basta vedere l’organigramma per capire che qui viene meno la tradizionale mancanza di figure femminili in ambito scientifico e tecnologico. «L’ente è già impegnato da alcuni anni su questi temi - spiega la dg - basti pensare che dal 2005 esiste presso il campus di Padriciano un asilo nido, dal 2011 è attivo il Comitato unico di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni - CUG con uno sportello di ascolto del personale per raccogliere criticità e proposte di miglioramento e dal 2017 l’ente ha introdotto un progetto pilota per lo smart working, oggi diventato strutturale per chi ne faccia richiesta. L’ultima misura adottata è il GEP, il Piano per l’uguaglianza di genere, che vuole favorire la cultura del rispetto, il contrasto alle discriminazioni di genere e la promozione dell’effettiva uguaglianza di genere attraverso una serie di azioni da perseguite nel triennio 2022-2024».

In Area nascono nuove startup: «Dal 2008 a oggi sono stati valutati 2.678 progetti, sono stati seguiti 719 - di cui circa 300 negli ultimi 3 anni - percorsi di valorizzazione e accompagnate a costituzione 69 nuove imprese. Lavoriamo poi per valorizzare le idee che arrivano dal mondo della ricerca e dell’impresa e lo facciamo da una parte con il Centro PatLib che svolge attività di ricerca, analisi e gestione strategica dell’informazione brevettuale e dall’altra con il team che si occupa di generazione di impresa. Il PatLib è attivo dal 1999 e a oggi ha effettuato più di 2.800 ricerche documentali su brevetti, marchi, scenari tecnologici, per un’utenza sia accademica che industriale».

Per quanto riguarda i progetti, sia a livello nazionale che europeo, Area Science Park ha sviluppato negli ultimi cinque anni 30 progetti europei, di cui 9 finanziati dal programma Horizon 2020, ai quali si aggiungono i 114 messi in cantiere dalle aziende del parco scientifico tra il 2020 e il 2021. Un luogo di eccellenza che crea anche lavoro: «Negli anni il sistema Area Science Park è cresciuto. Oggi sono circa 200 le persone che lavorano per l’ente di ricerca e 2500 quelle che lavorano nel parco scientifico. Grazie alle opportunità derivate dai bandi connessi al Pnrr prevediamo di crescere ulteriormente; pubblicheremo bandi per la ricerca di manager, scienziati, tecnologici come di figure professionali che lavorano a supporto della ricerca e dell’innovazione. Ipotizziamo una crescita del 30% nei prossimi tre anni, un numero che potrebbe essere incrementato se i progetti saranno approvati», conclude Sirica.

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