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Trimestrali, per Essilux ricavi in crescita dell’11% a 5,6 miliardi

Nel primo trimestre dell’anno EssilorLuxottica ha registrato un fatturato consolidato di 5.607 milioni, con un aumento del 33,1% a cambi costanti rispetto al primo trimestre 2021. Renault perde 9,7 miliardi di fatturato per guerra e crisi chip

“Le trimestrali Usa premiano i finanziari”

4' di lettura

«Siamo molto soddisfatti di questo inizio d’anno che vede una solida performance in tutte le aree geografiche e in tutte le divisioni». Lo affermano Francesco Milleri e Paul du Saillant, amministratore delegato e vice amministratore delegato di EssilorLuxottica, commentando i dati del primo trimestre dell’anno.

«È un bel momento» per il gruppo nato dalla fusione con Luxottica fondata da Leonardo Del Vecchio, “con una ’stagione sole’ importante alle porte, una domanda sostenuta di marchi di lusso e prodotti innovativi che stanno ridefinendo le possibilità nel campo della vista per tante persone”, aggiungono Milleri e du Saillant.

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Nel primo trimestre dell’anno EssilorLuxottica ha registrato un fatturato consolidato di 5.607 milioni, con un aumento del 33,1% a cambi costanti rispetto al primo trimestre 2021.

I ricavi comparabili, che meglio riflettono l’andamento industriale inserendo pro forma nel 2021 GrandVision e le cessioni conseguenti chieste dalle autorità Antitrust, sono cresciuti dell’11,5%.

Le zone Emea (Europe, Middle East e Africa) e America Latina sono in aumento a doppia cifra. «Solido il Nord America», segnala la società, secondo la quale dopo i picchi Covid «la categoria sole torna alla normalità, grazie alle riaperture e alla spinta del lusso».

Renault: fatturato trimestre cala a 9,7 miliardi, pesa guerra

Sul fronte automotive, il gruppo Renault chiude il primo trimestre con il fatturato in calo a 9,7 miliardi di euro (-2,7%), in un contesto difficile a causa della crisi dei semiconduttori e della guerra in Ucraina.

Il gruppo ha venduto 552.000 veicoli, in calo del -17,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Renault prosegue la sua politica commerciale incentrata sulla creazione di valore, che porta ad un aumento del mix nei canali più redditizi. Dei cinque principali paesi europei (Francia, Germania, Spagna, Italia, Regno Unito), il mix retail rappresenta il 69% rispetto al 54% del primo trimestre del 2021.

Il fatturato di Avtovaz Renault Russia è stato di 0,9 miliardi di euro, in calo del 15,7%, con l’attività che ha subito un forte impatto a partire da febbraio a causa del conflitto in Ucraina. Il contributo di Avtovaz ammonta a a 527 milioni di euro, con un calo del 23,1%. Il fatturato di Renault Russia ammonta a 367 milioni di euro, in calo del 2,1%. Escludendo le attività di Avtovaz e Renault Russia, il fatturato del Gruppo ammonta a 8,9 miliardi di euro, in calo dell’1,1% e il fatturato automotive è stato di 8,1 miliardi di euro, in calo dell’1,0%.

Il gruppo conferma le sue prospettive finanziarie annunciate il 23 marzo 2022. Renault presenterà, in occasione di un Capital Market Day nell’autunno del 2022, un aggiornamento dei suoi obiettivi finanziari obiettivi finanziari e della sua strategia. In un contesto di mercato «fortemente turbato dal conflitto in Ucraina, dalla crisi dei semiconduttori e dall inflazione, il Gruppo Renault prosegue la sua ripresa e accelera», afferma Thierry Piéton, direttore finanziario del Gruppo Renault.

Volvo: nel trimestre fatturato sale a 10,2 miliardi di euro

Il gruppo Volvo chiude invece il primo trimestre del 2022 con un fatturato in crescita del 12% a 105,3 miliardi di corone svedesi (10,21 miliardi di euro). L’utile operativo rettificato è aumentato a 12,7 miliardi di corone svedesi (1,23 miliardi di euro) e un margine operativo rettificato del 12,0%.

Gli ordini di camion nel periodo è sceso del 47% rispetto all’anno precedente. «Stiamo facendo tutto il possibile per ridurre tempi di consegna ai nostri clienti», ha detto l’amministratore delegato Martin Lundstedt. «Tuttavia, la situazione nella catena di approvvigionamento globale per semiconduttori e altri componenti rimane instabile».

Il gruppo ha rivisto al ribasso le sue previsioni per quest’anno nel mercato dei camion in Cina mentre ha lasciato invariate le stime per l’Europa e il Nord America. «L’attività economica ha continuato ad essere buona con alti volumi di trasporto e una buona attività di costruzione nella maggior parte dei mercati», conclude Lundstedt.

Holcim: stime 2022 riviste al rialzo

Tra le altre trimestrali diffuse oggi quella del gigante dei materiali da costruzione Holcim, che ha generato un fatturato di 6,44 miliardi di franchi svizzeri nei primi tre mesi dell’anno, in crescita dell’11,4% su base comparabile. La redditività operativa è aumentata in maniera più marcata con l’Ebit che cresce di oltre il 16% a 614 milioni, secondo il rapporto intermedio pubblicato oggi.

La direzione ha rivisto al rialzo le ambizioni per l’intero anno finanziario, prevedendo ora una crescita complessiva di circa l’8% su base comparabile, rispetto al 6% precedente. La crescita delle vendite dovrebbe addirittura raggiungere il 10% in franchi.

Schindler: fatturato +1,2% a 2,63 miliardi

Il produttore di ascensori e scale mobili Schindler ha riscontrato difficoltà nei primi tre mesi del 2022, dopo aver subito un rallentamento alla fine dello scorso anno. Il gruppo però ha confermato le sue aspettative per l’intero anno.

Nel primo trimestre, le nuove ordinazioni sono aumentate del 7,7% a 3,16 miliardi di franchi, ma il fatturato è cresciuto solo dell’1,2% a 2,63 miliardi, ha annunciato il gruppo di Lucerna in un comunicato. Escludendo gli effetti dei cambi, la crescita ha raggiunto l’1,9%.

In termini di redditività, la società ha registrato una diminuzione dell’utile operativo del 26,7% a 211 milioni di franchi e l’utile netto è crollato del 32,4% a 144 milioni. Schindler aveva già avvertito a metà febbraio che si aspettava un forte calo della redditività nella prima metà dell’anno. Il gruppo ha spiegato oggi che ha subito una forte pressione a causa di problemi di approvvigionamento, costi crescenti e confinamenti in Cina.

Per ovviare a queste difficoltà, l’azienda intende aumentare i prezzi, ridurre l’offerta e migliorare l’efficienza. Il numero di posizioni dirigenziali dovrà essere ridotto. La direzione si aspetta una performance del secondo trimestre “simile” a quella dei primi tre mesi dell’anno. Il gruppo prevede una crescita del fatturato dall’1% al 6% in valute locali.

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