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triplicati gli acquisti di energia elettrica e gas

di Centro studi istituto Tagliacarne

2' di lettura

Il tema dell’inflazione, oltre a ripercussioni su vari aspetti della vita quotidiana pone anche serie difficoltà nella valutazione degli andamenti economici che vengono espressi esclusivamente a prezzi correnti. L’export italiano del primo trimestre 2022 rappresenta una lampante evidenza di questo assunto. Nei primi 90 giorni di quest’anno le esportazioni del “Made in Italy” hanno decisamente superato quelle dell’analogo periodo del 2021 (che già si poteva definire come post-pandemico) di quasi il 23%. Ma alla crescita dei valori economici non ha corrisposto una analoga crescita delle quantità vendute che sono cresciute solo del 11% rendendo quindi difficile capire se le esportazioni sono cresciute per capacità o solo per gli effetti inflattivi. In Lombardia, però, valori e quantità sono andati di pari passo il che significa che un’analisi delle variazioni dei valori esportati (variabile per la quale si dispongono di maggiori informazioni) può avere un significato economico. Il territorio lombardo esce trasversalmente piuttosto bene da questi primi 90 giorni con tassi di crescita compresi fra il +16,2% della provincia di Como - con storiche specializzazioni come i mobili e i tessuti che riportano picchi di crescita del ’21 - e il +31,7% di Varese, trascinata dagli articoli in materie plastiche e dalle altre macchine per impieghi speciali. Più in generale tutte le 25 merci maggiormente esportate in questo primo trimestre in regione hanno evidenziato una espansione delle vendite rispetto a 12 mesi fa e che ha visto grandi protagonisti i prodotti chimici, plastici e in gomma (+28,3%) e gli articoli di abbigliamento (+32,7%). Ma in questo trimestre non si può parlare di commercio estero se non si tengono in conto anche le importazioni. Infatti, il dato decisamente più significativo nei primi novanta giorni del 2022 è la netta impennata dei valori economici (quasi triplicatisi sia a livello nazionale che lombardo) degli acquisti oltre frontiera di energia elettrica, gas naturale e petrolio greggio. Ciò ha contribuito a far diventare negativo il saldo commerciale nazionale e a peggiorare ulteriormente quello lombardo che già nei primi 90 giorni del 2021 presentava il segno meno.
A partire dai prodotti più venduti che sono quelli chimici, plastici e in gomma il cui rapporto export/import è sceso da 0,58 a 0,47. Fatta eccezione per l’abbigliamento, infatti, nella top ten dei beni più esportati si rilevano ovunque contrazioni pesanti del saldo commerciale in particolare per quanto riguarda le macchine per impieghi speciali che registrano il dato peggiore con un saldo commerciale che passa da 788 a 596 milioni di euro. Entrando all’interno del territorio, 10 delle 12 province/città metropolitane della regione hanno visto un peggioramento del saldo commerciale. A distinguersi positivamente sono infatti solo Milano e Varese. È in particolare la fascia padana ad essere la più colpita, ad esclusione di Cremona, e a cui si aggiunge la provincia di Sondrio.

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