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Trivelle, proroghe e bollette: oggi in Cdm le novità del Dl Aiuti-quater

In arrivo gli interventi da 9,1 miliardi per sostenere famiglie e imprese: nel provvedimento sarà inserito anche il via libera alle trivellazioni

Articolo aggiornato il 10 novembre 2022 alle ore 7.30

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3' di lettura

Vale 9,1 miliardi il decreto Aiuti-quater in arrivo oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri. La norma che dovrebbe dare sollievo alla stangata del caro bollette su famiglie e imprese attende il voto del Parlamento alla relazione per autorizzare lo scostamento del deficit atteso nei prossimi giorni e a liberare le risorse necessarie per finanziare le misure in arrivo. «Il Governo sta verificando la possibilità di impiegare le risorse disponibili della programmazione 2014-2020 dei Fondi strutturali e di investimento europei per misure di riduzioni dei costi energetici di imprese e famiglie», anticipa il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in audizione sulla Nadef, spiegando che si lavora anche alla possibilità di rateizzare le bollette per l'elettricità.

Dagli sconti per imprese e famiglie alla riduzione di 30,5 centesimi sulle accise, gli interventi contro i rincari richiederanno risorse tra i 4 e i 5 miliardi, la parte restante andrà alle misure che impattano il 2023. Il dl, che dovrebbe essere approvato in serata, inizierà poi il suo iter parlamentare al Senato. «Con il prossimo decreto-legge saranno confermate, anche per il mese di dicembre 2022, le misure che riconoscono, a parziale compensazione dei maggiori oneri sostenuti, contributi straordinari, sotto forma di crediti d'imposta, pari a una quota delle spese sostenute per l'acquisto di energia elettrica e gas naturale», ha annunciato il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, in audizione sulla Nadef davanti le commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato.

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Inoltre «sarà prorogata fino al 31 dicembre 2022 la riduzione delle aliquote di accisa su benzina, gasolio, Gpl e gas naturale impiegati come carburanti; per quest'ultimo sarà confermata fino al 31 dicembre la riduzione dell'Iva al 5%». Nel decreto tra le altre misure, potrebbe essere anche inserita la norma per innalzare da 600 a mille euro il tetto dei fringe benefit con cui pagare le bollette. Messe in sicurezza le misure fino a fine anno, il governo predisporrà poi con la manovra con una dotazione lorda di circa 30 miliardi, anche se il ministro non si è pronunciato sull’entità complessiva

Il nodo 2023

Il decreto varrà dunque 9,1 miliardi di euro tra proroghe e altre misure da finanziare ma che avranno effetto sugli anni a venire. Ancora è in fase di definizione ma, a quanto si apprende, per gli interventi contro il caro energia servirebbero 6-7 miliardi, il resto andrebbe alle misure con impatto negli anni successivi. Per la manovra 2023 “lorda” servirebbero invece oltre trenta miliardi, per riproporre le misure contro il caro energia e avviare gli interventi cardine promessi in campagna elettorale: flat tax e pensioni, in testa. Il rialzo del deficit del 2023 di 1,1 punti - dal 3,4% al 4,5% ha creato un margine di manovra pari a circa 23 miliardi (circa 10 miliardi sono eredità del governo Draghi). Energia a parte, gli interventi fiscali (flat tax ed eventuale rialzo del cuneo fiscale) e quelli previdenziali (primo intervento sulle pensioni per superare la Fornero) andrebbero finanziati con risparmi equivalenti da reperire entro gli stessi settori. Dopo il via libera delle Camere, la Nota aggiornata passerà al vaglio di Bruxelles.

Avanti tutta sulle trivelle

Cambia invece treno normativo la decisione sulle trivelle. Il provvedimento riguardante le nuove concessioni per aumentare l’estrazione di gas in Adriatico che ha avuto il via libera dello scorso Cdm - secondo quanto si apprende da fonti parlamentari - non sarà inserito come emendamento del governo al dl Aiuti-ter in discussione in commissione speciale alle Camera. Le misure entreranno invece nel decreto Aiuti-quater. «Abbiamo approvato la norma sulla produzione di gas nazionale perché è finito il tempo dei no a tutti i costi: quello che serve all’Italia va fatto e vogliamo aiutare le aziende in difficoltà», ha detto la premier Giorgia Meloni nel corso dell’assemblea dei gruppi Fdi.

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