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«Trono di spade», pure gli economisti scommettono su come andrà a finire

di Marco Valsania

L’ultima stagione del Trono di spade

4' di lettura

Westeros ha un’economia di guerra, è una società immaginaria ispirata al Medioevo con poco tempo per accademici e analisti a meno che non impugnino anche spade, lance o asce o possano schierare dragoni fiammeggianti.

Ma Il Trono di Spade , Games of Thrones, la serie Tv fenomeno di Hbo giunta tra attese spasmodiche alla stagione finale è diventata oggetto di culto anche tra economisti e professionisti della finanza. Viene esaminata per carpire lezioni di strategia, di leadership e di management. O anche solo per mettere alla prove le doti analitiche e previsionali, partecipando a giochi di scommesse «intellettuali» su chi, in questa storia di fantasia, ha i numeri per sopravvivere una volta spento il clamore delle battaglie e finita la minaccia del Re della Notte e delle armate in calo dai ghiacciai del nord. Chi si siederà sull’Iron Throne, il Trono di spade, appunto.

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Ebbene le «puntate» degli economisti, stando ai sondaggi ormai ossessivi condotti dai media americani, appaiono a volte controcorrente: a prendere quota, prima che si sollevi il sipario sullo show, quale meglio posizionata per un successo è Sansa Stark. La figlia maggiore del decapitato (ormai sette stagioni or sono) Ned Stark, signore di Winterfell e del settentrione la cui morte nei fatti scatenò l’intera saga. Sansa appare ricevere oggi più consensi del suo popolare fratellastro, figlio adottivo di Ned ed eroe forse troppo idealista John Snow. Più della sorella minore Arya, diventata un’assassina professionista seppur dedita a eliminare i cattivi. Secondo gli scommettitore, nulla potrà neppure Daenerys, sensuale e carismatica regina erede di vecchi di una vecchia dinastia e forte della fiducia di orde di guerrieri nomadi e ex schiavi pretoriani castrati. Nonché madre di dragoni volanti che incutono terrore. Come niente potrà l’altra potente regina della storia, la subdola e complottista Cercei, leader «transazionale» per eccellenza che comanda la capitale dei Sette Regni di King’s Landing. E neppure i suoi meno cattivi fratelli, il consigliere Tyrion e il guerriero Jamie. Fuori gioco quel cattivone del Re della Notte che si appresta a invadere Westeros, un personaggio il cui successo apparirebbe un po’ troppo apocalittico obliterando la civiltà.

Sansa vince a tavolino, tra gli analisti economici e i docenti di business, perché è quella che più sembra aver imparato da errori propri e altrui, strategica e pragmatica allo stesso tempo, capace di alleanze diplomatiche ma anche donna d’azione. Ha visto anzitutto le mancanze del padre che, tradito da un eccessivo orgoglio, non intuì le manovre che lo portarono al patibolo. La ragazza è stata esposta inoltre a leader diversi, sapendosi adattare alle circostanze e a sopravvivere a gravi abusi e tradimenti. Il fan piu' convinto di Sansa Stark è forse il docente di business Bruce Craven della Columbia University. Craven evidenzia come Sansa sia il personaggio più maturato come leader, rispetto agli inizi di principessa ingenua e impaurita. Aggiunge che «ha avuto incontri ravvicinati con il più vasto e differenziato ventaglio di leader». Un know how, una saggezza e scaltrezza che più compensano l’assenza di draghi e qualità da assassino o da eroe. Craven è sicuramente un appassionato dello show e delle doti enunciate: ha scritto un libro dal titolo significativo Win or Die: Leadership Secrets from Games of Thrones.

Ma con lui concorda il direttore della ricerca della Fed di Minneapolis, Mark Wright: Sansa, a suo avviso, avrebbe oltretutto un vantaggio nelle risorse, negli strumenti stessi di guerra. Sostiene che in tutti i classici conflitti, dalla Guerra civile americana alla Seconda guerra mondiale, gli eserciti vittoriosi hanno sempre avuto una simile superiorità nell’equipaggiamento, nei rifornimenti, nelle truppe. I veri rivali di Sansa appaiono adesso invece indeboliti, militarmente e economicamente. «Un esercito marcia con lo stomaco», dice Wright citando Napoleone. Sansa ha sotto il suo comando, tra l’altro, anche il regno dei Knights of the Vale, cavalieri ben armati risparmiati finora da estenuanti scontri, con le terre sono tra le più fertili, ricche e meno devastate.

Sansa non è però la scelta incontrastata. Tra gli economisti emerge un’altra candidatura ancora più a sorpresa per una vittoria finale: quella di Bran Stark, il fratello mistico e paralizzato. Di sicuro vanta poteri che hanno del soprannaturale: viaggia nel tempo con la mente e sciorina profezie con la freddezza e il distacco di un Oracolo. La sua stranezza e il suo isolamento lo rendono un potenziale candidato a rimanere l’ultimo in vita. Gli analisti indicano che le sue chance sono salite sul mercato delle scommesse: è tra i grandi favorito di siti quali Boyle Sports, Bovada, Oddshecker e Gambing.com. Qualcuno, anche tra gli economisti, è però meno azzardato nella previsioni: crede che a emergere dai colpi di scena, che nel corso dell’intera serie hanno eliminato senza remore molti protagonisti, saranno i personaggi oggi più popolari, John Snow e Daenerys, che si scoprono legati da parentale e affetti. Loro e i dragoni.

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