Covid

«Troppe criticità nella gestione delle quarantene». Aumentano le classi in Dad

I presidi lanciano l’allarme. Tornano anche le polemiche sull'utilizzo delle scuole come sede di seggio elettorale. Manca il personale amministrativo.

di Redazione Scuola

(ake1150 - stock.adobe.com)

2' di lettura

Mentre cresce il numero delle classi in didattica a distanza - solo a Milano sono arrivate a 90; 25 in Liguria - e con diverse criticità nella gestione delle quarantene, al punto che i dirigenti scolastici che hanno preso carta e penna per scrivere, nel Lazio, al Provveditore e alla Regione, si avvicina la data delle elezioni amministrative di ottobre e con queste tornano le polemiche sull'utilizzo delle scuole come sede di seggio elettorale. «Ancora una volta la scuola viene considerata come un'appendice delle altre istituzioni, una sorta di dependance da utilizzare per fini utili non alla scuola! Dopo tanto parlare dell'importanza della didattica in presenza, della necessità di evitare ad ogni costo la Dad, ecco che si presenta l'ennesima prova dello scarso interesse del potere pubblico per la formazione dei nostri ragazzi», lamenta il presidente dell'Associazione presidi di Roma Mario Rusconi. «Cosa diciamo ai nostri bimbi e ragazzi sulla chiusura annunciata delle scuole sede di seggio, centinaia nella sola Roma? Possibile che le nostre ormai vecchie proposte di luoghi alternativi non abbiano trovato spazio nemmeno in uno dei programmi politici sbandierati in questi giorni dai candidati alle elezioni?», aggiunge.

I seggi elettorali

In realtà quest'anno, grazie a un fondo da 2 milioni di euro voluto da M5S, 117 sindaci hanno trovato sedi di seggio alternative alle scuole e oltre 30mila studenti non dovranno stare a casa e potranno andare in classe. Sono stati spostati 510 seggi in palestre comunali, strutture polivalenti e uffici municipali dismessi. Non solo: il Viminale si è impegnato a stanziare fondi per i prossimi anni, in modo che all'iniziativa possano aderire altri 200 Comuni - non interessati da queste elezioni - che hanno già detto di voler spostare seggi. Dagli enti locali sono arrivate richieste per 8,5 milioni mettere i seggi elettorali fuori dagli istituti scolastici, in altri locali. La gestione delle quarantene, intanto, crea malumori all'interno delle scuole.

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Organici amministrativi sottodimensionati

«Tutto l'impegno di segnalazione, di rilevazione dei tracciamenti, di trasferimento delle comunicazioni, di controllo di fine quarantena ricade sulle scuole, con un carico di lavoro significativo a fronte di organici amministrativi sottodimensionati e di compiti che rientrano in modo evidente nelle competenze degli organi sanitari e non in quelli delle istituzioni scolastiche», scrive Cristina Costarelli, preside del Liceo Newton di Roma e presidente dell'Associazione nazionale presidi del Anp Lazio. I dirigenti chiedono di convocare al più presto un tavolo tecnico per «analizzare le criticità e trovare strade sostenibili per le scuole».

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