Covid e lavoro

Troppe incertezze: Apple rinvia il ritorno in ufficio al 2022. E non è la sola

L’azienda di Cupertino ha infatti deciso di tenere a casa i suoi impiegati almeno fino al gennaio del 2022, rinviando quindi il ritorno previsto per ottobre

Lo Steve Jobs Theater nel quartier generale di Apple a Cupertino (Reuters)

2' di lettura

Troppe incertezze: Apple rinvia a gennaio il ritorno in presenza ufficio. Secondo quanto riferisce Bloomberg, l’azienda di Cupertino ha infatti deciso di tenere a casa i suoi impiegati almeno fino al gennaio del 2022, rinviando quindi il ritorno previsto per ottobre. La decisione è stata presa per i timori legati all’aumento dei contagi Covid a causa delle varianti del virus. Inizialmente la Apple aveva previsto il ritorno alla normalità già a settembre, ma poi aveva fatto slittare tutto di un mese. Ora, soprattutto alla luce dell’aggressività con cui si diffonde la variante Delta, la drastica decisione di aspettare fino al prossimo anno.

Non è un caso isolato. Decisione analoga è stato presa da Facebook, mentre Google e Uber vincolano il ritorno in ufficio al completamento della vaccinazione.

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Decisione per tutti i dipendenti nel mondo

«Sono consapevole del sentimento di frustrazione per il fatto che la pandemia non è ancora finita - ha scritto in una nota ai dipendenti Deirdre O’Brien, uno dei vicepresidenti di Apple - Per molti colleghi in tutto il mondo questo è stato un periodo di grande tragedia e sofferenza. Sappiate che siamo tutti qui a sostenerci l’un l’altro in questi tempi difficili». Apple ha complessivamente 80mila dipendenti negli Stati Uniti ma la decisione riguarda tutti i suoi lavoratori nel mondo.

Ritorno con due giorni a casa

Fin dall’inizio della pandemia la Silicon Valley è stata in prima linea nello spingere sul fronte del lavoro in remoto. Twitter e Facebook in particolare sono state tra le prime aziende tecnologiche a richiedere ai propri impiegati di lavorare da casa già agli inizi del 2020. Apple invece è stata l’azienda che ha fatto più resistenza, nel timore di perdere la sua cultura di lavoro in presenza. Ma lo scorso giugno oltre 1.800 impiegati avevano scritto una lettera a Tim Cook sostenendo che la presenza forzata avrebbe costretto molti di essi a lasciare l’azienda. Quando agli impiegati sarà chiesto di ritornare, dovranno lavorare in ufficio almeno tre giorni a settimana - lunedì, mercoledì e giovedì - mentre ci sarà la possibilità di lavorare in remoto il mercoledì e il venerdì.

Molte aziende tech scelgono la stessa strada

Apple inoltre non ha intenzione di chiudere i propri negozi, e al momento non ha chiesto obbligo di vaccinazione o di test a differenza di Google, Facebook, Uber o Lyft. Tuttavia l’azienda è stata costretta a chiudere uno dei suoi punti vendita in South Carolina dopo che più di venti impiegati sono risultati positivi. È stato inoltre reintrodotto l’obbligo di mascherina dopo che era stato abolito lo scorso giugno. Apple non è l’unica tra le grandi aziende tecnologiche a decidere di rinviare il ritorno agli uffici a causa delle varianti. Lo stesso hanno fanno Amazon, Microsoft, Facebook e Twitter, quest’ultima è stata costretta a chiudere le sue sedi di San Francisco e New York neanche dopo due settimane dalla riapertura.

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