ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’addio alla Regina

Troppi fiori per Elisabetta: 500 milioni di acquisti, Uk chiede aiuto all’Olanda

Boom di vendite senza precedenti: tutto esaurito dai fiorai. Boccata d’ossigeno per l’economia in affanno: 80% dei fiori arriva da Amsterdam.

di Simone Filippetti

(Foto Epa)

3' di lettura

Una jeep verde dal vano scoperto, con il logo Royal Parks, si fa strada lentamente tra la folla oceanica, assiepata a Green Park. E' carica di fiori, di tutti i colori e tutti i tipi, mazzi grandi e piccoli, in omaggio alla defunta Regina Elisabetta II. Ne arrivano di continuo di questi pick-up nel parco adiacente a Buckingham Palace: scaricano fiori che vengono posati a formare immense serpentine di fiori.
Davanti al palazzo, tutto transennato per i preparativi del funerale di Stato, per i fiori non c'è più posto. I cancelli traboccano di omaggi. Già dalla sera dell'8 settembre, quando è arrivato l'annuncio della morte, la gente ha iniziato spontaneamente a depositare fiori. Sono così tanti che non si sa più dove mettere la marea di omaggi che continuano ad arrivare. E non è ancora il giorno del funerale: per il 19 settembre, giorno del grande funerale di Stato, è attesa un'apoteosi di fiori e l'intero Green Park sarà un immenso memoriale improvvisato.

“Sold Out” ovunque

Ditelo con i fiori, nel Regno Unito che piange la scomparsa della sovrana più amata e longeva, è molto più di uno slogan. Una quantità mai vista prima di mazzi sta sommergendo il paese, dal palazzo della corona alla Cattedrale di Sant'Egidio a Edimburgo, dove la salma. Milioni di persone rendono o aggio depositando fiori. Da Pulbrook&Gould, piccola e graziosa boutique di fiori che sembra una gioielleria, uno dei fiorai più vicini a Buckingham Palace non era mai successo di rimanere senza merce, racconta il proprietario. Qualcuno si è limitato a un solo stelo, ma c'è anche chi ha addirittura comprato bouquet da 100 sterline. Nessuno si aspettava una tale corsa ai fiori. Già alle prime ore del mattino dopo la morte, tutti i negozi di fuori dentro a Victoria Station, una delle stazioni ferroviarie più affollate della capital, avevano esaurito qualsiasi cosa. Ha dovuto alzare bandiera bianca anche Marks&Spencer: la grande catena di supermercati in UK ha gli scaffali floreali vuoti. E come sempre quando la domanda, di qualsiasi cosa, si impenna; e l'offerta invece scarseggia, scattano speculazioni e soluzioni creative: una singola rosa è arrivata a costare 10 Sterline (circa 12 Euro). Sono anche comparsi “abusivi” che girano con secchi di rose, eresia per la cultura britannica.

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Un mercato da 1 miliardo di sterline

Gli inglesi hanno una vera e propria passione per i fiori. Amano regalarli a ogni occasione; ci sono baracchini di fiorai a ogni angolo di strada; ogni edicola vende rose. Nel 2018, secondo i dati della BFA, l'associazione britannica dei florovivaisti, sono stati venduti fiori per 1,3 miliardi di sterline. La pandemia ha drasticamente ridotto occasioni di viaggio e di incontro: nel 2021 il mercato dei fiori nel Regno Unito era sceso a 850 milioni.Il grosso arriva da quell'Unione Europea che la Gran Bretagna ha sdegnosamente lasciato: su ogni 10 mazzi depositati dai sudditi, 8 arrivano dai Paesi Bassi. Olanda rifornisce 80% dei fiori in vendita, con una parte che proviene dal Kenya. E proprio all'Olanda, i grossisti inglesi stanno implorando di inviare carichi speciali.

Il record di Lady D

Quando morì Lady Diana, 25 anni fa e casualità della storia il funerale cadde sempre di settembre, furono venduti 60 milioni di fiori, un numero record mai visto prima. Per la Regina è probabile che quella cifra monstre sarà superata. Ipotizzando uno scontrino medio di 20 sterline a mazzo, gli inglesi spenderanno 500 milioni di sterline.

Esulta l'Olanda

Proprio banali e modesti fiori potrebbero ridare una boccata d'ossigeno a un'economia in affanno, che già sente i primi sintomi della recessione e che si prepara a un inverno terribile. A Luglio, con un'estate peraltro mai così calda e soleggiata che ha aiutato i consumi, il Pil è rimasto anemico: un misero +0,2%, e pure più basso delle attese. Numeri che preoccupano Governo e Parlamento, dove ieri mattina Re Carlo ha parlato prima di volare in Scozia. I fiorai inglesi, e l'economia, ringraziano il cordoglio per la Regina. Ma ancora di più esultano le serre olandesi: sono loro che alla fine incasseranno i maggiori guadagni.

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