CITTA’ D’ARTE ASSEDIATA

Troppi turisti a Firenze: dal centro spariscono anche i risciò

di Silvia Pieraccini


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Ansa

3' di lettura

Riuscire a contenere il turismo maleducato e ciabattone, sempre pronto a moltiplicarsi occupando spazi e mezzi, è un'impresa quasi impossibile nelle città d'arte come Firenze, che non hanno adottato per tempo strumenti per indirizzare e regolare l'assalto (5,2 milioni di turisti arrivati nella provincia fiorentina nel 2017, in crescita del 5,9%, e quasi 15 milioni di pernottamenti). L'unica speranza oggi è riposta nei rimedi-tampone, che infatti l'Amministrazione comunale guidata da Dario Nardella sta provando, sperimentando, aggiustando e arricchendo.

Vietata la circolazione dei risciò e i pacchetti saltacode

L'ultima delibera in ordine di tempo, varata pochi giorni fa dalla Giunta comunale e ora in attesa di avere il via definitivo in Consiglio, vieta la circolazione dei risciò porta-turisti in parte del centro storico (nell'area tutelata dall'Unesco come patrimonio dell'Umanità) e vieta anche l'offerta di pacchetti turistici “salta-code” sul suolo pubblico: si tratta dei biglietti per l'ingresso ai musei – di solito gli Uffizi o l'Accademia - abbinati alla visita guidata, che le agenzie propongono (a caro prezzo!) ai turisti sfiniti o scoraggiati dall'attesa, e che permettono di entrare a un'ora prefissata (perché sono stati acquistati in anticipo con i diritti di prenotazione).

Già oggi la vendita di questi pacchetti non può svolgersi sul suolo pubblico (e infatti avviene in locali presi in affitto dalle agenzie turistiche vicino ai musei), ma d'ora in poi sarà vietata anche la semplice offerta da parte dei “bagarini”. La nuova stretta sarà fatta attraverso una modifica al regolamento per la tutela del centro storico, che già l'anno scorso ha portato a vietare (per tre anni) l'apertura di nuovi ristoranti, trattorie, pizzerie, paninerie e tutto quello che rientra sotto la categoria “somministrazione di cibo” all'interno dell'area Unesco, delimitato dalla cerchia dei viali di circonvallazione. Quell'operazione ha imposto un argine al “mangificio” dando “risultati importanti” secondo l'assessore fiorentino al turismo Cecilia Del Re: “Abbiamo bloccato le nuove aperture di attività di vendita e somministrazione alimentare in centro – spiega - e sono aumentate quelle fuori dall'area Unesco, che hanno permesso di alleggerire la pressione sul centro storico e hanno favorito lo sviluppo degli altri quartieri della città”.

L’algoritmo per gli Uffizi
Le nuove norme prevedono anche la possibilità per il Comune di stipulare convenzioni con i musei per permettere al personale museale di informare e indirizzare, sul suolo pubblico, il turista riguardo a prezzi, orari e modalità. Su questo fronte peraltro dovrebbe partire presto un nuovo sistema elimina-code in via di sperimentazione agli Uffizi: grazie a un algoritmo, messo a punto con l'Università dell'Aquila, il visitatore, una volta arrivato al museo, ritirerà da un totem interattivo un tagliando sul quale sarà indicato l'orario in cui ripresentarsi per evitare la coda. L'orario viene calcolato tenendo conto delle persone all'interno del museo, della permanenza media, delle condizioni meteo, dei check point interni e di altri parametri attuali e storici. Il sistema elimina-code partirà a pieno regime nella primavera 2019. Infine, nelle modifiche al regolamento per la tutela del centro storico il Comune di Firenze ha introdotto una regolamentazione per i risciò, in modo da consentire ai mezzi con più di due ruote utilizzati a fini turistici di entrare e circolare solo in alcune zone dell'area Unesco, che saranno individuate in accordo con la Sovrintendenza. Un altro tentativo per decongestionare e dirottare i flussi: funzionerà?

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