squilibri macroeconomici eccessivi

Troppo debito e poca competitività, Italia sotto esame a Bruxelles

La Commissione Ue annuncia un’indagine sull’Italia, che con Grecia e Cipro è uno de tre Paesi segnati da squilibri macroecnomici eccessivi. Ma sotto la lente di Bruxelles finiscono anche altri dieci Paesi, tra cui Germania e Francia

di Beda Romano

Il commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni (a sinistra) e il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis

2' di lettura

BRUXELLES (Dal nostro corrispondente) – La Commissione europea ha annunciato martedì 17 dicembre che effettuerà nei confronti dell’Italia un’indagine approfondita per capire rischi e gravità degli squilibri macroeconomici di cui è oggetto il Paese. Altri 12 paesi verranno sottoposti a una analisi simile, tra cui la Germania e la Francia.
Più in generale, nel caso di un peggioramento della situazione economica, l’esecutivo comunitario suggerisce ai paesi un maggiore coordinamento delle politiche di bilancio.

Tredici Paesi sotto la lente
Sono 13 gli stati membri che saranno oggetto di una nuova indagine approfondita. Ma i paesi che sono segnati da uno squilibrio eccessivo sono solo tre: Cipro, Grecia e l’Italia. Quest’ultima, come negli anni scorsi, rimane caratterizzata da un elevato debito pubblico e da una bassa competitività economica. Gli altri Paesi segnati da squilibri macroeconomici sono la Francia, la Svezia, la Bulgaria, la Croazia, l’Irlanda, il Portogallo, la Romania, la Spagna, l’Olanda e la Germania.

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L’attivo troppo elevato di Germania e Olanda
Ai due ultimi Paesi è rimproverato un elevato attivo delle partite correnti. A questo riguardo, nel suo rapporto appena pubblicato Bruxelles suggerisce un maggiore coordinamento delle politiche di bilancio tra i Paesi della zona euro. Si precisa altresì che «i Paesi con debiti elevati devono perseguire politiche prudenti in modo da porre il debito pubblico su un sentiero di calo che sia credibile». Viceversa, Paesi con maggiore spazio di manovra devono «promuovere investimenti di alta qualità».

«In caso di un peggioramento delle prospettive economiche – spiega sempre la Commissione europea rivolgendosi ai ministri delle Finanze - i Paesi membri dovrebbero mettere a punto a livello aggregato una posizione di bilancio che sia di sostegno, perseguendo politiche nel pieno rispetto del Patto di Stabilità e Crescita, tenendo conto delle circostanze specifiche per paese, evitando se possibile misure pro-cicliche e infine rimanendo pronti a coordinare le politiche» nell’Eurogruppo.

Niente scorporo degli investimenti verdi

La Commissione ha poi ricordato l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. In questo senso, Bruxelles non dà il suo benestare esplicito alla possibilità di scorporare investimenti verdi dal calcolo del deficit pubblico, come proposto da alcuni: «La flessibilità consentita nell’ambito del Patto di Stabilità e Crescita – si legge nel suo rapporto - dovrebbe essere pienamente utilizzata per consentire gli investimenti necessari, salvaguardando al contempo la sostenibilità di bilancio».

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