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Truffe online: sequestrati i conti di Soldo Ltd. La società: «Operato nel rispetto della normativa»

Indagato il legale rappresentante Carlo Gualandri, già fondatore di Virgilio e Gioco Digitale. Accusa di non aver svolto verifiche. La società: «Tutte le società di servizi finanziari del Gruppo Soldo hanno sempre operato nel pieno rispetto della normativa di riferimento implementando ed efficacemente attuando un sistema di controlli interni adeguati alla prevenzione del rischio-reato»

di Ivan Cimmarusti

3' di lettura

Il fondatore di Virgilio e Gioco Digitale, Carlo Gualandri, finisce nel registro degli indagati della Procura di Parma con l’potesi di ostacolo alle funzioni dell’autorità di vigilanza (articolo 2638, comma 2, del Codice civile), abusiva emissione di moneta elettronica (articolo 131-bis del Tub) e abusiva attività di prestazione di servizi di pagamento (articolo 131-ter del Tub).

Il fatto

L’inchiesta riguarda la società Soldo Financial Service, Istituto di moneta elettronica con sede dapprima nel Regno Unito e poi, a seguito della Brexit, in Irlanda. Secondo la Procura di Parma la società sarebbe stata utilizzata da una rete di truffatori che vendono merci di vario genere online incamerando i guadagni illeciti sui conti di Soldo. L’azienda è accusata di non aver adeguatamente svolto i controlli.

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Truffe online

I pubblici ministeri e la Guardia di finanza di Parma - lo stesso nucleo che ha indagato anche sul caso Parmalat – hanno chiesto e ottenuto il sequestro preventivo-impeditivo di tutti i conti correnti aperti in Italia della società.

Le attività di polizia giudiziaria sono scaturite da numerose truffe online da diverse località del territorio nazionale, accomunate dalla ricorrenza dei conti bancari, accesi presso la filiale di un istituto di credito di Parma, sui quali le persone offese hanno denunciato di aver effettuato il pagamento delle somme truffate.

Lo schema

A titolo esemplificativo, i clienti di Soldo pubblicavano online la vendita di prodotti vari. Il denaro ricevuto confluiva nel conto corrente della stessa Soldo, da dove poi i truffatori potevano fare i prelievi. Il punto è che la merce non sarebbe mai arrivata a destinazione.

I casi sono diversi: un soggetto truffato ha denunciato di aver trattato la vendita on line di un'autovettura e di aver corrisposto a una concessionaria – rivelatasi poi inesistente – la somma di 15.400 euro, senza poi essere riuscito a ritirare l'auto in quanto il sedicente venditore non è risultato più rintracciabile. In un altro caso, un cittadino truffato avrebbe pagato 150 euro per l'acquisto di un misuratore glicemico visionato su internet, senza averlo mai ricevuto. Un'ulteriore truffa è stata denunciata da una donna che, indotta dalla richiesta telefonica di un sedicente impiegato di banca che le paventava il rischio di perdere i propri risparmi, ha effettuato un bonifico di 14.000 euro su uno dei conti correnti ricorrenti. Ancora, il titolare di una società tedesca ha denunciato di aver acquistato pannelli fotovoltaici pagando a un'impresa italiana, a seguito delle indagini rivelatasi inesistente, la somma di 71.200 euro senza ricevere la merce pattuita.Allo stato, sono state ricostruite ulteriori sessanta denunce per truffe inerenti a decine di acquisti di autovetture, smartphone, tablet, videogiochi ed elettrodomestici. Talvolta un solo cliente della Soldo avrebbe reiteratamente commesso più frodi.

I conti della Soldo

I pagamenti effettuati dalle persone truffate sono confluiti, in prima battuta, sui conti correnti “contenitori” intestati alla Soldo accesi sulla filiale di Parma di un istituto di credito, e poi, tramite procedura da parte della medesima società, convertiti in moneta elettronica e accreditati sui portafogli (wallet - identificati mediante specifico codice noto alla sola Soldo e non anche all'istituto bancario) dei beneficiari truffatori che li hanno prontamente monetizzati.

Le preliminari indagini svolte non hanno consentito di identificare gli autori delle truffe commesse avvalendosi dei conti correnti intestati alla Soldo, le cui modalità di funzionamento hanno di fatto garantito l'assoluto anonimato ai propri clienti grazie all’utilizzo di dati falsi o di nominativi la cui identità era stata sottratta dai truffatori, della mancanza di documenti d’identità, dell’indicazione di indirizzi fasulli e di utenze telefoniche intestate a soggetti extracomunitari.

La posizione della società

Con una nota stampa, la società replica che «il procedimento concerne l’operatività della società inglese Soldo Financial Services Ltd precedente al 31 dicembre 2020 e che i conti correnti oggetto di sequestro non risultano dunque essere in alcun modo depositari di somme di denaro riferibili ai propri clienti». Spiega che «tutte le società di servizi finanziari del Gruppo Soldo hanno sempre operato nel pieno rispetto della normativa di riferimento implementando ed efficacemente attuando un sistema di controlli interni adeguati alla prevenzione del rischio-reato». Aggiunge, inoltre, che «nessuna delle società italiane del Gruppo Soldo – precisamente, Soldo Software Ltd Italian Branch, Soldo Technology S.r.l. e Soldo Italia S.r.l. – hanno mai offerto servizi finanziari trattandosi di società tecnologiche che forniscono servizi software per la gestione delle spese aziendali. Il Gruppo Soldo ha piena fiducia in una rapida e definitiva risoluzione della vicenda, avendo sempre collaborato con le forze di polizia, le autorità giudiziarie e le autorità di vigilanza di tutti i Paesi nei quali il gruppo opera, attraverso la condivisione di tutte le informazioni in proprio possesso».

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