Accusato di riciclaggio internazionale

Truffò Antonio Conte, il broker dei vip Bochicchio arrestato in Indonesia

L’ordinanza cautelare pendeva da mesi, tanto che gli investigatori cercavano Bochicchio almeno dall’estate dello scorso anno

2' di lettura

Massimo Bochicchio, il presunto consulente finanziario già accusato di aver truffato, tra gli altri, l’ex allenatore dell’Inter Antonio Conte per circa 30,6 milioni e altri vip, tra cui l’allenatore Marcello Lippi, è stato arrestato ieri in Indonesia, a Giacarta, in un’inchiesta della sezione di polizia giudiziaria della Gdf di Milano e dei pm Paolo Filippini e Giovanni Polizzi.

L’ordinanza per riciclaggio internazionale, firmata dal gip Chiara Valori, era pendente da mesi e Bochicchio era fuori dall’Italia dal luglio 2020. Nei mesi scorsi a suo carico era stato eseguito un sequestro da circa 10,9 milioni di euro.

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L’inchiesta milanese riguarda l’accusa di riciclaggio internazionale, e non le presunte truffe ai danni di molti vip e imprenditori. L’ordinanza cautelare pendeva da mesi, tanto che, a quanto è stato riferito, gli investigatori cercavano Bochicchio, che lo scorso anno era andato a Dubai, almeno dall’estate dello scorso anno. Il Tribunale del Riesame di Milano a fine marzo ha confermato il sequestro fino a 10,9 milioni di euro, eseguito dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf a febbraio, a carico di Bochicchio, 55 anni.

Nell’inchiesta milanese, coordinata dai pm Filippini e Polizzi e dall’aggiunto Maurizio Romanelli, al broker di origini campane viene contestato di aver riciclato denaro dei suoi clienti. A lui erano stati sequestrati, sempre su ordine del gip Valori, tra le altre cose, un immobile di pregio a Cortina d’Ampezzo (Belluno), un vaso di Picasso e alcune opere di Giacomo Balla e Mario Schifano, foto di Richard Avedon, oltre che un milione di euro su conti correnti e polizze.

Bochicchio dal 2011 in avanti, si legge negli atti, avrebbe “raccolto attraverso le società Kidman Asset Management e Tiber Capital” da lui create, controllate e guidate a Londra (città dove viveva con mogli e figli) “cospicui capitali dei propri clienti”. Soldi che avrebbe dirottato in investimenti “anche in Paesi a ridotta tassazione, massima tutela della riservatezza e bassa collaborazione giudiziaria, come Singapore, Hong Kong ed Emirati Arabi Uniti, promettendo alti rendimenti e, in caso di necessità, anche l’assoluta riservatezza (...), omettendo i controlli antiriciclaggio prescritti”. E cercando di “occultare o ad ostacolare l’identificazione degli effettivi beneficiari delle somme di denaro”, investite con strumenti ad “alto rischio”.

Tra i nomi dei suoi clienti (non indagati) figurano pure il calciatore della Roma Stephan El Shaarawy, l’ex giocatore della Juventus Patrice Evra, Raffaele Trombetta, ambasciatore italiano nel Regno Unito, Marcello Lippi, ex ct della nazionale campione del mondo nel 2006, il figlio Davide e il noto architetto romano Achille Salvagni. Per la presunta truffa a Conte l’indagine è aperta alla Procura di Modena.

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