ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa convention rep day 4

Trump accetta la nomination: Biden distruggerà l’America

Il presidente ha accettato la candidatura con un discorso muscolare di oltre un’ora davanti a 1.500 persone senza distanziamento e senza mascherina

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam

Donald e Melania Trump (Afp)

5' di lettura

WASHINGTON - «Il presidente della gente. Un leader che farà tornare l'ordine e la sicurezza dopo mesi di proteste. Farà ripartire l'economia dell'America devastata dalla pandemia. E la farà tornare grande ancora». La presentazione è stata affidata alla figlia Ivanka, l'erede designata.

La mano sul petto, lo sfondo con un'infilata di bandiere a stelle e strisce, il palco con lo stemma del presidente degli Stati Uniti e i fuochi di artificio sul National Mall al termine, a illuminare la Casa Bianca nella notte di Washington con il sottofondo di un tenore che canta il «Nessun dorma» dalla Turandot di Puccini che termina con l'auspicio «All'alba io vincerò, vinceeerò».

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Così Donald Trump ha concluso la quattro giorni di convention repubblicana. Dopo un discorso durato più di un'ora tenuto nel giardino del South Lawn della Casa Bianca, davanti a 1.500 sostenitori, seduti senza alcuna attenzione al distanziamento sociale e senza mascherine. Mentre fuori dalla Casa Bianca 500-600 persone si sono radunate per protestare contro il presidente con i cartelli «Trump Pence Out Now». Le due facce di questa America divisa.

Trump ha accettato ufficialmente la candidatura repubblicana per le prossime elezioni. E lo ha fatto con un discorso alla Trump, pieno di iperboli e di dati mirabolanti sui record della sua amministrazione, interrotto continuamente dopo ogni frase dagli applausi dei sostenitori. «Ho mantenuto le promesse. Abbiamo creato la più forte economia nella storia del mondo», ha detto il tycoon. La promessa ora se verrà rieletto è di creare dieci milioni di posti di lavoro in dieci mesi, un nuovo taglio delle tasse, i dazi per le aziende americane che hanno delocalizzato, il ripristino dell'ordine e della legalità nelle città travolte dalle proteste contro le violenze della polizia e le ingiustizie razziali, oltre al vaccino anti-Covid che sarà pronto entro la fine dell'anno ma forse anche prima.

Trump ha attaccato pesantemente più volte, quasi in maniera ossessiva, il candidato democratico Joe Biden: «Se Biden sarà eletto distruggerà l'America. Biden ha speso tutti i suoi 47 anni di carriera politica ad aprire i confini e a peggiorare lo stato del paese. Quattro anni fa ho preso il potere perché non ne potevo più di vedere il mio paese ridotto in queste condizioni. L'agenda di Biden è made in China, la mia agenda è made in Usa». “Four more years! Four more years!” gridano in coro dal giardino.

“L'America non è una terra dell'oscurità ma è la torcia che illumina il mondo”, ha detto Trump. “Queste - ha spiegato - sono le elezioni più importanti nella storia del nostro Paese: ci sono due visioni, due filosofie, dovete decidere tra il sogno americano e l'agenda socialista”. “Il vostro voto - ha insistito - deciderà se proteggiamo le leggi o se diamo carta bianca agli anarchici violenti, agli agitatori, ai criminali che minacciano i nostri cittadini”.

Gli Stati Uniti guidano la classifica mondiale per morti e casi accertati di coronavirus ma da Trump non è arrivata nessuna autocritica. Secondo lui i dati sull'andamento del covid nel suo paese sono migliorati: l'America sta facendo meglio rispetto all'Europa.

Trump è stato criticato dai democratici per la scelta del luogo, la Casa Bianca, la casa di tutti gli americani, per effettuare una manifestazione di partito, in palese violazione dell'Hatch Act, una legge che vieta l'utilizzo dei palazzi del governo per le attività politiche dei funzionari pubblici. Trump si è vantato della scelta con dei toni da leader autoritario: “Noi intanto siamo qui dentro alla Casa Bianca e loro sono fuori”, ha detto.

La quattro giorni di convention è stata un reality show di Trump e del trumpismo studiato alla perfezione dai suoi producer televisivi per colpire la pancia dell'America. Lo zoccolo duro dei tanti americani che sostengono il più improbabile presidente della storia americana, “un outsider” alla Casa Bianca, come lui stesso amare ripetere. Che forse proprio per questo, per le sue tante contraddizioni piace. Piace al 60% degli americani che non ha un passaporto in corso di validità. Quell'America profonda per cui il mondo finisce poco oltre la propria contea, mai uscita dai confini patri. Piace soprattutto ai bianchi Trump, spaventati dal crescente multiculturalismo della società americana, dalle proteste dei movimenti Black Lives Matter e Defund The Police, e da una prospettiva demografica che li ridurrà a minoranza entro il 2040.

Nel discorso di accettazione della nomination repubblicana Trump ha cercato di modificare la percezione sulla gestione dell'emergenza sanitaria e di dare un'immagine diversa della sua leadership, dipingendo se stesso come il migliore commander in chief per traghettare la prima potenza mondiale verso la ripresa economica.

“Nella nostra lotta contro il virus abbiamo lanciato la più grande mobilitazione di risorse dalla Seconda Guerra mondiale. Grande e anche di successo. Con il mio piano di aiuti ho salvato più di 50 milioni di posti di lavoro”, in riferimento ai 660 miliardi di fondi alle Pmi contenuti nel più ampio pacchetto da 2.200 miliardi di aiuti federali del Cares Act.

Gli economisti stimano che i posti salvati con gli aiuti alle piccole e medie imprese siano molti meno, in un intervallo compreso tra 1 e 14 milioni. Da inizio anno una Pmi su sei ha chiuso a causa del coronavirus, che è tutt'altro che sotto controllo. Ma le discrepanze sulle cifre ai sostenitori di Trump non importano più di tanto. Il loro condottiero li difenderà sempre e comunque “dall'avanzata del socialismo e dalla sinistra radicale” che si nasconde dietro la coppia dei candidati democratici centristi Biden-Harris. Il voto del 3 novembre è tra la vera America contro l'avanzata del socialismo e della sinistra radicale.

Trump ha rivendicato i miglioramenti del sistema di immigrazione, con la diminuzione dei clandestini: “I nostri confini nella storia americana non sono mai stati così sicuri”. Le politiche sanitarie della sua amministrazione che hanno fatto diminuire i costi dei farmaci e quelle contro le dipendenze da oppioidi, vera devastazione per la middle class americana nelle province più sperdute del paese con la complicità delle ricette facili e delle potenti lobby farmaceutiche Usa.

Ha ricordato le sue politiche protezionistiche contro l'imperialismo economico della Cina promettendo che entro un anno, se avrà la conferma di un secondo mandato riporterà a casa un milione di posti americani dalle aziende che hanno delocalizzato in Cina. Ha rivendicato l'uscita degli Usa dall'accordo di Parigi sul clima, “un accordo ingiusto”, i successi in politica estera, in Medio Oriente, tra Israele, Iran, Siria e Corea.

Il tycoon ha ribadito la sua fiducia nella polizia, nelle ore in cui sono riprese le manifestazioni di protesta in molte città americane e le devastazioni dei negozi, dopo i sei colpi sparati alla schiena a Jason Blake da un poliziotto in Wisconsin. “I fondi alla polizia con me non saranno mai tagliati”, ha detto il presidente. “Ogni giorno la polizia rischiano la vita in strada per la nostra sicurezza. E ogni anno tanti agenti muoiono per difenderci”. La sicurezza degli americani e il rilancio dell'economia sono la sua priorità, ha assicurato.

Poco prima del discorso Kamala Harris, la candidata vicepresidente ha tenuto un contro discorso sulle dichiarazioni di Trump a proposito del coronavirus. L'ex procuratore capo della California ha parlato di una “visione distorta e disonesta della realtà” offerta dalla convention repubblicana che distoglie gli americani dalla deficitaria risposta della Casa Bianca sulla pandemia. “La gente soffre per la perdita dei loro cari. Soffre per la perdita di lavoro. Soffre per la perdita di normalità e di coerenza”.

Il tasso di approvazione di Trump nel partito repubblicano è alto. Tuttavia non mancano le voci contrarie. L'ultimo presidente Gop George W. Bush ha fatto sapere da tempo che voterà per Biden. Il New York Times ha pubblicato una lettera firmata da 100 ex collaboratori dell'ex senatore repubblicano John McCain in sostegno al candidato democratico.


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