ieri al congresso

Trump annuncia 54 miliardi in più alla Difesa e si smarca dalla Wto

di Marco Valsania

(Pool/ABACA)

3' di lettura

Donald Trump ha estratto un asso nella manica alla vigilia, questa notte, del suo discorso al Congresso a Camere riunite e alla nazione divisa: ha proposto un aumento della spesa militare del 10 per cento. Un nuovo assegno da 54 miliardi di dollari per dimostrare che fa sul serio, quando si tratta di promesse: si era impegnato a investire nelle forze armate e nella protezione dei confini, questioni abbandonate, ha accusato, da Barack Obama.

«Questo budget sarà caratterizzato da ordine pubblico e sicurezza nazionale - ha fatto sapere Trump dalla Casa Bianca -. Conterrà un incremento storico nella spesa militare per ricostruire le forze degli Stati Uniti d’America debilitate quando più ne abbiamo bisogno». Ancora: «È un messaggio al mondo durante tempi pericolosi, sulla forza, sicurezza e determinazione dell’America».

Loading...
Trump aumenta del 10% le spese militari

I nuovi fondi dovrebbero permettere al presidente di tener fede all’obiettivo delineato in campagna elettorale di aumentare le truppe in servizio a 540.000 da 490.000 e i battaglioni dei marines a 36 da 23, di mantenere una flotta con 350 vascelli e sottomarini rispetto ai 275 attuali e di far decollare cento nuovi aerei militari oltre ai 1.100 odierni. Alcuni esperti avevano già stimato il costo di tali provvedimenti in 55-60 miliardi all’anno in aggiunta al budget esistente.

Per tener conto della spesa Trump presenterà richieste di drastici tagli altrove, in voci non belliche a cominciare dagli aiuti all’estero. «Faremo di più con meno - ha detto -. E renderemo il governo più agile e responsabile». Una posizione che fa eco al brusco invito agli alleati a farsi carico di maggiori contributi per la difesa collettiva. Anche ai partner economici la Casa Bianca ha rivolto ieri un nuovo messaggio da America First: studia modalità per aggirare i meccanismi sulle dispute commerciali del Wto, scelta che minaccia di incrinare un’istituzione internazionale creata nel 1995 con il sostegno chiave di Washington. All’ufficio del Trade Representative, che gestirà le politiche di interscambio con il Segretario al Commercio ieri in fase di conferma parlamentare Wilbur Ross, è stato chiesto di fornire un elenco di soluzioni legali per imporre sanzioni unilaterali contro la Cina e altri Paesi.

Complessi tagli di spesa saranno tuttavia necessari ovunque - dall’Agenzia per la protezione ambientale alla cultura - probabilmente pari al 10% di aumento al Pentagono visto che il budget della Difesa equivale pr dimensioni alle voci discrezionali civili. «Gran parte delle agenzie federali farà i conti con riduzioni dei fondi», ha confermato un alto funzionario. Il documento-guida relativo al budget dell’anno fiscale 2018, stando ai disegni dell’amministrazione, sarà ultimato a metà marzo per essere inviato al Congresso che dovrà mettere a punto la legge finanziaria. Dovrà essere seguito da piani di riforma delle tasse, a base di promessi sgravi per le famiglie e le aziende. E preceduto da una cancellazione e sostituzione della riforma sanitaria Obamacare, che ha significativo impatto sui conti federali. A rendere più urgente l’identificazione dei tagli è l’impegno a non intervenire sui due capitoli più scottanti di spesa: la social security, il sistema pensionistico pubblico, e Medicare, il programma di assistenza per gli anziani. Sono i veri motori degli aumenti degli oneri federali, che i repubblicani tradizionali vorrebbero intaccare ma che sono estranei al populismo conservatore di Trump. Non è chiaro, inoltre, il futuro di un invocato progetto di investimenti infrastrutturali da mille miliardi.

Certo è invece che le priorità descritte da Trump dovrebbero scatenare una escalation dello scontro con l’opposizione democratica: il Congresso ha di recente mantenuto un equilibrio tra spesa militare e sociale, con aumenti o riduzioni paralleli. Anche a causa di una legge del 2011, il “Sequester”, che richiede risparmi generalizzati per affrontare i deficit e che ora andrebbe rivoluzionata. I democratici hanno minacciato una battaglia senza quartiere sulle scelte della Casa Bianca, denunciate come dannose per ceti medi e popolari e per i diritti delle minoranze.

Trump, al discorso di questa notte al Congresso, arriva armato delle prime priorità budget a caccia di recuperi nei sondaggi che gli diano respiro politico. Non sarà facile: Wall Street Journal e Nbc hanno trovato la sua popolarità ai minimi per un Presidente al debutto, con il 44% che approva il suo operato e il 48% che lo boccia. Per Obama questo deficit era arrivato dopo 32 mesi e per George W. Bush dopo 41 mesi. Trump può tuttavia contare sul sostegno di un elettorato meno politicizzato, che non ha votato, ha votato per candidati indipendenti oppure per protesta: tra costoro la sua popolarità è del 55 per cento.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti