STATI UNITI

Trump annuncia i dazi su acciaio e alluminio di Brasile e Argentina

Il presidente americano apre un altro fronte della sua guerra commerciale mentre cerca ancora di trovare un primo accordo con la Cina e in attesa della ratifica del Congresso del nuovo Nafta

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


Trump firma la legge su Hong Kong, scontro con la Cina

3' di lettura

NEW YORK - Donald Trump ha annunciato con effetto immediato l’imposizione di dazi su acciaio e alluminio di Brasile e Argentina. Il presidente americano su Twitter ha spiegato così le sue ragioni: le due nazioni hanno messo in atto «una massiccia svalutazione delle loro valute. E questo non è buono per i nostri agricoltori». È poi tornato ad attaccare la Federal Reserve, sostenendo che la banca centrale dovrebbe «agire in modo che i paesi, e ce ne sono molti, non traggano più vantaggio dal nostro dollaro forte svalutando ulteriormente le loro valute. Questo rende molto difficile per i nostri produttori e agricoltori esportare in modo equo i loro beni. Allenta e taglia i tassi Fed!».

Annuncio a sorpresa
L’annuncio a sorpresa avviene mentre l'amministrazione americana sta cercando di chiudere un primo difficile accordo commerciale con la Cina, dopo venti mesi di trade war, nonostante le tensioni per la questione di Hong Kong e il sostegno americano ai dimostranti pro democrazia. La Casa Bianca, inoltre, è in attesa della annunciata ratifica da parte della Camera a guida democratica entro l'anno del nuovo accordo commerciale di libero scambio con Messico e Canada.

Un altro fronte della guerra commerciale
Si apre di fatto un nuovo fronte delle guerre commerciali americane. L’annuncio di Trump sui dazi all'acciaio e all’alluminio ha colto di sorpresa il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, uno dei più stretti alleati del leader americano soprannominato per questo il “Trump dei tropici”: «Alluminio e acciaio? Devo parlarne subito con il ministro delle Finanze Paulo Guedes. E se necessario chiamerò Trump», ha detto Bolsonaro rispondendo ai giornalisti dal palazzo presidenziale.

La Borsa va nonostante i dazi
In previsione della reazione negativa dei mercati finanziari all'annuncio dei nuovi dazi, Trump nel suo tweet ha giustificato in questo modo la sua decisione: «Dall’annuncio dei dazi il primo marzo 2018 a oggi i mercati americani sono saliti di oltre il 21% e gli Stati Uniti hanno ricevuto ingenti somme di denaro (dandone ai nostri agricoltori, che sono stati presi di mira dalla Cina)!». Le tensioni commerciali che restano uno dei principali elementi di instabilità di Wall Street, secondo lui, non sono dunque un problema. Il presidente americano sembra badare di più ai farmers, tra i suoi grandi elettori, dal tono elettorale dei suoi tweet.

Le tariffe su acciaio e alluminio
Il 23 marzo 2018 Trump annunciò i dazi sull’acciaio e l’alluminio. Pochi giorni prima dell’entrata in vigore i principali paesi produttori di acciaio come Brasile, Corea e Giappone avevano presentato una richiesta di esenzione dei dazi all'Ufficio del rappresentante al Commercio americano una richiesta di esenzione dei dazi su acciaio e alluminio. All'epoca il Brasile era il secondo fornitore di acciaio per Gli Usa. Nel 2017 gli Stati Uniti hanno importato 34,6 milioni di tonnellate di acciaio da 85 paesi.

Dazi sospesi per Brasile e Corea, non per l’Europa
La Corea del Sud è stato il primo player internazionale a negoziare la sospensione dei dazi dopo essersi impegnata a ridurre del 30% i suoi dazi sull’acciaio, seguita da Brasile e Argentina. L’Europa a guida Juncker non accettò nessun tipo di compromesso con l’amministrazione americana né riusci a negoziare soluzioni alternative e il primo giugno dello stesso anno entrarono in vigore le tariffe del 25% sull’acciaio e del 10% sull’alluminio esportati negli Usa dai paesi dell’Unione europea.

Per approfondire:
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