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Casa Bianca 2024, Trump annuncia la sua ricandidatura: «Torniamo a fare grande l’America»

Con toni cupi a lui familiari, denuncia un’America che sarebbe travolta da immigrazione, crimine e crisi e promette di renderla di nuovo “grande”

di Marco Valsania

Usa, Trump si ricandida alla Casa Bianca

4' di lettura

Donald Trump fa di nuovo “storia”. Ha annunciato la propria ricandidatura alla Presidenza americana, per la nomination del partito repubblicano, dal suo quartier generale a Mar-a-Lago in Florida. Il record questa volta? Nessuno finora era mai sceso in campo nei panni di candidato alla Casa Bianca tanto presto, due anni interi prima dell'appuntamento con le urne.

Quel che non è nuovo sono i toni, i temi e gli slogan. Ha ripreso e rilanciato l'immagine, senza la sua leadership, di una carneficina americana, di strade “intrise di sangue” e devastate dal crimine. Di confini “aperti” dai quali arriva una invasione di immigrati illegali, “dieci milioni” ha detto più che triplicando i numeri ufficiali, portando droga e violenza. Ha invocato crociate politiche e culturali contro la sinistra “radicale e lunatica” che sarebbe al potere con Joe Biden.

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Fiume di promesse

“La riscossa comincia adesso - ha dichiarato - per fare di nuovo grande e gloriosa l'America, annuncio la mia candidatura per la presidenza degli Stati Uniti”. Ancora: “Con una vittoria, costruiremo nuovamente la più grande economia di tutti i tempi e lo faremo in fretta”.Trump, in un discorso durato un'ora, ha poi invocato un torrente di promesse piccole e grandi, la pena capitale per tutti i reati di droga, l'eliminazione del problema dei senza tetto e di “issare la nostra bellissima bandiera su Marte”. Nel definirsi perseguitato dalla magistratura, ha stimato che suo figlio Eric ha ricevuto più mandati di comparizione di Al Capone.

Per il Presidente che lo ha battuto, Joe Biden, ha riservato dure condanne: “Tutti vedono che pessimo lavoro ha fatto”. Un attacco particolare lo ha riservato per i costi dell'energia. L'amministrazione Biden avrebbe “dichiarato guerra all'energia americana”, ha detto riferendosi ai carburanti fossili, e “intenzionalmente rinunciato alla nostra indipendenza energetica”. Ha denunciato le politiche ambientali e per le fonti rinnovabili come “la distruzione del Paese”, parlando di un Green New Deal nonostante questo non sia mai divenuto legge.

Repubblicani spaccati

L'annuncio di Trump ha tuttavia generato rapidamente dure risposte. L'account su Twitter di Biden ha pubblicato un video dell'assalto al Congresso del 6 gennaio 2021 con lo slogan “Trump ha fallito l'America”. Polemiche sono esplose anche tra i Repubblicani, scottati da deludenti risultati nelle elezioni di Midterm attribuiti dai più proprio all'influenza estremista che Trump ha ancora sulla base e tra i candidati del partito. L'ex vicepresidente di Trump, Mike Pence, in una intervista ha detto di essere convinto che nel 2024 i Repubblicani avranno “migliori scelte” che non l'ex Presidente. Il leader al Senato Mitch McConnell ha denunciato le sconfitte elettorali come direttamente legate al fatto che Trump spaventa elettori dipendenti e moderati. Sottovalutare la presa dell’ex Presidente sul partito è tuttavia considerato un rischio non da poco.

Dietro le quinte, inutilmente, numerosi leader conservatori avevano cercato di premere su Trump perché rinviasse un annuncio che minaccia di spaccare i Repubblicani.La decisione di Trump però è rimasta. Motivata, secondo molti, dalla necessità di sfuggire a inchieste (numerose legate al suo tentativo di ribaltare le elezioni perse nel 2020), che potrebbero diventare più difficili contro un candidato in gara. E dal desiderio di battere sul tempo altri potenziali aspiranti alla Casa Bianca, quali il governatore della Florida Ron DeSantis, stella in ascesa tra gli ultra-conservatori.

Ritorno alle origini

Trump aveva pre-annunciato le proprie intenzioni fin dalle ore precedenti l'annuncio già con tradizionali parole sopra le righe, scrivendo sul suo social Truth Social che ieri sarebbe stato “uno dei più importanti giorni nella storia del Paese”. E, più silenziosamente, ha depositato la documentazione alle autorità elettorali per formalizzare la sua candidatura. Ha studiato, da quanto emerso, un ritorno alle origini per la sua nuova corsa, ad una campagna agile e stringata simile a quella che lo portò a sorpresa al successo da outsider nel 2016, che faccia leva su meno personale e meno risorse rispetto alla corsa perdente per una riconferma a Presidente nel 2020. Sede centrale sarà la Florida meridionale, dove ha preso residenza nel suo resort di Mar-a-Lago, e lontano fisicamente e simbolicamente da Washington.

Tre i personaggi chiave che dovrebbero svolgere un ruolo di consiglieri e responsabili della campagna: anzitutto Chris LaCivita, esperto stratega repubblicano noto per le tattiche ultra-aggressive che oggi dirige un gruppo di raccolta fondi per Trump, e Susie Wiles, consulente nei precedenti successi di Trump proprio in Florida e ora è alla guida del suo comitato politico. Wiles ha grande esperienza con influenti politici in Florida a cominciare dal potenziale rivale per la nomination repubblicana nel 2024, il governatore Ron DeSantis: ha rotto con lui ma ne gestì la prima campagna elettorale vittoriosa nel 2018.

Trump conta infine su Brian Jack, suo ex consigliere quando era alla Casa Bianca e legato anche ad altri Repubblicani sul palcoscenico nazionale quali il capogruppo alla Camera, e futuro Speaker, Kevin McCarthy. Il portavoce di Trump Taylor Budovich prenderà in mano le redini dell'associazione Maker America Great Again.Tra i familiari, il figlio Don junior dovrebbe rimanere protagonista nella campagna. Coloro che non sembrano invece pronti a svolgere ruoli di primo piano, almeno pubblicamente, sono al momento la figlia di Trump Ivanka e suo marito Jared Kushner.


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