da alleati a nemici

Trump-Bannon, c’eravamo tanto amati

di Marco Valsania

(AFP)

2' di lettura

S’erano tanto amati. E adesso solo odio, rancore, recriminazioni: una grande infatuazione nel nome dell’ideologia che finirà – sta già finendo – con una battaglia legale. La Casa Bianca dichiara guerra al libro-denuncia di Michael Wolff sui velenosi retroscena della presidenza raccontati dall’ex stratega Steve Bannon. Uno dei legali di Donald Trump, Charles Harder, ha inviato una lettera di fuoco alla casa editrice Henry Holt e a Wolff per intimare che il volume, “Fire and Fury: Inside the Trump White House” in uscita martedì prossimo, venga «immediatamente ritirato» dagli scaffali. Harder afferma, senza fornire dettagli, che contiene «numerose falsità e dichiarazioni infondate». E minaccia altrimenti ricorsi per diffamazione e violazione della privacy. Trump chiede infine che gli vengano offerte scuse formali per il contenuto del libro.

L’ira della Casa Bianca è nutrita dal contenuto potenzialmente esplosivo delle rivelazioni. «Non ce la farà», dice Bannon, parlando delle chance che Trump completi il mandato senza impeachment o collassi politici. L'accusa più dirompente è rivolta contro la cerchia piu ristretta di consiglieri e familiari del presidente: il figlio Don Jr. e il genero Jared Kushner. Bannon li definisce «traditori» e «non patriottici» per aver incontrato durante la campagna elettorale emissari russi a caccia di informazioni compromettenti su Hillary Clinton, senza la presenza di avvocati e senza avvertire l’Fbi. Non solo: dice anche che ci sono «zero probabilità» che Trump stesso non ne sia stato messo al corrente. Affermazioni che danno credito all’inchiesta sullo scandalo del Russiagate: Bannon prevede che il procuratore speciale Robert Mueller si concentrerà su piste di «riciclaggio» contro Kushner che Don Jr. verrà «frantumato come un guscio d'uovo». L'ambiziosa figlia Ivanka non viene risparmiata - è «stupida» - nè Trump stesso, citando anche altri consiglieri. Il capoeconomista Gary Cohn considera il presidente «ottuso, un idiota circondato da clown». Trump aveva inizialmente risposto per le rime: Bannon, che non avrebbe contato nulla nelle elezioni, «ha perso il lavoro e la testa».

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