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Trump firma aiuti anti Covid da 900 miliardi. La Camera approva aiuti diretti da 2mila dollari agli americani

Il Presidente uscente insiste sulle critiche ma cede alla pressioni bipartisan rinnovando sussidi di disoccupazione e fondi alle piccole imprese

di Marco Valsania

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4' di lettura

La Camera Usa ha approvato con 275 voti a favore e 134 contrari l'aumento a 2.000 dollari dai 600 previsti per gli aiuti diretti agli americani, nell'ambito del piano di stimoli da 900 miliardi di dollari per affrontare la crisi innescata dal Covid-19. L'aumento era stato richiesto dal presidente Donald Trump. La misura, ora, deve superare l'incerto test del Senato. Ma la Camera ha anche sfidato il presidente Trump annullando il suo veto sulla legge sulla Difesa da 740 miliardi. Il provvedimento passa ora al Senato, dove sono necessari due terzi dei voti per approvarlo. Pochi giorni fa la marcia indietro di Donald Trump: firma il nuovo pacchetto di aiuti anti-crisi da 900 miliardi di dollari, che per giorni aveva denunciato come una “vergogna” rifiutando di vararlo.

Il Presidente uscente, domenica sera, ha annunciato con un comunicato dalla Florida, dove sta trascorrendo la fine dell’anno nel suo resort di Mar-a-Lago, di aver apposto la firma alla legislazione. Compresa la finanziaria annuale da 1.400 miliardi alla quale gli aiuti erano stati abbinati e che manterrà aperto il governo, altrimenti destinato a un parziale shutdown dalla mezzanotte di oggi, lunedì.

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Finita l’impasse su 5.600 pagine

La firma di un progetto che nell'insieme è di quasi 5.600 pagine ha superato una impasse che aveva tenuto in grave ansia milioni di americani che contano sui soccorsi straordinari per la loro sussistenza. Sabato erano scaduti del tutto, in particolare, due programmi di sussidi utilizzati da ben 14 milioni di persone: uno estende aiuti ai senza lavoro per 13 settimane oltre l'esaurimento di sussidi statali che durano abitualmente 26 settimane. Il secondo consente di far domanda per i sussidi anche a freelancers e lavoratori delle gig economy tradizionalmente esclusi. Il pacchetto contiene inoltre una moratoria di un mese sugli sfratti, centinaia di miliardi per le piccole aziende e fondi per scuole, ospedali e distribuzione dei vaccini. La pandemia sta minando le già deboli condizioni dell’economia, con spirali di povertà, disoccupazione, fallimenti di business e tagli alla spesa al consumo che rappresenta due terzo del Pil, e rendendo urgenti continui interventi di supporto.

Trump rilancia le critiche agli aiuti

Trump, nel firmare, ha ugualmente rilanciato i suoi attacchi. Ha ribadito, nel suo comunicato, di volere che il Congresso aumenti al più presto soprattutto gli assegni di sostegno al reddito delle famiglie, più che triplicandoli rispetto a quanto ora previsto fino ad un totale massimo di 5.200 dollari per famiglie di quattro persone compresi i figli a carico. La Camera ha in programma un voto oggi su un aumento, ma non è chiaro se e in quali tempi il Senato e l’intero Congresso si muoveranno davvero e in quali tempi.I repubblicani non sono parsi finora intenzionati ad alzare gli assegni alle famiglie nonostante le pressioni del Presidente. Assegni più generosi sono stati un cavallo piuttosto dei democratici e del prossimo Preidente Joe Biden, che ha definito l’atttual piano come un “anticipo” su programmi che proporrà dopo il suo insediamento in 20 gennaio.

Ancora polemiche elettorali

Trumo ha ancora una volta domandato che il Congresso indaghi sulle sue accuse di brogli elettorali, iindicando di non aver tuttora accettato di aver perso alle urne. Tutti i suoi ricorsi sono stati bocciati per mancanza di qualunque prova da molteplici tribunali fino alla Corte Suprema. Una ratifica del successo di Biden da parte del Congresso il 6 gennaio appare certa, anche se non sono escluse polemiche da parte di alcuni repubblicani fedeli a Trump. Il Presidente uscente ha sostenuto che i parlamentari si sarebbero impegnati a procedere su tutte le sue richieste. “Non rinuncerò mai a lottare per gli americani!”, ha concluso indossando un mantello populista.

Sdoganato il budget annuale

Sul budget Trump ha firmato con un caveat. Ha chiesto al Congresso di eliminare quelli che ha definito alla stregua di sprechi nella spesa federale, soprattutto fondi per l'estero. E ha fatto qualcosa di più che chiedere: ha indicato che spedirà a Capitol Hill un documento che sottolinea in rosso le voci che vuole cancellate. E di voler far leva su un istituto, l'Impoundment Control Act of 1974, che gli consente di congelare i fondi su simili capitoli evidenziati per 45 giorni. Si tratta in realtà più di atto plateale che di sostanza. Va ricordato che la finanziaria annuale, in particolare i 55,5 miliardi destinati a attività internazionali e per lo sviluppo, ricalcano in realtà la proposta di budget presentata dalla sua stessa amministrazione. La misura, se davvero attuata, avrà inoltre un impatto solo momentaneo, perché prima ancora della scadenza dei 45 giorni diventerà Presidente Biden, il quale revocherà il provvedimento.

Il nodo Internet

Trump ha anche invocato l'eliminazione delle protezioni legali concesse alle società Internet, che accusa di censurare i conservatori e i suoi alleati nonostante il loro vasto seguito digitale. Avrebbe voluto questa misura inserita addirittura in una separata legge di bilancio per la Difesa, sulla quale ha posto il veto vero e proprio in protesta contro l’assenza della misura sui social media e contro una decisione di ribattezzare basi miitari dedicate a generali confederati. Il Congresso appare impegnato a ribaltare il veto del Presidente questa settimana con super-maggioranze. I parlamentari di entrambi i partiti hanno indicato di non voler considerare in quella sede la questione Internet e difeso la legge come cruciale per la sicurezza nazionale.

Articolo aggiornato il 29 dicembre

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