fedeltà di partito

Trump e la fedeltà di partito. La Pyongyang dei Repubblicani

di Paul Krugman

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Donald Trump (Ap)


3' di lettura

È stata una scena surreale: tutti i membri dell'amministrazione Trump hanno preso la parola in una recente riunione, uno dopo l'altro, per pronunciare servili encomi del loro capo. Anche se gli encomi fossero stati giustificati (in realtà Trump ha combinato straordinariamente poco, finora), era una scena molto poco americana, il genere di cose che ci si aspetterebbe di vedere in un regime autoritario, non in una Repubblica dove i leader dovrebbero essere umili servitori del popolo.

Ma era perfettamente in linea con tutto il resto che stiamo vedendo, non semplicemente da parte di Trump – che non ha un solo osso democratico nel suo corpo – ma anche da parte dei Repubblicani, che finora si sono dimostrati disposti ad accettare qualsivoglia abuso di potere, compresi conflitti di interessi economici a livelli quasi comici. Insomma, non stiamo parlando soltanto di Trump: stiamo parlando di quello che è successo al Partito repubblicano.

Non ho una spiegazione esaustiva da fornire, ma di sicuro un punto di partenza è prendere coscienza che se l'America nel suo complesso non è – ancora – un regime autoritario, il moderno Partito repubblicano sotto molti aspetti lo è. Nel senso che quando prendi la decisione di diventare un repubblicano ti ritrovi a vivere in una Pyongyang tutta tua.

Lo intendo in due modi. Uno è che per la stragrande maggioranza dei parlamentari repubblicani il futuro politico è legato a una cosa soltanto, la fedeltà al partito. Come ha dimostrato anni fa Nate Silver (vedete questo grafico), ormai ci sono pochissimi collegi in bilico in cui un repubblicano può perdere, a meno di un terremoto politico.

Vale anche per i Democratici, ma il Partito democratico è uno schieramento di gruppi di interesse in competizione tra loro, mentre il Partito repubblicano è monolitico. Perciò, se sei un politico repubblicano, ti preoccupi solo di seguire la linea del partito, punto e basta.

Ma gli elettori repubblicani non potrebbero rivoltarsi contro di te se ti mostri troppo asservito a una leadership palesemente corrotta? E da dove dovrebbero prendere un'idea del genere questi elettori? Di fatto, gli elettori repubblicani delle primarie ricavano le loro informazioni solo da media assolutamente faziosi, che presentano un'immagine del mondo priva di qualsiasi somiglianza con quello che dicono le fonti indipendenti. Anche se i parlamentari probabilmente sanno che le cose stanno diversamente, è nel loro interesse fingere di credere nella linea ufficiale.

Il Trumpcare arriva in Senato fra proteste e dissensi interni

Perciò, se sei il deputato di uno Stato repubblicano, la tua intera carriera dipende dalla capacità di essere un apparatchik disposto a dire e fare tutto quello che il regime chiede. L'ipotesi che gli uomini del presidente – e forse il presidente stesso – siano collusi con una potenza straniera? Bufale! Licenziare il direttore dell'Fbi in un palese tentativo di ostruzione della giustizia? Troviamo qualche scusa! Le analisi indicano che la vostra legge causerà sofferenze per milioni di persone? Chi se ne importa! La fedeltà di partito è tutto, anche se impone umilianti esibizioni di deferenza ossequiosa.

Per questo non ho fiducia in chi dice che licenziare Robert S. Mueller III, il procuratore speciale che sta indagando sui legami tra la Russia e lo staff elettorale di Trump, potrebbe rappresentare il superamento di una linea rossa. Tutto lascia pensare che non esistano linee rosse.

L'unica cosa che potrebbe spingere i Repubblicani a rivoltarsi contro Trump sarebbe la prospettiva più o meno sicura di un'ondata di rigetto elettorale così imponente da mettere a rischio anche seggi strasicuri. E al ritmo a cui stanno andando le cose, potrebbe succedere. Ma se dovesse andar così, non avrà nulla di un normale processo politico: sarà una rivoluzione interna al Partito repubblicano, un cambio di regime che scuoterà l'establishment del partito.
Io son qui che spero.

(Traduzione di Fabio Galimberti)

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