dietro le parole del presidente

Trump e gli immaginari premi sull’ambiente

di Marco Valsania

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2' di lettura

NEW YORK - Donald Trump non può - almeno non ancora - aspirare al premio Nobel per la pace come il suo predecessore alla Casa Bianca. Ma forse pochi immaginavano che avesse già ricevuto altri riconoscimenti “umanitari” dei quali andar fiero. «Sono un grande quando si tratta dell'ambiente. Ho ricevuto premi per l'ambiente», ha detto incontrando in questi giorni l'elite della Corporate America. Una rivendicazione tutt'altro che casuale: ripetutamente durante le campagna elettorale aveva assicurato di aver vinto «tanti, tanti premi ambientali». Stupiti? Non avete tutti i torti. Perchè di questi onori ecologici, infatti, non c'è traccia.

Trump ha ribadito le sue credenziali mentre prometteva agli amministratori delegati delle grandi aziende americane di tagliare di ben il 75% le regolamentazioni, in particolare proprio quelle ambientali definite «fuori controllo». Le ha rispolverate per rassicurare che l'aria, l'acqua e il suolo rimarranno ugualmente sicuri. Ma un attento esame da parte di giornalisti e ricercatori americani ha mostrato che Trump ha leggermente esagerato: l'unico premio ambientale di cui è stata trovata una dimostrazione pubblica risale al 2007 ed è il Metropolitan Golf Association Club Environmental Award, vale a dire un accordo per meriti nella manutenzione e costruzione di campi da golf, n caso specifico il Trump National Golf Club nel New Jersey. Ironia della sorte: quattro anni dopo le autorità dello Stato, sotto un governatore repubblicano come Chris Christie, denunciarono in realtà la struttura per violazioni ambientali.

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In Scozia, è vero, Trump protestò contro la costruzione di parchi eolici per la produzione di energia al largo della costa che ospitava un altro suo campo da golf. La preoccupazione era però che rovinavano la vista e il valore della sua proprietà.

Non basta: i suoi collaboratori invitano a consultare un libro, “Donald J. Trump, eroe ambientale”, auto-pubblicato da Edward Russo. Ma Russo, consulente di lunga data di Trump sull'ambiente per i campi da golf, non cita premi vinti, piuttosto menziona quelli che a suo avviso avrebbe dovuto vincere. L'unica eccezione sarebbe una onorificenza dell'organizzazione ambientale New Jersey Audubon Society, la quale ha però seccamente smentito di aver mai offerto alcun premio a Trump o a suoi collaboratori.

Trump il rinomato ambientalista, così, appare destinato ad affiancare Trump il presidente delle folle record all'inaugurazione e Trump il candidato che avrebbe vinto anche il voto popolare non fosse stato per tre-cinque milioni di immigrati clandestini che si sono recati alle urne. Tutte affermazioni senza prove e false. Oppure, nelle indimenticabili parole del consigliere di Trump, Kellyanne Conway, semplicemente «fatti alternativi».

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