analisiGlobal View

Trump e il suo esecutivo di miliardari

di Paul Krugman

2' di lettura

In un recente articolo sulla rivista New York, Jonathan Chait ha beccato Larry Kudlow, editorialista della National Review (una rivista bimestrale di orientamento conservatore), a elogiare l’Uomo Arancione per aver scelto un esecutivo composto tutto di miliardari, perché i ricchi sono incorruttibili: d’altronde, che bisogno hanno di altri soldi?. Come ha scritto Chait, è una tesi talmente ridicola da suonare grottesca: basti pensare agli oligarchi russi. (L’articolo di Chait lo trovate qui: nym.ag/2hMtQ7S.)

Quello che Chait non sottolinea è il paradosso di sentir sostenere una cosa del genere a Kudlow, o qualunque altro fautore delle teorie economiche offertiste. Ricordiamo che l’offertismo basa l’intera propria visione del mondo sulla tesi che tagliare le tasse ai ricchi produce miracoli economici grazie agli incentivi. Se lasciamo in tasca a un plutocrate un dollaro di reddito in più, è l’idea, lui innoverà, creerà occupazione e ci condurrà in un paradiso in terra, pur di ottenere quel reddito supplementare.

Per ribadire quello che dovrebbe essere ovvio: o ai ricchi importa avere più soldi o non gli importa. Se è vero che ridurre le aliquote è un incentivo a produrre più ricchezza allora è vero anche che la prospettiva di guadagni personali è un incentivo a dedicarsi a pratiche corruttive. Non si può propinare di continuo la retorica di Ayn Rand/Gordon Gekko sull’importanza dell’avidità come motivatore e poi sostenere che la ricchezza rende un uomo immune alle tentazioni.

Per quel che vale, la realtà è che perfino gli individui assurdamente ricchi vogliono avere più soldi. Ci si potrebbe chiedere perché, considerando che per godere dei piaceri edonistici del lusso di sicuro basta una minuscola frazione di quello che possiede il ministro medio dell’amministrazione Trump. Un gabinetto rivestito d’oro non scarica meglio di un gabinetto in ceramica. Ma per persone del genere il denaro ha a che a fare con l’ego, il potere, il bisogno di vincere. L’avidità non ha limiti.

E tutto questo ci dice una cosa importante, vale a dire che le teorie offertiste sono, e sono sempre state, una mistificazione: non è mai stata una questione di incentivi, è solo l’ennesima scusa per rendere i ricchi più ricchi.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...