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Trump e le tasse non pagate, un’arma in più per Biden nello scontro tv

Primo confronto di 90 minuti a Cleveland in Ohio. Il presidente in ritardo nei sondaggi attaccherà il rivale democratico meno a suo agio in televisione ma che - a differenza di Trump - ha appena reso pubbliche le sue dichiarazioni fiscali

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam

Usa2020, NYT: Trump non paga le tasse. La replica: cifre inesatte

Primo confronto di 90 minuti a Cleveland in Ohio. Il presidente in ritardo nei sondaggi attaccherà il rivale democratico meno a suo agio in televisione ma che - a differenza di Trump - ha appena reso pubbliche le sue dichiarazioni fiscali


4' di lettura

NEW YORK - La battuta migliore sulle tasse non pagate da Donald Trump per anni è del «pericoloso leader della sinistra radicale» Bernie Sanders: «Trump ama il socialismo aziendale per sé e lascia l’aspro capitalismo per tutti gli altri». L’imbarazzo nell’entourage presidenziale è palpabile a 35 giorni dal voto e alla vigilia del primo dei tre faccia a faccia televisivi con il rivale Joe Biden.

In un tweet il tycoon prova a salire sugli specchi: «I media fake news, proprio come nel periodo elettorale del 2016, sollevano contro di me la questione delle tasse e ogni sorta di assurdità. Ho pagato molti milioni di dollari di tasse. Ma avevo il diritto, come chiunque altro, all’ammortamento e ai crediti fiscali».

L’inchiesta del NYT

Il New York Times ha avuto accesso ai dati di 16 dichiarazioni dei redditi presentate da Trump, il fisco americano nel periodo 2001-2017. Dall’inchiesta emerge che il miliardario presidente ha pagato appena 750 dollari di imposte federali sul reddito nel 2016 e nel 2017, i primi due anni della sua presidenza. E per almeno dieci degli ultimi 15 anni ha pagato zero tasse perché ha dichiarato di aver perso molto più denaro di quello che ha guadagnato.

Sempre secondo la ricostruzione del Nyt, le finanze personali del presidente americano sarebbero sotto stress, con centinaia di milioni di debiti legati in gran parte alla gestione della Trump Organization, l’impero di famiglia. Trump ha 421 milioni di debiti personali da rimborsare alle banche entro i prossimi quattro anni. Il tycoon inoltre ha ottenuto un rimborso fiscale all’Internal Revenue Service (Irs), l’agenzia governativa che si occupa della riscossione dei tributi, di circa 73 milioni di dollari per le imposte sui redditi pagate per i redditi dal 2005 al 2008, più gli interessi. Un rimborso che il fisco americano sospetta abbia ottenuto gonfiando le perdite. Un contenzioso quello con l’Irs che se dovesse vedere Trump perdente potrebbe costargli oltre 100 milioni di dollari, che vanno ad aggiungersi ai 421 milioni di dollari di debiti personali.

Le incongruenze con lo stile di vita

L’inchiesta del Nyt ha rilevato che, mentre Trump dichiarava perdite, continuava però a mantenere uno stile di vita da miliardario, deducendo gran parte delle sue spese personali come spese a carico delle sue aziende e riducendo così ulteriormente le imposte, o dichiarando come spese aziendali gli investimenti sulle sue proprietà immobiliari o i viaggi personali con l’aereo privato. Dalle dichiarazioni si scopre anche che solo per pagare l’acconciatore del programma televisivo “The Apprentice” che lo ha lanciato come conduttore, il tycoon ha dichiarato al fisco americano una spesa di oltre 70mila dollari. Per ridurre la tassazione di famiglia, Trump ha anche dichiarato 747.622 dollari di “spese di consulenza” a favore della figlia Ivanka Trump per il suo lavoro nella fondazione di famiglia. Oltre 315 milioni di dollari di perdite riguardano le spese per i campi di golf di Trump e 55 milioni per i suoi hotel di Washington.

L’ironia dei Social e di Biden

Sui social network il giorno dopo sono stati migliaia i commenti ironici sui dettagli delle dichiarazioni dei redditi del presidente americano. A differenza di quanto avvenuto negli ultimi quarant’anni con tutti i precedenti presidenti americani, Trump si è sempre rifiutato di rendere pubblici i dati delle sue dichiarazioni fiscali.

Il team elettorale di Biden ha postato un video di 30 secondi in cui paragona le tasse pagate da Trump alle somme pagate in media da tre categorie di essential workers, mostrando i loro visi: «Gli insegnanti hanno pagato 7.239 dollari. I vigili del fuoco 5.283. Gli infermieri 10.216. Donald Trump ha pagato 750 dollari». Lo stesso Joe Biden, con tempismo calcolato, a poche ore da primo duello tv con Trump, ha pubblicato la sua dichiarazione dei redditi per il 2019, dalla quale emerge come l’ex vicepresidente ha pagato quasi 300 mila dollari in tasse sul reddito.

Alexandria Ocasio-Cortez, la giovane deputata progressista del Bronx, ha rilanciato la posta twittando: «Nel 2016 e nel 2017 io ho pagato migliaia di dollari all’anno come barista, Trump 750 dollari». Il presidente «ha contribuito a finanziare le nostre comunità meno di una barista e degli immigrati irregolari», scrive, ricordando che lo scorso anno i repubblicani la criticarono per un taglio di capelli da 250 dollari nel giorno del suo compleanno. «Dov’è la critica del loro idolo per aver speso 70 mila dollari di parrucchiere? Oh, da nessuna parte perché sono senza spina dorsale e degli ipocriti misogini».

Il primo faccia a faccia in tv

Con questa atmosfera di estrema tensione stasera, martedì 29 settembre, a Cleveland, in Ohio (alle tre del mattino italiane), si svolgerà il primo dei tre faccia a faccia in diretta televisiva tra i due candidati per le presidenziali. Novanta minuti di botta e risposta tra Trump e Biden - due candidati che si detestano a livello personale - con sei temi suddivisi in blocchi da 15 minuti: le dichiarazioni dei redditi dei due candidati, la Corte Suprema, il Covid-19, l’economia, le proteste razziali e le violenze nelle città, lo svolgimento delle prossime elezioni.

Trump è indietro nei sondaggi e da grande mattatore televisivo qual è attaccherà l’avversario, cercando di abbassare il livello dello scontro alla pancia degl elettori, al dileggio personale, per recuperare consensi: da giorni scredita “Sleepy Joe” lanciandogli accuse di demenza senile, chiedendo «un controllo antidoping per verificare che non si sia drogato per restare sveglio».

Biden parte sfavorito su questo terreno, come fu nei dibattiti per la nomination democratica, e paradossalmente non potrà che far meglio delle attese. Il primo dibattito televisivo tra Hillary Clinton e Trump nel 2016 fu seguito da 84 milioni di persone. Per stasera se ne prevedono oltre 100, di milioni, con i tanti punti caldi che oggi dividono la società americana: la crisi economica, gli oltre 200mila morti del Covid, la successione lampo di Ruth Ginsburg, le proteste razziali dopo l’uccisione di George Floyd e la sicurezza delle città. Ma nell’era dei social media i dibattiti televisivi non spostano di molto l’ago della bilancia.
Nel 2012 Obama vinse le elezioni nonostante la figuraccia nel primo dibattito tv con Mitt Romney. Nel 2016 Hillary Clinton vinse tutti i tre dibattiti con Trump, ma perse le elezioni.


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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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