decisione a sorpresa e polemiche

Trump: forze armate americane vietate ai transgender

di Marco Valsania

(Afp)

2' di lettura

New York - Donald Trump mette al bando le persone transgender dalle forze armate americane. Questa mattina, dopo aver consultato il Segretario alla Difesa James Mattis ma tra le sorpresa di molti dentro il Pentagono e fuori, il presidente ha annunciato che d'ora in avanti i transgender non saranno piu' accolti «in alcuna capacità» tra le truppe degli Stati Uniti. Una decisione spiegata in una raffica di tweet con i «tremendi costi medici e i traumi» che la loro presenza causerebbe a esercito, marina e aviazione.
«Dopo consultazioni con i miei generali e con esperti militari - ha fatto sapere - il governo degli Stati Uniti non accetterà o non permetterà a individui transgender di servire nelle forze armate degli Stati Uniti. Le nostre forze militari devono concentrarsi su decisive e schiaccianti vittorie e non possono essere appesantite» da un simile fardello di spese e problemi.

Mattis aveva rinviato di sei mesi l'entrata in vigore di una politica di integrazione messa a punto sotto la precedente amministrazione di Barack Obama e il suo Ministro della Difesa Ashton Carter, che aveva dato un anno di tempo ai comandi militari per studiare come mettere in pratica il nuovo orientamento in termini di assistenza sanitaria e lotta alla discriminazione. Domani sarebbe tuttavia scaduto il rinvio per aggiornare gli standard medici destinati ad accomodare le esigenze transgender.

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La polemica sull'annuncio di Trump è stata immediata. Studi della Rand Corporation mostrano che i soldati che si identificano come transgender sono oggi diverse migliaia, forse 11.000, tra truppe in servizio e della riserva. E le associazioni per la difesa dei diritti civili hanno sottolineato che ben 18 forze armate alleate, tra cui Gran Bretagna e Israele, consentono ai transgender di servire con onore e senza discriminazioni anche in combattimento.

Trump, durante la sua campagna elettorale, aveva affermato che sarebbe stato lui e non Hillary Clinton il vero difensore dei diritti della comunità Lgbtq.«“Farò di tutto» per proteggere questa comunità, aveva dichiarato. Da presidente si è però distinto per la cancellazione di protezioni e garanzie. Nel caso dell'ultima scelta, l'unico dubbio è quanto l'amministrazione sarà aggressiva: se ordinerà cioè ai comandi militari di indagare attivamente sui soldati per eventualmente espellere dai ranghi chi è in servizio, una strategia che genererebbe ulteriori tensioni.

La decisione di Trump sembra riflettere anzitutto il desiderio di mobilitare la sua base ultra-conservatrice e tradizionalista, in un momento che lo vede in difficoltà nei sondaggi e assediato da controversie a Washington, dal Russiagate alla sanità, e con un'agenda politica paralizzata e scarna di successi.

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