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I repubblicani: emergenza Covid è solo propaganda. Trump ha salvato milioni di vite

Nel primo giorno della convention virtuale i 330 delegati all’unanimità hanno designato candidato il presidente Trump e il suo vice Pence. Il tycoon torna ad attaccare il voto postale

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam

La kermesse repubblicana, Trump star quotidiana

5' di lettura

NEW YORK -«L'emergenza coronavirus è solo propaganda» dice un dottore in un video messaggio da Seattle. Ha fatto quasi 200mila morti e 6 milioni di casi negli Stati Uniti. Ma l'emergenza, ripete il medico di origini indiane, con il camice bianco addosso, «è stata creata dall'Oms, dai democratici, e dalla Cina comunista che ci ha portato il “virus cinese”». «Io sono riuscito a utilizzare le terapie più innovative rapidamente grazie all'azione di questa amministrazione. Il presidente Trump ha mosso le montagne per salvare vite e merita sostegno». Prima di lui un'infermiera afferma che grazie a Trump che ha chiuso a gennaio le frontiere degli Stati Uniti e alle sue decisioni sono state salvate milioni di vite. Tra una sfilata di bandiere americane che compongono il set televisivo nell'austero ambiente neoclassico dell'Andrew Mellon Auditorium di Washington, con la musica patriottica che parte tra un intervento e l'altro in questa convention virtuale senza applausi, dove parlano solo i familiari del presidente e i suoi sostenitori.

One man show
Trump contro ogni protocollo interverrà in tutte le quattro serate della convention più simile a un one man show. Dopo gli interventi dei due operatori sanitari che cercano di dare un'immagine positiva della tanto criticata e confusa gestione della pandemia da parte del governo, il presidente stesso intervista alcuni lavoratori in prima linea durante il lockdown, “Questi sono gli incredibili lavoratori che hanno aiutato durante il Covid”, dice Trump prima di passare la parola a ognuno di loro per la presentazione: un camionista, due impiegate delle poste, un poliziotto, due infermiere, un medico. “Rappresentano milioni di americani che hanno lavorato in prima linea” sottolinea il presidente. Stacco. Partono le immagini degli ospedali in emergenza con la sua voce fuori campo che commenta: “Quando il 'virus cinese' ha invaso il nostro paese queste persone si sono sacrificate e hanno lavorato durante l'emergenza con coraggio e dedizione per tutti noi. Sono gli eroi del 2000 che hanno reso più forte il nostro paese. La storia li ricorderà”.

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Gli ultrà del presidente
Lo show della convention repubblicana è costruito ad arte, in perfetto stile televisivo con la regia di due ex producer di The Apprentice, la trasmissione che per anni il tycoon ha condotto prima di decidere di buttarsi in politica. Sul palco si succedono le testimonianze degli ultrà trumpiani. Charlie Kirk, 26 anni, un giovane repubblicano è il primo a parlare e definisce Trump “il bodyguard della civiltà occidentale”. Vernon Jones deputato democratico afroamericano diventato trumpiano attacca la coppia Biden-Harris ed esalta Trump. Mark e Patricia MCCloskey la coppia di St Louis, in Missouri, diventata celebre perché durante i cortei contro l'uccisione di George Floyd erano usciti dalla loro casa brandendo i fucili sui manifestanti per ribadire il loro diritto a difendersi. I due hanno in corso un procedimento penale per la provocazione di aver puntato le armi contro i cortei dei giovani Black Lives Matter: le immagini dei due con i fucili puntati sui manifestanti sono state rimandate per settimane decine e decine di volte da Fox News, la rete televisiva più vicina a Trump. I due coniugi hanno criticato i democratici “che non proteggono i cittadini dai criminali. Per questo non fate errori, la vostra famiglia non sarà sicura nella America democratica radicale”.

L'ex ambasciatrice Onu
Nikki Haley, l'ex ambasciatrice americana alle Nazioni Unite che potrebbe essere una candidata Gop nelle elezioni del 2024, ha difeso Trump e le sue politiche (pur essendosi dimessa prima del termine per la difficoltà a inseguirlo nel suo unilateralismo in politica estera al Palazzo di Vetro). “Joe Biden e i democratici continuano ad attaccare America first. Ma Trump ha sempre messo gli americani e l'America prima e merita per questo altri quattro anni come presidente”.

La nomination all'unanimità
Gli interventi dall'auditorium erano in parte registrati e in parte dal vivo. Nel pomeriggio Trump e il vice presidente Mike Pence erano stati all'apertura ufficiale della convention a Charlotte in North Carolina dove sono stati ufficialmente nominati candidati per le elezioni del 3 novembre, all'unanimità dai 330 delegati del partito repubblicano presenti nella sala. Trump nel suo intervento è tornato ad attaccare il voto per corrispondenza che quest'anno a causa del virus verrà utilizzato da milioni di americani. George W. Bush voterà Biden Non ci sono grandi personaggi alla kermesse repubblicana. Con un partito senza veri leader a sostenere il candidato presidente, ridotto a gregge dietro la sua ingombrante presenza. Non ci saranno ex presidenti come è stato per i democratici: George W. Bush l'ultimo dei repubblicani a sedere alla Casa Bianca si è sfilato da tempo e ha fatto sapere che non voterà per Trump, organizzando addirittura un gruppo di repubblicani per sostenere Biden.

L'intervento di Donald Jr.
Il momento centrale della serata è stato il discorso del figlio del presidente Donald Trump junior, barba nera da millennial, piglio deciso. Prima di lui aveva parlato la fidanzata Kimberly Guilfoyle, ex moglie del governatore democratico californiano Gavin Newsom, e poi anchor televisivo di Fox News prima di entrare nell'entourage della Dinasty presidenziale, in seguito a una conversione a 360° nell'estrema destra repubblicana. Guilfoyle vestita di rosso, il colore simbolo del Grand Old Party, ha inveito per dieci minuti in un intervento teatrale, recitato, con le pause studiate gridando contro i democratici “che vogliono distruggere questo paese” e ha invitato a votare il suo beniamino quasi-suocero che invece ha riscoperto “l'anima dell'America”. Ha aperto la strada all'intervento del fidanzato Trump Jr, la “stella” della prima serata del Trump one man show: “Gli immigrati tolgono il lavoro agli americani. La Cina comunista ci ha inviato il 'virus cinese'. Biden toglierà i soldi dalle tasche della classe media”, alcuni dei messaggi che ha lanciato dalla video conferenza. Al termine del suo discorso ha paragonato il candidato democratico al mostro di Loch Ness: “Joe Biden è il mostro di Loch Ness nella Palude”.

Le dimissioni di Conway e l'arresto di Bannon
La convention repubblicana è partita a poche ore di distanza dalle dimissioni di Kellyanne Conway, una dei consiglieri più fidati e di vecchia data del presidente Trump, l'unica collaboratrice rimasta in carica dall'inizio della presidenza con un turn over mai accaduto prima che ha portato a cambiare tutta la squadra dello staff presidenziale, tra dimissioni e licenziamenti. Conway si è dimessa per motivi familiari. Lascerà la Casa Bianca a fine mese. Ma dietro l'addio ci sono le differenze crescenti di posizione con il presidente. Suo marito, George Conway fa parte del Lincoln Project, un gruppo politico che si mobilita per evitare che Trump sia rieletto. Pochi giorni prima della convention inoltre è stato arrestato Steve Bannon, l'ex stratega della campagna elettorale di Trump nel 2016 (poi rilasciato su cauzione milionaria) accusato di aver fatto la cresta su 20 milioni di donazioni per realizzare il muro con il Messico attraverso false fatture intestate a una sua onlus per oltre un milione di dollari.

L'intervento della first lady e di Pompeo
Martedì sera Trump si sposterà alla Casa Bianca, con il discorso della first lady Melania dal Rose Garden, giardino rinnovato per la prima volta in 60 anni e criticato da molti per il nuovo aspetto che ricorderebbe un cimitero. Un altro momento importante sarà l’intervento del segretario di Stato Mike Pompeo. Mercoledì sarà il turno del vice Mike Pence, live dalla storica location patriottica di Fort McHenry a Baltimora, Maryland. Giovedì il discorso di accettazione della nomination nel South Lawn della Casa Bianca, con Trump introdotto dalla figlia-consigliera Ivanka e finale con i fuochi di artificio a illuminare la Casa Bianca nella notte di Washington. E dell'America.

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