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Trump, giovedì si vota sull’impeachment. La replica: «Processo non autorizzato»

La speaker Pelosi scrive che la Camera giovedì 30 novembre si esprimerà sull’indagine riguardante l’amministrazione. Dura la replica della Casa Bianca

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


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Giovedì la Camera voterà per autorizzare l’impeachment di Trump (Afp)

4' di lettura

La Camera dei deputati voterà giovedì per formalizzare le procedure di impeachment contro il presidente Donald Trump sull’Ucrainagate. Il «sì» è scontato. Lo hanno annunciato i democratici, spiegando che la mossa «assicurerà trasparenza e fornirà una strada chiara per andare avanti». La risoluzione che verrà approvata giovedì stabilisce le procedure per le udienze. Sarà il primo voto della Camera in seduta plenaria sull'indagine per l’impeachment da quando è iniziata un mese fa.

La lettera di Pelosi
«Stiamo prendendo questa misura – ha scritto in una nota la speaker della Camera, Nancy Pelosi, terza carica dello Stato - per eliminare ogni dubbio sul fatto che l’amministrazione Trump possa trattenere i documenti, bloccare la testimonianza di testimoni, ignorare mandati puntualmente autorizzati o continuare a ostruire la Camera».
La Casa Bianca ha condannato la decisione della Camera, definendo l’inchiesta sull'impeachment del tutto priva di fondamento e illegittima. Il voto dei democratici renderà più complessa la strategia della Casa Bianca che finora ha sempre resistito alle richieste dei deputati per la diffusione di documenti o per le testimonianze. L’ultima poche ore fa, con Charles Kupperman, l’ex vice del Consigliere per la sicurezza nazionale John Bolton, che non ha ottemperato a un mandato della Camera e non si è presentato per la testimonianza a porte chiuse nell'indagine contro il presidente.

La prova dell’«ostruzione»
«Un’ulteriore priva dell’ostruzione della giustizia da parte della Casa Bianca», ha commentato Adam Schiff, presidente della commissione intelligence della Camera che sovrintende all’indagine. Venerdì Kupperman aveva chiesto ad un giudice se doveva rispettare il mandato, dato che la Casa Bianca considera l’indagine illegittima. Il suo avvocato ha spiegato che Kupperman è stretto tra le richieste opposte del potere legislativo ed esecutivo e che quindi deve esprimersi un tribunale prima che il suo cliente deponga. Intanto sono in corso trattative per una testimonianza di Bolton.
L'inchiesta della Camera sull'impeachment di Trump ha avuto inizio il 24 settembre dopo le rivelazioni di un whistleblower dei servizi segreti sulle pressioni fatte da Trump durante una telefonata al presidente dell’Ucraina per indagare contro il figlio del candidato democratico John Biden.

Il «favore» chiesto a telefono
«Devi farmi questo favore», chiede Donald Trump al leader ucraino Voldymyr Zelensky, nella telefonata che ha portato all’avvio della procedura di impeachment. Il favore è quello di collaborare con il segretario alla Giustizia William Barr e con l’avvocato personale Rudy Giuliani per investigare sulla società ucraina che ha nel board Hunter Biden, e cercare prove da ritorcere contro il suo avversario politico.
Per otto volte Trump chiede a Zelensky di indagare per corruzione la società dove lavora il figlio di Biden. La telefonata è del 25 luglio. È venuta in luce perché profila la violazione delle leggi di finanziamento elettorale. L’uso della cosa pubblica per interessi personali da parte del tycoon abituato - com'è emerso dal Rapporto Mueller sul Russiagate - al gioco sporco durante le elezioni per conquistare consensi. Lo aveva già fatto con Hillary Clinton con le email rubate prima del voto del 2016. Questa volta però lo ha fatto da presidente degli Stati Uniti e non da privato cittadino. Per questo motivo i deputati democratici hanno deciso di avviare la procedura di messa in stato di accusa per abuso di potere e violazione della Costituzione.

Una richiesta particolare
Trump chiede al presidente ucraino di lavorare assieme al suo avvocato Giuliani che in questa storia ha un ruolo centrale perché non ha nessun compito ufficiale nell'amministrazione americana e avrebbe manipolato le relazioni diplomatiche con l'Ucraina bypassando l'ambasciatrice americana a Kiev, rimossa per la sua ritrosia. A fine agosto, per questa presunta violazione delle leggi elettorali, gli agenti dell'intelligence Usa presentano un dossier con la trascrizione della telefonata al Dipartimento di Giustizia. L'ispettore generale del ministero qualche settimana dopo afferma che la condotta di Trump non ha profili di natura penale, non configurerebbe dunque reati. Conclusione diversa rispetto a quella alla quale sono pervenuti i democratici che hanno avviato la messa in stato di accusa. Nancy Pelosi il 24 settembre annuncia l'avvio della procedura aveva parlato da Capitol Hill, sede del parlamento, le bandiere americane sullo sfondo, l'espressione dura, le parole scandite. «Nessuno in questo paese può essere al di sopra della legge. Il presidente ha avuto un comportamento che minaccia l'integrità delle nostre elezioni, la dignità del ruolo che ricopre e la nostra sicurezza nazionale».

Atto di «guerra politica»
Trump più volte ha definito l'impeachment «un atto di guerra politica. È solo una fake news, una bufala, il proseguimento della più grande caccia alle streghe della storia americana (gia cominciata secondo lui con Mueller, ndr). Nessun presidente è stato mai trattato così male».
Quella dell'impeachment è una strada lunga e complessa che, se si dovesse arrivare al processo in Senato, potrebbe chiudere la carriera politica di Trump. Ma la posta in gioco. La bomba dell'indagine piomba sulla fase finale della campagna elettorale per le elezioni presidenziali del 2020, e in molti temono un remake dell'impeachment di Bill Clinton: una lunga battaglia conclusasi nel nulla.

La replica della Casa Bianca
Non si fa comunque attendere la replica dell’Amministrazione: «Non saremo in grado di commentare fino a quando non avremo visto il testo, ma la speaker Nancy Pelosi ammette finalmente quello che l’America già sapeva, ovvero che i democratici stanno conducendo un processo di impeachment non autorizzato. Le loro segrete e oscure deposizioni a porte chiuse sono completamente illegittime e lo sono in modo irreversibile», afferma la Casa Bianca commentando il prossimo voto dei democratici sull’impeachment.

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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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